Balle, referendum e politica

Qualche giorno fa è apparsa su Il Post una guida ai referendum del 12 e 13 giugno, scritta dal sempre ottimo Francesco Costa. La consiglio vivamente e spero che consentirà a tutti di farsi un’idea più completa a riguardo.

Di seguito riporto un commento dello stesso Costa. Vale la pena leggerlo, io non saprei dirlo meglio.

Esprimere un voto consapevole su almeno tre dei quattro quesiti referendari, quelli sull’acqua e sul nucleare, richiede conoscenze precise e approfondite. Non sono cose che ci si può far spiegare dai comici. Non ci si può far convincere dai bannerini su Facebook, né dagli slogan e dalla propaganda. Per votare bene bisogna avere quelle conoscenze o bisogna avere voglia di farsele, con umiltà e disponibilità a cambiare idea. Davanti all’oggettiva complessità delle questioni e alle balle che circolano – sappiate, per dire le più grosse, che non si vota né sulla privatizzazione dell’acqua né sull’introduzione dell’energia nucleare – la cosa che mi ha più sconfortato è stato vedere come in questa occasione la sinistra ha surclassato la destra in quanto a bugie, slogan ingannevoli e propaganda senza scrupoli. Surclassato, proprio senza paragone. La stessa cosa è accaduta col nucleare, dove con l’incidente di Fukushima – e anche dopo – abbiamo assistito al triste attecchimento a sinistra della propaganda sulla paura. E a me non piace quando la sinistra per battere Berlusconi usa gli strumenti di Berlusconi.

[dal blog di Francesco Costa, uno che pensa]

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6 Responses to Balle, referendum e politica

  1. ziomaul scrive:

    Per l’acqua veramente consta d’eliminare una serie di leggi che realmente privatizzano ma “legislativamente” (un cavillo legale) no. Insomma hanno aggirato l’ostacolo della costituzione che vieta di privatizzare SINCERAMENTE l’acqua con una serie di norme che di FATTO lo fanno!
    Per l’energia nucleare è vero che quei decreti sono stati ritirati, ma abolendoli con il referendum NON possono essere più reintrodotti uguali. Dunque è un ostacolo in più alla reintroduzione del nucleare.
    Dunque non è propaganda, ma non farsi prendere per il naso!

    Ciao

    • filippozuliani scrive:

      Non mi pare. Stando a quel che dice Costa, e finora non vi sono elementi per sostenere il contrario, per il nucleare cambia ben poco. Salvo, ovviamente, aver indebitamente usato il referendum come strumento per l’ennesimo sondaggio sul gradimento di Berlusconi.

      • Corrado Truffi scrive:

        Tu, Costa e molti altri (Marco Campione, per dire) vi siete fatti prendere da un eccesso di zelo giuridico. La scheda grigia sul nucleare ha questo titolo “Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione di energia nucleare sul territorio nazionale”. Seguito poi dall’indicazione degli articoli del decreto (mentre prima c’era l’indicazione della precedente legge). A parte tutto, quale diavolo di leguleio può sostenere che però, dato che nel frattempo la legge è cambiata e quindi ora c’era l’articolo sul piano strategico energetico e non quello sulla costruzione delle centrali, il senso del referendum cambia. Di fronte a quel titolo, l’intenzione dell’elettore non può certo essere messa in discussione, mi sembra. Quindi, si vota proprio sull’introduzione del nucleare. Poi, si può essere lo stesso dell’idea di votare no, ma appunto perché si ritiene che l’introduzione del nucleare possa essere utile, non perché il quesito non è chiaro.

      • filippozuliani scrive:

        Vedi Corrado, la cosa bella e’ che non sappiamo nemmeno con certezza quello per cui stiamo votando, tanto che siamo ancora qua a discuterne a referendum in corso. Poi, se la logica e’ quella di lanciare un “segnale politico” a Berlusconi, per quello ci sono le elezioni.

    • Tooby scrive:

      Non avrei mai potuto vedere tante inesattezze giuridiche in tre righe, è record!

      >una serie di leggi che realmente privatizzano ma “legislativamente” (un cavillo legale) no

      La legge ormai abrogata prevedeva che l’acqua potesse essere affidata in tre modi:
      1) gara pubblica aperta a tutti, anche società totalmente pubbliche;
      2) società mista con privato al 40% scelto con gara pubblica;
      3) in house spiegando perché le altre due modalità non sono possibile/idonee.

      L’ex articolo 23-bis, insomma, imponeva un obbligo di trasparenza, non un obbligo di dare l’acqua ai privati. Se non vuoi dare l’acqua ai privati, basta non dargliela, facile.

      Resta che adesso si applicheranno le norme europee in materia (direttive 2004/18 e 2000/60 e collegate) che dicono la stessa cosa: gara pubblica per i servizi pubblici locali (e se ci sono problemi, procedura d’infrazione contro l’Italia per non avere adempiuto agli obblighi comunitari).

      >hanno aggirato l’ostacolo della costituzione che vieta di privatizzare SINCERAMENTE l’acqua

      Se c’è scritto nella Costituzione me lo sono perso: io so che l’acqua era, è, sarà e sarebbe comunque rimasta pubblica anche se il referendum non fosse passato. Lo scrive il Codice Civile, la legge Galli, le direttive europee e lo stesso articolo 23-bis appena abrogato, a comma 5.

      >con una serie di norme che di FATTO lo fanno!

      Questo solo nei tuoi sogni.

      • ziomaul scrive:

        Spiacente ma la legge IMPONEVA la gestione ad un privato. Dunque niente punto 1,2 e 3. Questo era prima della legge d’abrogare che è poi la legge UE.

        La gara (la fregatura che è obbligatoria per tutti) è aperta per tutti, ovvio, ma si presentava ovviamente uno solo in quanto non esistono tanti soggetti per zona d’interesse.

        Inoltre bisognava pagarlo in corrispondenza degli investimenti. Dato che non si dice come deve essere corrispondente capisci da solo che fregatura.

        La “legge di trasparenza” non centra un fico secco.

        Gli obblighi comunitari NON è di dare per forza ad un soggetto privato e mai lo sarà. Ma di favorire solamente, dunque niente multa perché già da prima (da anni) era accolta grazie alle società miste, ANZI la legge comunitaria OBBLIGA (qui esiste la multa) se non vige concorrenza che con questa norma era obbligata ad infrangere. Inoltre la UE obbliga (altra MULTA) se non si rispetta il giusto compenso che qui come vedi non esiste.

        Una ripassatina alla Costituzione e della filosofia del diritto? E’ vietata ogni vendita di cosa di pubblica utilità. Tanto che si usano vari escamotage come gli affitti o la “vendita ad 99anni” e simili.

        Il trucco era questo : Ufficialmente pubblica ma con tutti i diritti al privato. Insomma praticamente era privatizzata senza pubblico. Per fare un esempio come se io avessi un auto ma te ci puoi fare quello che vuoi e io no… Sicuramente dopo che te la sfrutti poi mi riporti il catorcio e son cavoli miei.

        SVEGLIA!!!!
        :-))

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