No TAV o No TIR?

Al confine francese, solo il 10,5% delle merci viaggia sui treni, alla frontiera austriaca la percentuale sale al 33,9%, per raggiungere addirittura un inaspettato 62,6% a quella svizzera. Inoltre, dalla stessa fonte apprendiamo che tra il 1999 e il 2010, le merci trasportate su ferro sono diminuite del 52,4% tra Italia e Francia, mentre sono aumentate del 30,8% tra Italia e Svizzera, del 36,6% al confine austriaco.

Questi aridi ma significativi numeri sono, a mio parere, la lampante dimostrazione dei diversi livelli di qualità delle infrastrutture ferroviarie presenti sull’arco alpino, delle differenti politiche di trasporto adottate dai paesi europei e dimostrano empiricamente che non è necessario aspettare le estreme conseguenze del picco del petrolio per trasferire quote significative di merci dalla gomma al ferro.

[Terenzio Longobardi su iMille-magazine, oggi]

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5 Responses to No TAV o No TIR?

  1. Paolo Marani scrive:

    E’ un po la solita diatriba fra forzante domanda o forzante offerta.

    Perchè gli altri due valichi transalpini (svizzera e austria) veicolano maggiormente le merci su ferro rispetto a quelle dirette in Francia ?

    Può essere perchè le ferrovie del brennero, gottardo, … sono più moderne e performanti,e il calo sul versante francese è perchè il vecchio traforo ferroviario del frejus è obsoleto ?

    Oppure perchè semplicemente la svizzera, con referendum, ha deciso di tassare il valico merci su gomma, e la Germania dispone di una robusta infrastruttura ferroviaria tale da rendere più competitivo e capillare il trasporto su ferro diretto verso quel paese ?

    Ai posteri l’ardua sentenza, anche se a me sembra evidente che è solo una questione politica, non di infrastruttura, e se si vuole dirottare una quota ancora più significativa su ferro lo si può fare benissimo con le infrastrutture esistenti. Senza spendere un euro.

    • Terenzio Longobardi scrive:

      Oppure perchè, come ho scritto nell’articolo, la Svizzera ha già costruito un nuovo tunnel sotto le Alpi e sta per finire la costruzione di altri tre, di cui uno, quello del Gottardo, ha le stesse caratteristiche di quello che rifiutano i No Tav al posto dell’obsoleto Frejus? Ai posteri l’ardua sentenza.

      • Paolo Marani scrive:

        Guarda che la mia risposta era volutamente polemica e provocatoria. Il versante svizzero APPLICA una pesante sovrattassa sul traffico di attraversamento dei camion, pertanto il treno diventa conveniente, tutto qui… Potremmo farlo anche noi in val di susa (piuttosto che farneticare sulla costruzione di un nuovo valico che nessuno vorrà utilizzare), ma non abbiamo haimè una classe politica abbastanza lungimirante da operare utilizzando il semplice senso comune. Preferiamo evidentemente INCENTIVARE il traffico su gomma e contemporaneamente dare lavoro alle ditte di costruzione, lobby assai potenti, senza, e sottolineo SENZA, una qualsivoglia strategia di regolare il flusso di merci in futuro privilegiando la rotaia.

        Vi stanno strumentalizzando, e la dimostrazione è che, fin da subito, se volessimo portare le merci su rotaia, saremmo GIA’ in grado di farlo… ma non lo faremo.

  2. michele scrive:

    Sono perfettamente d’accordo con Terenzio Longobardi, il TAV deve essere portato a termine. Come sono d’accordo che nelle lunghe tratte ed ove possibile il trasporto avvenga con treni elettrici. Quello che mi lascia non poco basito e’ che quei treni vanno anche alimentati e qui mi casca il palco. Alimentare un treno con una centrale termica a gas o carbone e’ a dir poco una bestemmia. Alimentare un treno con le “rinnovabili” (integrative le chiamo io) e’ impensabile.
    Quindi escluso il nucleare che in italia e’ come parlare di peste bubbonica come facciamo?
    Io costruirei dei treni a pedali e li farei condurre da certi falsi ambientalisti e politici di mia conoscenza…
    Scherzi a parte quello dell’energia necessaria ad alimentare il ferro sul nostro territoriio non e’ un argomento da tralasciare (francia non ha sicuramente problemi con il nucleare, svizzera neppure sempre con il nucleare, l’austria neache usando l’idroelettrico ).

  3. Paolo Marani scrive:

    I “falsi” ambientalisti sono esattamente tutti schierati per la TAV, con il sillogismo che per combattere il “NO-Qualcosa” occorra abbracciare il “SI-a prescindere purchè si spendano dei soldi pubblici”, poi una giustificazione di tipo ecologico, come il fatto che il ferro sia “sempre” meglio della gomma (anche se non c’entra molto nel contesto del TAV, visto che non soddisfa un bisogno esistente) lo si trova sempre. Ricordo semmai che il vero problema non è come riempire il secchio con abbastanza energia, ma come chiudere i buchi del secchio. Quel buco, non sfonda solo una montagna ricca di uranio, amianto, falde acquifere, ma rischia di bucare il secchio stesso. Temo che se mai la si avviasse rimarrebbe una cattedrale nel deserto, per mancanza di risorse necessarie al suo completamento. (speculative mode off)

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