Duecento dollari a barile

Mi segnalano un articolo su Bloomberg di Jeff Rubin: Come l’alto prezzo del petrolio bloccherà permanentemente la crescita economica. Rubin è l’economista passato alla onori della fama per aver previsto, forse l’unico, il crollo delle borse mondiali nel 2008.

Ora, sulla correlazione tra prezzo del petrolio e crescita economica nel contesto della crisi odierna delle economie avanzate, Italia in testa, questo blog ha già detto quel che c’era da dire. Altro da aggiungere non v’è.

Sono anni che Rubin ripete la stessa tesi catastrofista, partendo dalla premessa di relazione causa-effetto tra l’alto prezzo del petrolio e la recessione economica perdurante – premessa erronea, secondo questo blog. In altri termini, secondo Rubin l’economia mondiale boccheggia perchè il mondo spende troppo in petrolio, di cui se ne trova sempre meno. Per la finitezza delle riserve petrolifere, ne consegue che questa crisi non finirà mai (sic!). Gli scienziati di Nature concordano (ri-sic!).

Ora, va notato che solo pochi anni fa, Rubin aveva una tesi ben diversa: petrolio a 200 dollari a barile e localizzazione dell’economia, in opposizione alla globalizzazione moderna, per l’aumento del prezzo di combustibile e trasporti.

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