Una nuova manovra correttiva per l’Italia?

Da quando è entrato in carica il governo Monti benzina e diesel sono aumentati 20 per cento, per le nuove accise governative e per un generale rincaro del prezzo del petrolio.

Tuttavia, se una dimunuzione della domanda era ampiamente preventivabile, l’aumento del prezzo del carburante non si sta traducendo negli introiti previsti dal governo Monti per la manovra sui carburanti. Dei circa 6 miliardi previsti, infatti, sembrerebbe che ne entrerebbero solo 2.5.

Della cancellazione delle accise non se ne parla nemmeno. ENi&co ci stanno mettendo una pezza, riducendo un po’ (solo un po’) i prezzi alla pompa. Ci aspetta una nuova manovra correttiva?

Vola gratis

Col caro petrolio degli ultimi tempi, alle compagnie aeree tocca comperarsi le raffinerie. A pensarci, è una mossa che ha tutto il senso del mondo. Almeno finchè non arriveranno i biocarburanti. Compagnie low-cost, attente a voi.

Cookedpearsellers (peracottari)

Poche settimane fa, a proposito di economia sostenibile, parlammo della Direttiva europea sulla qualità dei carburanti. Secondo tale direttiva, ad ogni carburante verrebbe assegnata una impronta energetica, proporzionale alla quantità di CO2 emessa nella realizzazione del prodotto finito (benzina, diesel o bio-diesel) partendo dalla materia prima includendo estrazione, lavorazione e distribuzione, con metodi molto simili a quelli della valutazione del ciclo di vita. In breve, una tassa sul consumo dell’energia da fonti fossili finibili.

Questa è la Carbon Tax della Delega Fiscale del Governo Monti, in accordo con le Direttive del Consiglio Europeo, i cui proventi andranno a finanziare le rinnovabili in Italia. O meglio, dovrebbe.

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Dove costa di più la benzina?

Oggi, su Il Post trovate la lista dei paesi in cui la benzina è aumentata di più.

Di seguito, trovate i prezzi assoluti di benzina e diesel in tutta Europa (così se volete fare benzina oltreconfine sapete dove conviene di più).

Due euro e oltre

La benzina tocca i due euro al litro, e nessuno pensava così in fretta.

Dove il mercato non arriva

Che l’era del picco del petrolio o, meglio, del petrolio a caro prezzo sia qui per restare è un dato di fatto ormai accettato dal mondo intero, fatta eccezione per qualche raro ottimista comunque in via d’estinzione. Gran parte della produzione mondiale di petrolio viene da pochi giacimenti petroliferi giganti che stanno rapidamente invecchiando: Ghawar (Arabia Saudita), Kirkuk (Iraq), Cantarell (Messico) e Burgan Maggiore (Kuwait). I nuovi giacimenti scoperti negli ultimi dieci anni non vanno nemmeno vicini a quelli vecchi. La produzione petrolifera di Norvegia, Messico e Regno Unito, inoltre, è in diminuzione da tempo. Per limiti geologi o economici poco importa: quel che importa è che l’era del petrolio “facile” è finita.

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Quanto costa la benzina /2

Generalmente, per calcolare il prezzo di un litro di benzina si considerano le seguenti voci:
1) il prezzo internazionale del carburante – detto Platts, dal nome della piattaforma dove si incrociano domanda e offerta – che indica il costo della materia prima. Questa voce ammonta oggi a circa il 35% del totale;
2) il margine lordo dell’industria petrolifera, circa il 10% del totale;
3) tasse (accise e IVA), per il restante 55%.

Scomponendo il prezzo nelle voci di cui sopra, secondo le stime di Nomisma Energia, a febbraio 2011, il Platts valeva 53,08 centesimi al litro, il margine medio lordo 15,05, le accise 56,4 e l’Iva 24,9 cent, per un prezzo totale della benzina di circa 1.50 euro al litro. Come visto nel post precedente, nel 2011, il prezzo industriale della benzina è aumentato del 7.3%, mentre le tasse del 23.8%. Corrispettivamente, il prezzo della benzina è aumentato a circa 1.75 euro al litro, come dal rapporto settimanale di NomismaEnergia. Ora, la domanda che un po’ tutti si pongono è: quando arriveremo ai fatidici 2 euro al litro?

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Quanto costa la benzina

Oggi il Corriere spiega da cosa e in che misura derivano gli aumenti del prezzo di benzina e diesel:

I rincari del prezzo alla pompa, più che dagli incrementi del prezzo industriale, sono stati alimentati soprattutto dal carico fiscale.Tra l’inizio e la fine del 2011 il prezzo industriale della benzina è aumentato del 7,3% mentre la componente fiscale ha avuto un incremento del 23,8%. Il prezzo alla pompa è salito del 16,7%. Ancora più forte il rincaro per il diesel: sempre tra l’inizio e la fine del 2011 il prezzo industriale del diesel è aumentato del 15,4% e la componente fiscale è cresciuta addirittura del 37,1%. Il prezzo al consumo è salito del 26%.

[dal Corriere, oggi]

Cento dollari a barile

Il prezzo giusto del petrolio, secondo le dichiarazioni del Ministro Saudita Ali al-Naimi, saerbbe appunto 100 dollari al barile. Tre anni fa era 75 dollari al barile, sempre dichiarazioni sue, puntualmente verificatesi. Ci fosse ancora bisogno di conferme, non aspettatevi che il prezzo di benzina/diesel scenda (a meno di una forte recessione globale dell’economia, certamente non auspicabile).

I travagli del trasporto aereo

Airfrance-KLM non se la passa per niente bene. Secondo il Wall Street Journal, nel 2011, e oramai da quattro anni consecutivi, sono andati in rosso. La compagnia franco-olandese ha una robusta partecipazione in Alitalia e nel 2011 ha visto il suo debito netto aumentare da 2 a 6.5 miliardi di euro.

Le ragioni? Molte, alcune sono di tipo strategico (scali disponibili e clienti serviti) altre sono strutturali. Un terzo delle spese delle compagnie aeree va infatti in combustibile. Da mo’ si vocifera che le compagnie aeree nell’era del picco del petrolio verranno strangolate dal caro-petrolio. Le convulsioni del colosso KLM-Airfrance sembra esserne davvero la dimostrazione plastica.

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