Nazionalizzare l’energia

Evo Morales, Presidente boliviano, ha appena nazionalizzato la spagnola TDE (Transportadora de Electricidad) per “mancanza di investimenti” e per ridare al paese “sovranità energetica”.

Uguale uguale a Cristiana Kirchner, Presidentessa d’Argentina, e la sua recente nazionalizzazione della spagnola YPF, con le medesime motivazioni.

Tutto seguendo le orme di Hugo Chavez che fece mesi fa nazionalizzò gli asset venezuelani di ExxonMobil, pagandoli meno di un decimo del loro valore reale (dopo arbitraggio internazionale, non certo di sua sponte).

Tempi duri per chi ha investito in Sud America e per chi crede nello stato di diritto.

Aggiornamento: ne parla oggi anche Il Post.

Il neo-peronismo di Cristina Kirchner e la nazionalizzazione di YPF

il mio articolo per iMille-magazine, scritto a quattro mani con Alan Marazzi.

Pochi giorni fa, la Presidentessa dell’Argentina Cristina Kirchner ha nazionalizzato la compagnia petrolifera YPF, che possiede il monopolio dell’estrazione di idrocarburi nel paese.

Yacimientos Petrolíferos Fiscales (YPF) è una delle più grandi aziende d’Argentina. Fondata nel 1922 da Enrique Mosconi per gestire il business del petrolio sul territorio nazionale, la compagnia fu talmente malgestita sotto la dittatura militare del 1976-1983 che nel 1989 il congresso ne votò la privatizzazione, anche per volontà di Néstor e Cristina Kirchner, la seconda oggi Presidentessa. Tra il 1991 e il 1993, sotto il governo di Carlos Menem, circa l’80 per cento di YPF fu venduta a Repsol per 13 miliardi di dollari. Nel 1999 lo stato argentino vendette il resto. Tuttavia, per convincere gli investitori privati a entrare nell’affare, Néstor Kirchner negoziò dividendi molto generosi. In pratica, Kirchner seppe convincere gli investitori solamente dietro garanzia che gli investimenti sarebbero stati ripagati in breve tempo, tramite cospicui dividendi appunto.

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Marchionne va in America

Chrysler ha quadruplicato i profitti rispetto a un anno fa. E’ il miglior risultato del gruppo dal 1998. Mica bubbole.

Tu quoque

Ferrari annuncia una vettura ibrida, nel 2013.

Come se la passa il mercato dell’auto

Senza mezzi termini, male. Gli esperti stimano che quest’anno le vendite di auto in Europa dovrebbero diminuire del 5-7% circa. Tuttavia, le vendite registrate nei primi due mesi del 2012 evidenziano numeri anche peggiori. Nel mese di febbraio 2012, le vendite di UE più Svizzera, Norvegia e Islanda sono diminuite del 10% circa rispetto a un anno fa. Una domanda lecita è se la crisi dell’euro-zona stia creado in Europa un mercato dell’auto dove vendono solo i modelli economici. Beh, non proprio.

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Guerra di dazi

Delle convulsioni dell’industria fotovoltaica occidentale si era già scritto su questo blog. Per farla breve, la causa delle sopracitate convulsioni è fondamentalmente una sola: la concorrenza dei prodotti cinesi che, semplicemente, costano meno, forti dei sussidi governativi elargiti all’uopo da Pechino.

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Quanto guadagna Marchionne

Sergio Marchionne, ad di Fiat spa, ha incassato 2,45 milioni di stipendio nel 2011 più 12 milioni di fair value delle azioni gratuite maturate; altri 2,55 milioni gli sono arrivati in qualità di presidente di Fiat Industrial, la società di camion e trattori scoporata da Fiat all’inizio del 2011. Per il manager italo-canadese fanno in totale circa 17 milioni di euro di cui 5 di stipendio; la somma dei due stipendi rappresenta un aumento consistente (+42%) rispetto ai circa 3,5 milioni incassati nel 2010.

[Da Il Sole 24 Ore]

Ottanta milioni di auto

Vendute nel 2011. Erano poco più di 60 milioni nel 2008, l’anno della crisi. La metà di quegli ottanta milioni di auto vanno in Asia.

Ducati in vendita

Ricavo stimato: un miliardo di euro. Possibili acquirenti: Mercedes o Volkswagen.

Ne rimarrà solo uno

Saab è fallita, Mazda sta con le pezze al culo.

update: anche Opel non se la passa bene. General Motors sta considerando la chiusura degli stabilimenti Opel in Germania e Inghilterra per far fronte alle perdite.

update 2: ok, la redazione de Il Post segue questo blog.

update 3: Ford Europe macina perdite consistenti. (hat tip: Randolph C.)

update 4: in controtendenza, Volvo fa un botto di vendite e assumerà altre 10.000 persone. In Cina.

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