Pronti? Via!

E’ iniziata la consultazione sulla connessione della produzione di biometano alla rete del Gas Naturale in Italia. E’ una storia tutta da scrivere, che avrebbe dovuto iniziare da parecchio tempo, ma che, una volta a regime, dovrebbe levarci le preoccupazioni per quando Putin starnutisce o gli Ucraini fanno i furbi oppure un Dittatore viene tolto dal suo trono. Ne parleremo più in dettaglio nei prossimi giorni. Per oggi, prendiamo nota della buona novella.

Perchè in Italia si paga l’energia più cara d’Europa

Lo spiega bene Massimo Mucchetti sul Corriere, in un lungo ma ottimo articolo.

Il fatto è che l’Italia dilapida sussidi e usa le fonti più costose. Ha chiuso il nucleare prima di ammortizzare le centrali atomiche, anticipando di decenni gli oneri miliardari di smantellamento. Nel 1992 ha varato il Cip 6 che finirà per costare 20 miliardi di euro di incentivi in bolletta, lungo i 15-20 anni di esercizio. [..] Nel 2012 stanno andando a regime gli aiuti alle rinnovabili, 160-170 miliardi nel trentennio 2005-2034, con una concentrazione in questo decennio. Un salasso in bolletta senza nemmeno costruire una forte industria manifatturiera nazionale di settore. [..] L’altra causa dell’alto prezzo dell’energia è il gas, che sale per ragioni in apparenza misteriose.

La ragioni misteriose indicate da Mucchetti richiamano assai la solita italianissima ENI e una gestione poco assennata del mercato del gas e delle reti energetiche nazionali.

Proprio tutti, no

Dell’auto elettrica parlammo su questo blog già tempo fa, sviscerandone requisiti e limitazioni. Il problema dell’auto elettrica è la batteria, o meglio, la limitata autonomia che essa garantisce all’elevato costo attuale. L’auto elettrica più avanzata esistente è la Tesla Roadster: aerodinamica sportiva, due posti, costruita con materiali avanzati (alluminio e plastica rinforzata in fibra di carbonio) batteria da 53 kWh per un’autonomia di oltre 400 km. A parte il prezzo – 100mila dollari – tutto perfetto. Ora Tesla esce con il nuovo modello, la Model-S.

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L’eta dell’oro del gas

Questa settimana si è tenuta a Parigi la 26a Conferenza Europea del gas. L’evento è di quelli prestigiosi, ma l’umore tra i rappresentati del settore del gas non è stato dei migliori. Il che suona strano, dato che solo pochi mesi fa la IEA e un po’ tutti prevedevano un ritorno all’età dell’oro del gas. Dunque?

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Il flop dell’auto elettrica

Nel mondo circolano 600 milioni di veicoli. Il 99% va a benzina/diesel.

In Italia circolano 34 milioni di veicoli, il 98% va a benzina/diesel. L’1% di differenza rispetto alla media mondiale è l’effetto della pressocchè totale dipendenza dal gas del nostro paese per la produzione di energia elettrica. Poca cosa.

Il mercato dell’auto mondiale è oggi dominio quasi esclusivo delle vetture a combustibili fossili.

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Il coraggio del confronto

Solo qualche mese fa, Marchionne dichiarò alla rivista brasiliana Veja di non credere nelle macchine elettriche.

Gli elettrici non sono economicamente autosufficienti. La tecnologia avanza sempre e rende longevo il motore a combustione.

Nonostante gli occhi del mondo siano puntati sull’elettrico, Marchionne crede nel gas naturale per il mercato dell’auto come sostituto del petrolio. Pensandoci, per Fiat è una posizione quasi obbligata. Negli ultimi 15 anni infatti, l’Italia ha sostituito la sua quasi totale dipendenza dal petrolio con una quasi altrettanto totale dipendenza dal gas naturale per la generazione di energia elettrica. In pratica, cambiato l’albero su cui impiccarci si è anche creato in Italia il sostrato necessario allo sviluppo di motori a gas, tarpando le ali all’elettrico.

Fiat è oggi leader mondiale nella produzione di motori a gas e ora Marchionne vorrebbe introdurli anche negli USA, sfidando il colosso Toyota e la Prius nel settore delle auto ad energie alternative.

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