Sovracapacità

Dunque, la situazione del mercato elettrico è semplice: il mercato è debole, a dir poco. Nel 2011, tre anni dopo il crollo dei mercato nel 2008, la media UE del tasso di crescita della domanda di energia è ancora il due per cento circa al di sotto del livello del 2007. In altri termini, in cinque anni si è avuto un tasso di crescita negativa nella domanda di energia, che è un fenomeno mai visto in questi ultimi decenni.

La crisi economica in Europa sta avendo un impatto di vasta portata sul mondo dell’energia. Il crollo della crescita economica, e indi della domanda di energia, unito alla crescita delle fonti rinnovabili, sta rapidamente degenerando in una situazione di eccesso di offerta sul mercato. Ne parla oggi European Energy Review, con una panoramica sui principali mercati europei, Germania in testa. Ora, è probabile che questa notizia verrà celebrata con gioia dai sostenitori delle rinnovabili a prescindere. Peccato che le cose non siano così semplici, principalmente per due motivi.

Primo.; L’eccesso di potenza installata non fa certo bene al sistema economico e produttivo. Per restare in Italia, infatti, accade che le centrali a turbogas oramai producano spesso al di sotto delle 3.000 ore l’anno, quando gliene servirebbero il 50 per cento in più per non andare in perdita. A peggiorare la situazione, la maggior parte del centro Italia e tutto il sud raccolgono una buona parte del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. L’espansione del fotovoltaico, elefantiaca e inattesa, ha fatto sì che l’Italia potrebbe raggiungere già nel 2012 quota 26 per cento di produzione di elettricità da rinnovabili, obbiettivo che l’UE fissava solo entro il 2020. In pratica, accade che la produzione delle centrali a turbogas eccede la domanda e i gestori vanno in difficoltà finanziarie. Il Governo italiano si è quindi trovato costretto a stanziare dei cospicui aiuti di Stato ai sopracitati gestori – il cosidetto Capacity Payment – onde evitare un fallimento di proporzioni bibliche.

Secondo. La crescita delle rinnovabili, trainata dai generosi incentivi delle tariffe feed-in che il Governo italiano ha stanziato coi vari Conti Energia. E’ generalmente noto che lo strumento di incentivazione delle tariffe feed-in sta economicamente in piedi solo a fronte di un aumento dei consumi a un tasso paragonabile a quello di penetrazione delle fonti rinnovabili, specie nella fase iniziale. L’Italia invece si trova nella situazione diamatralmente opposta: tasso di crescita delle rinnovabili 4-5 volte più alto di previsto e contemporanea diminuzione dei consumi dal 2008. Una miscela esplosiva, soprattutto perché il peso sempre maggiore degli incentivi unito alla debolezza strutturale dell’industria fotovoltaica italiana sta diventando un deterrente alla ripresa economica, trainando quindi una ulteriore diminuzione dei consumi.

Come se ne esce? Se ne esce con una strategia precisa, ossia spostando i consumi nei settori trasporti e edilizio residenziale, da Gas Naturale e petrolio a elettricità, portando conseguentemente in dote anche un notevole aumento di efficienza (+25-30% nei veicoli elettrici e +150-200% con le pompe di calore per riscaldamento). Intendiamoci, questi sono obbiettivi enormi e certo non facili – si parla di sostituire l’intero parco auto nazionale – che richiederanno molto tempo. Lo si era visto su questo blog tempo fa, nei celebri post sui limiti dell’auto elettrica e dell’efficienza energetica degli edifici. Hai voglia a cambiare forni a gas in casa (sic!). E’ allora necessario che il Governo italiano, e similarmente anche il resto d’Europa, induca aziende e cittadini a spostare quanti più consumi sull’elettricità nel minor tempo possibile. E se devono sparire attori economici, meglio che siano petrolieri e municipalizzate che si arricchiscono con la distribuzione del gas in regime di monopolio.

Per quanto concerne le rinnovabili, gli incentivi posso continuare solamente in un modo: aumentando il peso percentuale dei contributi in bolletta a copertura delle tariffe feed-in. Fortunatamente la contrazione dei consumi nel mercato italiano (e europeo) ha salvato la situazione influendo anche sul PUN (-15%). Fortunatamente è semi-ironico, dato che una contrazione dei consumi non fa bene a nessuno. La domanda allora diviene: quanti produttori possono sopravvivere in questo contesto, e quanto a lungo?

