Terre e metalli rari

Dell’importanza delle terre rare per le rinnovabili abbiamo parlato pochi giorni fa. L’articolo è stato ripreso anche da Il Post. Il problema delle terre rare è di quelli importanti e val la pena dare un occhio al mercato alla ricerca di movimenti interessanti.

In poche parole: Molycorp Inc. (MCP). E’ il nome dell’azienda americana che sta rapidamente diventando la stella polare di terre e metalli rare. Nell’ultimo mese le azioni di Molycorp sono quasi raddoppiate in valore e continuano a salire.

Molycorp ha recentemente annunciato l’acquisizione di AS Silmet, azienda estone poco nota che produce niobio e tantalio. L’acquisizione di società non quotate è una mossa di per sè abbastanza esplicativa, perchè rivela la consapevolezza della necessità dell’Unione Europea di garantirsi la fornitura di prodotti finiti. Non è un mistero che l’Europa vuole abbattere le emissioni di carbonio e affrancarsi dal petrolio mediorientale. Il che richiede, ad esempio, un aumento del numero di veicoli ibridi e/o elettrici in circolazione o un aumento dell’efficienza o tutti e due. Renault ha in programma quattro nuovi veicoli elettrici e scommette che la domanda di auto elettriche aumenterà significativamente prima del 2020. Con la guerra in Libia in corso, non è facile dar loro torto. Molycorp si appresta ad aumentare la produzione di terre rare per il del mercato europeo, a supporto della crescente domanda che non può che crescere ancora.

Ma torniamo al niobio, che è quello che Molycorp vuole vendere in Europa. In niobio non è una terra rara ma un metallo raro e serve ad un sacco di cose, dalle lenti della fotocamera ai condensatori ceramici. Ma soprattutto è utilizzato nelle leghe per automobili. Aggiunto all’acciaio, il niobio precipita in carburo di niobio o nitruro di niobio e, per farla breve, migliora durezza, resistenza, formabilità e saldabilità del materiale. In poche parole, il niobio serve a fare acciai più forti, che rendono i veicoli più leggeri e dunque più efficienti in termini di consumi.

Ci si attende che l’aumento dei prezzi di benzina/diesel in seguito alla crisi in Medio Oriente causerà un aumento della domanda di auto ibride o a basso consumo di carburante. Nel primo caso c’è bisogno di terre rare e litio, nel secondo di metalli rari come il niobio. Ambedue prodotti da Molycorp, Inc.

Mentre i costruttori di auto in Giappone e Sud Corea, preoccupati della recente impennata del prezzo del niobio, hanno recentemente investito quasi due miliardi di dollari in miniere in Brasile, in occidente stiamo invece vivendo la crisi del petrolio mediorientale. Non è stato possibile negoziare alcun cessate il fuoco con Gheddafi e ci sono ancora disordini in Nigeria e l’Algeria. I prezzi del petrolio sono alle stelle e perfino il Fondo Monetario Internazionale (FMI) è in allarme per la penuria di petrolio sul mercato.

Tuttavia questa crisi petrolifera può essere diversa rispetto a quella di fine anni settanta, perchè la tecnologia dei veicoli a basso consumo ha fatto passi gigante. Se i costi di auto ibride o ad alta efficienza erano proibitivi quando il petrolio era a buon mercato, con il prezzo del barile oltre i 110$ e nessuna premessa di miglioramenti nel breve termine, le cose possono cambiare più rapidamente di quanto si pensi. Continuando di questo passo, potremmo assisterere al momento in cui i veicoli a basso consumo non saranno più un lusso, e questo giocherebbe certamente in favore di Molycorp.

Che fanno in America? Questa settimana è stato introdotto un nuovo disegno di legge in America, per accelerare l’apertura di nuove miniere di terre rare negli Stati Uniti. E’ stato introdotto il Rare Earth della Supply-Chain Technology and Resource Transformation (RESTART) Act, con cui il governo stabilisce prestiti agevoltati per l’industria mineraria e accelera l’iter per la concessione dei permessi di esplorazione e estrazione mineraria.

Questo però è solo il primo passo per l’America, perchè la chiave dello sfruttamente delle terre rare non è solo la ricerca e la produzione dei minerali, ma anche la separazione delle terre rare dagli ossidi ai prodotti raffinati. Gli Stati Uniti hanno ancora strada da fare per riattivare la produzione di terre rare al di fuori della Cina. Certamente si stanno impegnando nella ricostituzione della catena prodottiva delle terre rare, settore che gli americani avevano dismesso negli anni 90, spostando tutto in Cina per il solito motivo per cui negli ultimi anni abbiamo spostato tutto in Cina.

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 182 follower