Di che si parla

Questo blog è nato un anno fa, con uno scopo in mente: mettere un po’ d’ordine nel difficile mondo dell’energia e dei trasporti, due dei più grandi business del mondo e due dei pilastri della civiltà moderna, quotidianamente massacrati da catastrofisti, complottisti e cialtroni assortiti.

La crisi economica in cui siamo immersi ha evidenziato un fatto importate ma spesso lasciato ai margini della discussione, e cioè che il termine sostenibilità non ha un significato univoco e condiviso. Chi ha una formazione scientifica/tecnica parla di sostenibilità in termini di EROEI e di esaurimento delle risorse. Chi ha una formazione economica parla di sostenibilità in termini di PIL e crescita economica. E’ impossibile non notare come dibattiti e linguaggi divergano proprio qui. Purtroppo, invece di convergere verso un terreno comune, per uno scambio di conoscenze proficuo, scienziati/tecnici e economisti continuano separati per la loro strada, e ognuno tira la coperta dove gli fa comodo – perchè generalmente gli scienziati di economia non ne sanno quasi nulla e con l’EROEI si spiega tutto, e perchè gli economisti non distinguono un chilowattora da un chilo di rame e l’EROEI non ha nemmeno uno standard.

Dopo un anno di attività su energia e trasporti per lo più da un punto di vista fisico, questo blog ha deciso di cominciare uno studio il più serio possibile, nei limiti di tempo di un hobby personale, sull’Energy Economics. Il che non vuol dire che qui si smetterà di parlare di FIAT, Gas Naturale, rinnovabili, iniezione stratificata e numero di cilindri dei motori turbodiesel, né che verranno dismesse le braghette di tela e lo stile giornalistico-colloquiale della divulgazione scientifica in favore della toga professorale. Vuol dire che la speranza è di riuscire ad acquisire una dimensione economica che purtroppo manca al mondo scientifico, rendendolo quella torre d’avorio dove tutto è possibile perchè l’aspetto economico reale non viene considerato.

Insomma, all’alba del suo secondo anno di vita, questo blog prova a saltare quel baratro che spaventa (quasi) tutti gli scienziati, e a immergersi più in profondità nella macro-economia dell’energia e del trasporto. Non so dove porterà questa strada. Sicuramente a saperne di più del complicato mondo che ci circonda. Sarà un bel vedere, diciamo. Benvenuti a bordo.

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