*****
Si ringrazia mai abbastanza sentitamente il blogger Defcon70 per mail, discussioni e segnalazioni.

4 Responses to Sovracapacità

  1. Pingback: Sovracapacità | LoScientifico | Scoop.it

  2. Ledda - Fisico - Energie Rinnovabili scrive:

    Scusate, nel 20.20.20 si parla del 20% del consumo energetico totale generato da fonti rinnovabili. Il che è diverso da dire “ha fatto sì che l’Italia potrebbe raggiungere già nel 2012 quota 26 per cento di produzione di elettricità da rinnovabili, obbiettivo che l’UE fissava solo entro il 2020″. Infatti l’Italia produce meno del 30% dell’energia annua di cui ha bisogno.
    Perciò se noi, realmente, producessimo anche il “26%” della produzione nazionale saremo ancora ben lontani dal 20% del “”consumo energetico totale”” generato da fonti rinnovabili.
    sediamoci quindi mettere numeri reali…

    • Defcon70 scrive:

      I numeri reali (ossia ufficiali), stanno sul sito del SIMERI
      http://approfondimenti.gse.it/approfondimenti/Simeri/Monitoraggio/Pagine/C1.aspx
      Le percentuali di FER riportate sul CFL sono quelle del piano di azione del precedente governo, piano richiesto e poi approvato dall’UE all’interno del pacchetto del 20-20-20 avendo assegnato all’Italia un obiettivo complessivo per le FER elettriche e termiche del 18%. Occhio che manca ancora l’effetto della quantità di FER della esplosione del FV nel 2011.
      Ma anche al 2010 si vede che siamo avanti in tutti i parametri qualificanti rispetto alla prevista tabella di marcia tanto che Passera nella bozza di SEN pubblicata pochi giorni fa ha alzato l’obiettivo sulle FER al 19%. E la ragione è una sola, anzi due: crisi economica e inflazione dei prezzi dei prodotti energetici che hanno contratto i consumi.
      A te decidere se sia un bene o un male.

  3. Fabio scrive:

    Grafici riferiti all’energia del ministero dell’economia e tecnologia tedesco fino al 2011:

    http://www.bmwi.de/BMWi/Redaktion/PDF/E/energiestatistiken-grafiken,property=pdf,bereich=bmwi2012,sprache=de,rwb=true.pdf

    Per dire la verità gli obbiettivi 20-20-20 non sono proprio toccati da tutti i Länder tedeschi con la stessa velocità

    L’articolo è un po’ vecchietto (della Frankfurter)

    http://www.faz.net/aktuell/politik/harte-bretter/jeder-denkt-es-keiner-sagt-s-die-energiewende-ist-gescheitert-11685666.html

    Ma è lo Schleswig-Holstein quello che vuole raggiungere l’obiettivo in tre anni per un approvvigionamento del 100% da energia rinnovabile. “Auch Rheinland-Pfalz, Thüringen oder Brandenburg wollen sich schon bis 2030 – wenn die Dinge einem „Exzellenzszenario“ folgen – zu hundert Prozent aus Ökostrom versorgen.”

    Amburgo vuole far perno sullo stoccaggio di energia

    Ogni Land vuole raggiungere gli obiettivi diversamente

    Ok passiamo al secondo stadio

    Gli obiettivi probabilmente saranno superati dalla Germania

    http://valori.it/energia/rinnovabili-germania-superera-obiettivi-prefissati-5743.html

    Si pensa ad una EEG 2.0 e ad un Energiemarktdesign 2.0

    Zu den Gründen für den Anstieg der EEG-Umlage im kommenden Jahr auf 5,277 Cent je Kilowattstunde sagte Altmaier: „Aus dem Bündel von Faktoren ragen zwei Entwicklungen heraus.“ Zum einen sei die Photovoltaik noch schneller billiger geworden als erwartet und daher der Zubau dreimal höher gewesen. Der Bundesrat habe die notwendige Reform der Solarförderung monatelang blockiert, weshalb sich die Kosten insgesamt unnötig erhöht hätten. Zum anderen seien die Strompreise insgesamt gesunken, was die Differenz zu den Einspeisetarifen und damit die Gesamtkosten für die Umlage erhöhe, sagte Altmaier.

    Read more: http://www.photovoltaik.eu/nachrichten/details/beitrag/-altmaier-will-eeg-reform-in-ruhe-angehen_100009238/#ixzz29lFt82iU

    Il ministro dell’ambiente Altmaier ha criticato anche i suoi predecessori
    http://www.derwesten.de/politik/altmaier-kritisiert-vorgaenger-bei-arbeit-fuer-energiewende-id7208716.html

    E la Fdp parla di un cambiamento

    http://www.faz.net/aktuell/politik/energiewende/energiewende-fdp-plant-radikalkur-fuer-die-oekostrom-foerderung-11900812.html

    Quindi se ne parla (anche troppo!!!)

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