Punto, due punti, punto a capo
26 aprile 2012 Lascia un commento
Questo blog si rianima dopo giorni di silenzio, causa un periodo fitto di impegni di (super)lavoro. Ma andiamo a incominciar, che le cose da dire sono tante e vanno accumulandosi. Riprendiamo da dove eravamo rimasti.
Sei mesi fa, stanco di propaganda pseudo-scientifica e cialtronate assortite, questo blog ha intrapreso un cammino il più serio possibile nel campo della Energy Economics. Il picco del petrolio e la conseguente esplosisione dei prezzi di benzina e diesel ha portato il problema della rarefazione delle risorse naturali al centro del dibattito, almeno entro la ristrettta nicchia di esperti e meno esperti, ambientalisti e gli immancabili complottismi sciocchi.
Di recente, Nature ha pubblicato un articolo, poi tradotto su Le Scienze, in cui si sostiene che il punto di non ritorno nella rarefazione delle risorse petrolifere è gia arrivato (e superato). Secondo gli scienziati di Nature, infatti, l’offerta di petrolio non riesce e non riuscirà più a sostenere la crescita della domanda. Il prezzo di benzina e diesel – di cui il mondo moderno semplicemente non può fare a meno – crescerà sempre più, stritolando la crescita economica, da oggi e per sempre, almeno finchè non cambieremo il mai troppo poco citato "paradigma". Questa tesi è generalmente condivisa da una moltitudine di picchisti “geologi”. L’articolo di Nature ha l’indubbio merito di aver portato il problema della rarefazione delle risorse naturali al di fuori della comunità scientifica ed è probabilmente affidabile sulle stime geologiche delle riserve e dei consumi. Tuttavia, gli evidentissimi limiti nella descrizione degli effetti del picco sull’economia gli sono valsi l’oblio da parte degli economisti.
Vediamo a che punto siamo, allora, alla luce di questi sei mesi di letture e pensieri sull’economia dell’energia.
Questi giorni di riposo (forzato) mi hanno finalmente concesso il tempo per una riflessione sul concetto di sviluppo economico, in ottica classica – la famosa/famigerata crescita infinita – sostenibile e decrescista, per lo sfruttamento delle risorse naturali in relazione alla finibilità della biosfera. L’argomento è vasto e questo non vuol essere un post esaustivo sull’argomento, quanto un primo work-in-progress per fissare le idee e avviare la discussione.
Il prezzo del petrolio è in aumento. Da tempo economisti, esperti, opinionisti e un po’ tutti si scapicollano alla ricerca di spiegazioni e previsioni degli effetti del caro-petrolio sui mercati finanziari e sulla crescita economica. 
I picchisti del petrolio si dividono in due grandi categorie: i “geologi” e gli “economisti”. Mi si passi l’antipatica etichetta, ma questa distinzione aiuta a capire meglio come stanno le cose.
Questo blog è nato un anno fa, con uno scopo in mente: mettere un po’ d’ordine nel difficile mondo dell’energia e dei trasporti, due dei più grandi business del mondo e due dei pilastri della civiltà moderna, quotidianamente massacrati da catastrofisti, complottisti e cialtroni assortiti. 





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