Il flop dell’auto elettrica

Nel mondo circolano 600 milioni di veicoli. Il 99% va a benzina/diesel.

In Italia circolano 34 milioni di veicoli, il 98% va a benzina/diesel. L’1% di differenza rispetto alla media mondiale è l’effetto della pressocchè totale dipendenza dal gas del nostro paese per la produzione di energia elettrica. Poca cosa.

Il mercato dell’auto mondiale è oggi dominio quasi esclusivo delle vetture a combustibili fossili.

La quota di mercato delle vetture a gas è meno del 2% e il recente tam-tam su veicoli ibridi/elettrici è al momento solo chiacchere e distintivo buono per pubblicità e public relationship. Ad eccezione della Toyota Prius, le previsioni di vendita dei numerosi veicoli ibridi/elettrici presentati ai Motor Show restano basse: qualche migliaio di pezzi, anche su mercati che immatricolano milioni di vetture all’anno. Lo stesso per i veicoli a gas, nonostante la sempre minore disponibilità di benzina, il cui prezzo sale sempre più – nel 2011 probabilmente arrivereremo a 2euro al litro.

In Cina, nonostante gli incentivi statali, la vendita del primo lotto di ibridi e veicoli elettrici della Changan Automotive è stata un flop. Il totale è stato infatti pari a zero (zero!) e la casa cinese ha annullato la produzione delle sue auto ibride/elettriche per almeno un anno. BYD, produttore d’auto cinese sponsorizzato dal miliardario Warren Buffett, dall’inizio del 2010 ha venduto solo 54 auto elettriche e solo 290 ibridi. Un flop totale.

Secondo il Global Times, i motivi del fiasco cinese sono tre: costo troppo elevato, tecnologia troppo nuova e mancanza di un’infrastruttura di ricarica.

Apriti cielo. Si sono resi conto senza un’infrastruttura di rifornimento le vendite vanno a picco. Basta pensarci un attimo per rendersene conto: se non posso rifornirmi/ricaricare, che me ne faccio di un’auto che non inquina?

Per mettere giù qualche numero, basta confrontare il numero dei distributori presenti sul territorio con la quota di mercato dei veicoli relativi. Per le auto a gas, i paesi con più distributori sono anche quelli con il maggior numero di veicoli in circolazione. Nel caso dei veicoli elettrici, i punti ricarica stanno a zero e se ne vendono zero. Si vende qualche veicolo ibrido come la Prius, che ricarica la batteria elettrica col motore a benzina/diesel interno, ma per i cinesi il prezzo della Prius è ancora troppo elevato. Oltre al fatto che voler vendere una macchina giapponese in Cina è come voler vendere una Fiat in Francia.

Il confronto del numero di distributori di ricarica fornisce un reality check della situazione. I distributori di benzina/diesel in USA sono 120mila circa, in Italia 22mila, in Cina 100mila e in UK 10mila. I distributori di gas invece in USA sono 1300, in Italia 730, in Cina 870 e in UK 31 (trenta-u-n-o). Punti ricarica per le auto elettriche non pervenuti. Si fa fatica a trovarne notizia perfino su google.

E’ il classico cane che si morde la coda: senza distributori (o punti ricarica) non si vendono le auto, senza vendite non si costruiscono i distributori (o punti ricarica). Impiantare un distributore di metano di taglia medio-piccola costa circa 400-500mila euro. Anche assumendo che il governo di un paese come l’Italia stanzi 10milioni di euro all’anno, e sono tanti, basterebbero per 20-30 distributori. Rispetto ai 22mila a benzina sono decisamente pochi. Del resto, ci sono voluti decenni e montagne di petrodollari per sviluppare una rete capillare per la distribuzione di petrolio.

Le compagnie petrolifere non sembrano al momento interessate ad investire in distributori. Shell sta anzi vendendo quelli esistenti. Le imprese che operano nel gas hanno le loro gatte da pelare e stanno investendo sul petrolio per superare questi anni di prezzi bassi sul mercato. I gestori di energia elettrica fin qui hanno mostrato prototipi di punti ricarica, ma quei pochi disponibili sono di fatto finanziati dai costruttori d’auto elettriche.

Obama preme per avere un milione di veicoli elettrici sulle strade americane, da qui al 2015. General Motors vuole una produzione stabile di 30mila Chevrolet Volt nel 2012. Ma finchè non verrà sviluppata un’infrastruttura di ricarica la tecnologia benzina/diesel presenta ancora la migliore prospettiva di guadagno per il mercato di massa, anche se il prezzo dei veicoli ibridi/elettrici dovesse calare.

Finchè non verrà sviluppata l’infrastruttura di ricarica, a Obama e ai vari politici verdi tocca trovare un altro modo per ridurre le emissioni del comparto auto.

2 risposte a Il flop dell’auto elettrica

  1. Pingback: Teoria e pratica del trasporto sostenibile « Energia & Motori

  2. Pingback: Marchionne e il futuro dell’auto

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 42 other followers