Mobilità nell’era del picco del petrolio

Dove troveremo il petrolio necessario a far camminare un parco auto di centinaia di milioni di autoveicoli, che oltretutto aumenta di svariati altri milioni l’anno? Contrariamente alla vulgata comune, che vuole i costruttori d’auto sordi al picco del petrolio e cocciuti adepti del business-as-usual, i carmakers sono ben consci del problema dell’esaurimento dei combustibili fossili. Nonostante le vendite sul mercato siano ancora basate per il 95 per cento su veicoli a benzina e diesel, alcune delle soluzioni possibili per la mobilità nell’era del post-picco sono già in campo, seppur poco evidenti. All’ultimo Motor Show di Francoforte si sono intravviste tecnologie e strategie che, da qui a fine decennio, acquisteranno probabilmente un’importanza sempre maggiore. Ne avevamo parlato di sfuggita molti mesi fa, quando questo blog era ancora giovane. Ora vediamole meglio, alla luce di quanto visto a Francoforte.


Efficienza. Se il petrolio scarseggia, la scelta forse più ovvia è di cominciare a usarne meno, e ottimizzare i consumi del motore a combustione interna. Un nome su tutti: Mazda CX-5, un SUV che consuma 4.5 litri per 100 km ed emette 120 grammi di CO2 per km (nella versione diesel, a benzina consuma 6 litri per 100 km ed emette 138 grCO2/km). In pratica, un SUV che consuma come una Punto. Gran parte del merito va alla tecnologia SkyActiv sviluppata da Mazda. Mazda è convita che nel prossimo decennio la mobilità sarà ancora assicurata prevalentemente dai motori endotermici, ragion per cui val la pena investire in questa direzione. Per il momento Mazda ha individuato nell’evoluzione radicale delle tecnologie basilari del motore a scoppio lo step più logico da seguire. La riduzione del peso dell’auto ed il miglioramento degli attriti sono i due elementi principali su cui si basa lo SkyActiv. Più in dettaglio, abbiamo un rapporto di compressione 14:1 e uno speciale collettore di scarico per ridurre la temperatura ed evitare la perdita di coppia, oltre all’uso di acciai ad altissima resistenza. Il prezzo non è ancora noto, ma è lecito aspettarsi qualcosa di simile alla Nissan Qashqai. Ora, qualcuno si chiederà che senso ha ottimizzare un SUV in tempi di picco del petrolio. Il senso è che se la benzina diventa troppo costosa, i primi ad essere tagliati fuori dalla mobilità personale saranno quelli che non possono permettersi di pagare di più, e cioè le fasce più povere della popolazione. In pratica, se muoversi diventa un lusso, saranno i ricchi a poterlo fare. E’ dunque possibile che il caro-petrolio colpisca molto più duro i possessori di piccole utilitarie che non gli amati-odiati SUV.

Auto elettrica (o ibrida). La strada oggi più percorsa. Quasi tutte le case mondiali sono impegnate nello sviluppo di vetture elettriche (o ibride). Il problema principale, lo avevamo visto la scorsa settimana, è la scarsa autonomia garantita dalla batteria e il suo alto costo, oltre alla mancanza di una infrastruttura di ricarica. Val qui la pena aggiungere solo un paio di cose. La prima è che BMW ha reso noto il prezzo della sua serie-i elettrica, quella che mira ad aumentare l’autonomia del veicolo alleggerendo l’auto tramite impiego di alluminio e fibra di carbonio per la carrozzeria al posto dell’acciaio. Ebbene, sono 40mila euro, come da previsioni. Purtroppo batterie e materiali avanzati costano. La seconda cosa che val la pena notaer è la strategia impiegata per le vendite della nuova Smart ED: se la batteria costa troppo, meglio noleggiarla. Sessanta euro al mese invece dei 15mila che costa la batteria. Il che abbassa il prezzo dell’auto a “soli” 20mila euro, ma non risolve il problema della bassa autonomia del veicolo.

Auto a gas naturale. La pacchianata di Greenpeace, impegnata nella sua guerra stellare coi soldatini di piombo contro Volkswagen, ha fatto passare quasi inosservata una novità interessante dalla casa tedesca. La nuova Up di VW andrà infatti a metano, oltre che coi canonici benzina e diesel. Le emissioni sono ridotte ad un lusinghiero 78 grCO2/km, anche qui grazie all’impiego di acciai ad alta resistenza per la carrozzeria. Dietro le quinte si parla sempre più diffusamente di una versione a gas naturale della Golf, che da sola ha venduto 25 milioni di pezzi in 30 anni di mercato. A pensarci bene, il gas naturale è un sostituto molto più vicino alla benzina dell’elettricità per quel che concerne le modalità d’utilizzo, e ha il duplice vantaggio che i prezzi del gas si sono abbassati molto da quando abbiamo imparato a sfruttare lo shale gas. Oltretutto l’auto a gas naturale è una tecnologia matura e dotata di una infrastruttura di ricarica sul territorio, seppur non diffusa come benzina e diesel. Per quanto riguarda il prezzo, della Up si sa il prezzo della versione a benzina, che dovrebbe partire da 12mila euro. La versione a gas non dovrebbe essere troppo distante. Vuoi vedere che Marchionne aveva ragione?

