I problemi col nuovo Conto Energia

il mio articolo per iMille-magazine

Di recente sono circolate le bozze del nuovo Conto Energia, il quinto, e del decreto per le altre rinnovabili elettriche. Su tali bozze è montata una valanga di proteste dagli addetti ai lavori, assieme agli immancabili complottismi. Che succede?

Ma andiamo con ordine. Per prima cosa i fatti: il nuovo Conto Energia e il decreto elettrico riducono gli incentivi alle rinnovabili e istituiscono dei registri nazionali per le rinnovabili. I registri stabiliscono volumi massimali predefiniti, per anno e per tecnologia, e creano graduatorie seguendo criteri di priorità, con l’obbligo di iscrizione ai registri nazionali per avere accesso agli incentivi.

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Il costo delle rinnovabili intermittenti

Per il gas si registra un aumento del 1,8% e per l’elettricità del 5,8%, con una maggiore spesa della famiglia tipo, rispettivamente di 22 euro e di 27 euro su base annua. [..] Nell’aumento del 5.8% delle bollette elettriche l’effetto indiretto delle rinnovabili intermittenti vale circa il 40%.

[Dal comunicato stampa dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) in merito al 10% di rincari in aprile a imprese e famiglie]

Il che, ci fosse bisogno di ripeterlo, non vuol sostenere il mantra de “le rinnovabili costano”, come scioccamento ripetuto dai detrattori a prescindere.

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Terre rare, solare e ora eolico

Farsi fregare succede a tutti. Quando succede una volta niente di male, tutta esperienza per il futuro. Può accedere due volte. Anche in tal caso poco male, repetita juvant dicevano i latini, e non sempre si impara al primo tentativo. Quando però ci si fa fregare tre volte nello stesso modo bisognerebbe fermarsi a pensare, seriamente.

Di che si parla? Del mercato delle rinnovabili, in cui Stati Uniti e le economia avanzate in generale continuano a farsi fregare dalla Cina, imperturbabili.

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Benvenuti nel futuro

Angela Merkel ha annunciato che la Germania stanzierà 137 miliardi di euro in cinque anni per sviluppare le rinnovabili e spegnere il nucleare. CENTO-TRENTA-SETTE-MILIARDI. E’ una cifra enorme, il doppio della recente manovra italiana da 70 miliardi che ha fatto quasi cadere il governo. Certo, la manovra tedesca ha un sapore ben diverso dai tagli&balzelli del governo in carica. Solare, eolico off-shore e stoccaggio dell’energia. L’ultimo non c’era nel piano originale, ma qui lo si era già detto.

Son soddisfazioni

Anche Legambiente se n’è finalmente accorta: gli incentivi al fotovoltaico italiano sono troppo alti e la vera sfida delle rinnovabili non è installare un godziliardo di pannelli ma poterne stoccare l’energia prodotta. Il perché lo trovate sull’articolo che ho scritto su Il Post tempo fa.

Niente più nucleare. Sì, ma come?

il mio articolo per Il Post

Dopo l’incidente di Fukushima, la Germania ha deciso l’abbandono dell’energia nucleare dal 2022, anno in cui le centrali tedesche verranno spente. Da allora le domande più comuni sono state due: come Berlino pensa di sostituire l’energia dell’atomo – che oggi produce il 22 per cento dell’energia elettrica tedesca – e se gli incentivi alle rinnovabili continueranno o meno. Negli ultimi mesi, sono state molte le voci concordi nell’affermare che la Germania avrebbe abbandonando l’attuale sistema di finaziamento per le energie rinnovabili, reputato insostenibile nell’assenza di una fonte abbondante e ragionevolmente economica come il nucleare.

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Energie rinnovabili e metalli strategici

il mio articolo per iMille-Magazine

William Stanley Jevons era un economista inglese. Nel diciannovesimo secolo, Jevons sostenne che “più efficiente è l’uso che si fa di un materiale che scarseggia, maggiore sarà la sua domanda finale”. Oggi, questa affermazione è nota come il “paradosso di Jevons”, le cui implicazioni sono quantomai importanti in un mondo che guarda con sempre maggior speranza alle fonti rinnovabili per la produzione di energia.

Ma andiamo con ordine. Cosa sono i metalli strategici? E cos’hanno a vedere con le energie rinnovabili? I metalli strategici sono materiali secondari nella finitura di un determinato prodotto di cui però garantiscono la funzionalità finale. Ad esempio, i tubi in acciaio non sono fatti di molibdeno, ma il molibdeno, pur costituendo solo lo 0,5 per cento della lega, conferisce all’acciaio forza e resistenza alla corrosione. Il che rende il molibdeno un metallo strategico per l’industria dei gasdotti.

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Quanto costa l’energia, davvero

il mio articolo per Il Post (col nuovo blog personale incluso)

L’Italia è uno dei paesi al mondo con più impianti fotovoltaici per potenza installata. Il settore è in ascesa e i prezzi in picchiata. Non passa giorno senza leggere articoli sensazionali sullo stato del solare fotovoltaico ormai prossimo, secondo gran parte della stampa italiana, a raggiungere la grid parity, il momento in cui produrre energia dal sole costerà quanto farlo dalle fonti convenzionali. Insomma, saremmo ad un passo dal liberarci delle centrali a gas e carbone, per non parlare del nucleare. Piacerebbe a molti, ma le cose non stanno così. Non ancora, per lo meno.

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Le prime vittime della sindrome NIMBY

Il mio articolo per Il Post

Gli inglesi la chiamano sindrome NIMBY, acronimo che viene da Not In My BackYard, non nel mio giardino. La retromarcia del governo sul nucleare cui abbiamo assistito in questi giorni è un caso da manuale di sindrome NIMBY. In pratica, i problemi a Fukushima hanno provato che è possibile incorrere in incidenti seri nelle centrali nucleari. Da lì si è assistito ad una levata di scudi quasi istantanea contro tali impianti (basti guardare alle dichiarazioni in materia degli amministratori locali del centrodestra). Non nel mio giardino, costruiteli altrove, ovunque, perchè qui non ci si fida.

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Numeri, non aria fritta

E’ possibile vivere di energia rinnovabile? Probabilmente sì. Certamente non sarà facile. Nel libro Sustainable Energy without the hot air, David MacKay dà i numeri dell’energia sostenibile – quante pale eoliche, quanti pannelli, quanto uranio, quanto petrolio? – per un reality check senza preconcetti sull’energia. Avviso: il libro è discorsivo, ma sono 400 pagine di numeri (e qualche formula fisica). Sconsigliato a filosofi e laureati in lettere antiche. Un must per fisici, ingegneri e a chi ne ha le tasche piene di ideologie spesso puramente elettorali. La trovate nella solita Torre di Babele.

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