Petrolio, energia ed economia

Pochi giorni fa su questo blog si è parlato di economia del petrolio e delle risorse finibili. La teoria economica dello sfruttamento delle risorse naturali si basa essenzialmente sulla teoria marginalista. In sunto, essa prevede che, in una situazione di scarsità delle risorse conviene limitare l’estrazione ad un valore minimale, conservando l’eccesso per venderlo in futuro, ad un prezzo più alto. Come già scritto.

Dal punto di vista economico, questa situazione prende il nome di razionamento speculativo. Tecnicamente, si verifica quando il prezzo di mercato sale in modo tale da far crescere la rendita ad un saggio maggiore del tasso di interesse corrente. In termini più concreti e di maggior interesse comune, vuol dire che il picco del petrolio è reale ma il plateau attuale della produzione di greggio potrebbe durare molto a lungo, con buona pace dei catastrofisti.

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La Russia e la battaglia del gas

La relazione tra Europa e Russia non è mai stata facile. Alcuni osservatori sostengono che la preoccupazione per la fornitura di gas dalla Russia è fuori luogo. n fondo, perfino durante la Guerra Fredda, la Russia – allora Unione Sovietica – è stato un fornitore affidabile e, contrariamente a quanto si pensi, a quel tempo la Russia riforniva l’Europa con più gas di quanto non faccia oggi.

Un’analisi più realistica, però, non può non notare che la relazione Europa-Russia negli ultimi anni si è fatta negli ultimi anni, per vari motivi. In pratica, le tensioni e le irritazioni tra i due partner sono all’ordine del giorno.

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Il rigore del metodo scientifico

Sono passati pochi giorni da quando ho pubblicato su questo blog e su Il Post i numeri del costo del chilowattora, secondo il modello standard dell’International Energy Agency, con un botto di lettori e commenti. Grazie a tutti. Alcuni fan di questo blog mi riferiscono che ieri il Sole 24 Ore, neanche avessero letto quel che ho scritto, ha pubblicato un articolo molto simile. Me ne hanno passato i risultati chiedendomi un commento. Andiamo con ordine, i risultati del Sole sono questi (tabella cliccabile):


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Quanto costa l’energia, davvero

il mio articolo per Il Post (col nuovo blog personale incluso)

L’Italia è uno dei paesi al mondo con più impianti fotovoltaici per potenza installata. Il settore è in ascesa e i prezzi in picchiata. Non passa giorno senza leggere articoli sensazionali sullo stato del solare fotovoltaico ormai prossimo, secondo gran parte della stampa italiana, a raggiungere la grid parity, il momento in cui produrre energia dal sole costerà quanto farlo dalle fonti convenzionali. Insomma, saremmo ad un passo dal liberarci delle centrali a gas e carbone, per non parlare del nucleare. Piacerebbe a molti, ma le cose non stanno così. Non ancora, per lo meno.

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Numeri, non aria fritta

E’ possibile vivere di energia rinnovabile? Probabilmente sì. Certamente non sarà facile. Nel libro Sustainable Energy without the hot air, David MacKay dà i numeri dell’energia sostenibile – quante pale eoliche, quanti pannelli, quanto uranio, quanto petrolio? – per un reality check senza preconcetti sull’energia. Avviso: il libro è discorsivo, ma sono 400 pagine di numeri (e qualche formula fisica). Sconsigliato a filosofi e laureati in lettere antiche. Un must per fisici, ingegneri e a chi ne ha le tasche piene di ideologie spesso puramente elettorali. La trovate nella solita Torre di Babele.

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