La pericolosità del plutonio
30 marzo 2011 1 commento
il mio articolo per iMille
La novità del giorno è che a Fukushima hanno scoperta tracce di plutonio nei campioni di terreno. Novità che in Italia abbiamo già prontamente trasformato nel giudizio universale. Un paio di commenti sull’argomento.
Il plutonio è prodotto in tutti i reattori nucleari. Alcuni reattori giapponesi (tra cui uno dei reattori di Fukushima) usano “ossidi misti” (MOX) come combustibile, dalla cui fissione hanno origine sia plutonio che uranio. Domenico Coiante di ASPO Italia ha scritto un bell’articolo sui combustibili nucleari. Va tuttavia notato che ci sono tracce di plutonio nella maggior parte dei terreni nell’emisfero settentrionale, causati dai test delle armi nucleari degli anni 50 e 60. Inoltre, in natura si trovano minuscole quantità di plutonio presente in molti dei più grossi giacimenti di uranio – ma veramente minuscole – e quantità ancora più microscopiche di Pu-244 vengono depositate sulla Terra dalle esplosioni delle vicine supernove.
Obama non ha mai fatto mistero che uno degli obbiettivi principali del suo governo è ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio. Oltre a sponsorizzare lo sviluppo dell’auto elettrica, lo scorso maggio l’amministrazione Obama ha incaricato l’EPA (Environmental Protection Agency) di considerare l’impatto del livello di zolfo nella benzina per la riduzione delle emissioni di gas serra. Tale revisione è tuttora in corso.
C’è molto movimento nel mercato dell’uranio, dopo il terremoto di magnitudo 9,0 e lo tsunami in Giappone. Le notizie di chiusure di centrali, accantonamento dei programmi nucleari e referendum infuocati stanno spingendo le quotazioni verso il basso. Il che apre interessanti opportunità d’investimento sul mercato dell’uranio. Ma conviene? Quanto del calo delle valutazioni dell’uranio sul mercato è dovuto a panic selling e quanto a motivi più strutturali?
Come molti, ho letto l’articolo di Massimo Sandal a proposito della ricerca scientifica, 





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