Ora, io personalmente credo che il mercato di fascia alta resterà probabilmente ancora a lungo dominato dai motori diesel, nonostante il picco del petrolio e il prezzo in aumento. Ad un combustibile di prezzo elevato corrispondono infatti prestazioni elevate, a disposizione di chi può permettersi Audi, BMW o Lexus. Già oggi queste auto vanno prevalentemente a diesel. Nel mercato di fascia medio-bassa probabilmente avrà luogo uno scontro tra auto elettrica e auto a gas naturale. La prima ha il vantaggio dell’hype e delle emissioni zero, la seconda quello del costo inferiore e dell’infrastruttura già presente. E’ ovvio che la politica avrà un ruolo tutt’altro che marginale nella partita e che la ricerca può cambiare le carte in tavola. Quel che è certo, tuttavia, è che il mercato dell’automobile, dopo la crescita sostenuta dell’ultimo quindicennio, subirà un brusco ridimensionamento. E’ molto probabile che da qui a qualche anno vedremo sparire qualche marchio storico.

E voi? su chi scommettereste per la mobilità nell’era del post-picco del petrolio?

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9 Responses to Mobilità nell’era del picco del petrolio

  1. ziomaul scrive:

    Ma la Mazda non aveva il motore rotativo (Wankel) che prometteva un bassissimo consumo???

    Ciao

  2. Randolph Carter scrive:

    @ziomaul
    il problema del Wankel in realtà è sempre stata la bassa efficienza! Piccolo, potente, ma molto assetato…

  3. Drivebook.com scrive:

    Ben vengano tutte le soluzioni che riducono le emissioni di CO2 e ottimizzano i consumi di carburante. Tuttavia c’è da dire che queste non incidono sull’efficienza della mobilità urbana e non decongestionano il traffico.

    Una buon compromesso in tal senso (peraltro a portata di mano!) è sicuramente il car pooling: si viaggia insieme su uno stesso percorso (ad es. casa-lavoro), si riducono le emissioni, si utilizza meno carburante, si risparmia e si riduce il numero di auto in circolazione, ottimizzando così anche i flussi di traffico. Che ne dite? L’avete mai provato?

    Se vi va, date un’occhiata http://www.drivebook.com

    • Defcon70 scrive:

      Idea molto carina.

      L’ho subito provato il sito, per l’appunto devo andare a Perugia mercoledì prossimo e rientrare in giornata: niente da fare, nessuno che va o che vuole andare a Perugia quel giorno, peccato.

      Allora ho riprovato con la tratta Firenze-Bologna per il 22 o 23 Ottobre; cavolo, ci sono la Serracchiani e Civati a Bologna con il loro evento Prossima Fermata… Italia, sono attese decine di migliaia di presenze, Civati ha raccolto la sfida di D’Alema, ci sarà pure qualche democratico progressista che ci vuol andare da Firenze dimezzando le emissioni di CO2?. Niente da fare.

      Utopico. Prevedo un timido successo a partire dalla benzina a 5€/litro oppure quando i vulcaniani avranno preso il controllo del Pianeta Terra.

  4. Emanuele scrive:

    Io trovo un SUV che consuma quanto una Punto un insulto alla termodinamica. La stessa tecnologia su un veicolo con una sezione frontale ed un peso più intelligenti?

    • filippozuliani scrive:

      Il SUV te lo comprerebbero, la Punto-intelligente non credo proprio, da qui il senso di impegnarsi nello sviluppo del primo. Le aziende mirano a fare profitto, in accordo alle leggi vigenti. Il primato della sostenibilita’ spetta alla politica.

  5. hamalfe scrive:

    Io per ora non vedo un futuro roseo per le vetture ‘puramente’ elettriche (nonostante venga smentito dagli ultimi trend del Salone di Francoforte (*)):
    – grossi problemi relativi alla produzione dell’elettricità (se il 20% (o più) del parco circolante fosse composto da elettriche, quante centrali elettriche sarei costretto a costruire? …con tutti i problemi di tipologia ecc.)
    – basse (se non bassissime) capacità energetiche delle batterie sia in rapporto al volume che al peso (almeno per ora)

    Personalmente credo più in un futuro di vetture elettriche con ‘range extended’ (vedasi Volt/Ampera):
    – possibilità di muoversi nei centri abitati in modalità ZEV
    – basse emissioni e consumi dovuti a piccoli motori progettati per funzionare solo ai regimi di alta efficienza
    – peso non eccessivo dovuto a batterie di minori capacità/dimensioni (e quindi minore impiego di materiali ‘nobili’, minori costi ecc)

    Poi ovviamente non credo che scompariranno i veicoli con motori endotermici (con sistemi di risparmio/recupero energia, microibridi e alimentati ad idrogeno (?)) per mantenere il piacere di guida nei mezzi ‘alto gamma’, e neppure che non esisteranno veicoli elettrici puri, destinati quasi esclusivamente al traffico cittadino (e magari utilizzabili prevalentemente attraverso servizi di carsharing (**))

    Comunque solo chi vivrà vedrà che cosa si guiderà (***)… e scusate per la pessima rima

    (*) anche se non sempre le case indovinano le previsioni, basti vedere lo sviluppo delle auto a idrogeno fatto negli anni passati che ha portato ad un (momentaneo) nulla di fatto
    (**) vedasi quello che è stato fatto recentemente a Parigi
    (***) sempre che prima non venga esaudito il mio desiderio di poter (non) guidare un veicolo driveless

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