Per una rete elettrica nazionale intelligente
31 gennaio 2012 3 commenti
Il mio articolo per iMille-magazine, scritto a quattro mani con Defcon70.
Nel panorama energetico globale, la produzione di energia elettrica è da sempre concentrata in un numero limitato di industrie che utilizzano grandi centrali a combustibili fossili o nucleari. L’elettricità prodotta dalla centrali viene immessa nella rete elettrica in grandi dorsali ad alta tensione, cui sono allacciate reti in media e bassa tensione che portano l’elettricità a industrie e abitazioni.
Com’è facilmente intuibile, la rete elettrica è una struttura complessa e costosa, e incide in maniera significativa sul prezzo finale dell’energia. Attualmente, la rete elettrica presenta una certa rigidità. E’ stata infatti concepita come rete “passiva”, adatta cioè a trasportare e distribuire l’elettricità in modo solamente unidirezionale – dalla centrale agli utenti – assorbendo potenza solo dalle reti di tensione superiore. L’utente, all’interno dell’attuale rete elettrica “passiva”, riveste un ruolo altrettanto “passivo”, come semplice consumatore di energia.
Le emissioni di anidride carbonica (CO2) dell’auto elettrica sono una di quelle cose in cui regna la confusione più totale. Questo avviene perchè, sebbene i veicoli elettrici siano effettivamente emission-free, l’elettricità necessaria a ricaricare la batteria viene prodotta nelle normali centrali. Altrimenti detto, le emissioni dei veicoli elettrici dipendono dal mix energetico di produzione dell’energia elettrica usata per le auto. Se l’elettricità venisse prodotta dalle sole fonti rinnovabili, le emissioni dei veicoli elettrici sarebbero infatti proprio zero. D’altra parte, è anche vero che se l’energia elettrica venisse prodotta solamente usando centrali a carbone le emissioni sarebbero doppie rispetto alle normali auto a benzina/diesel.





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