I problemi col nuovo Conto Energia
10 aprile 2012 2 commenti
il mio articolo per iMille-magazine
Di recente sono circolate le bozze del nuovo Conto Energia, il quinto, e del decreto per le altre rinnovabili elettriche. Su tali bozze è montata una valanga di proteste dagli addetti ai lavori, assieme agli immancabili complottismi. Che succede?
Ma andiamo con ordine. Per prima cosa i fatti: il nuovo Conto Energia e il decreto elettrico riducono gli incentivi alle rinnovabili e istituiscono dei registri nazionali per le rinnovabili. I registri stabiliscono volumi massimali predefiniti, per anno e per tecnologia, e creano graduatorie seguendo criteri di priorità, con l’obbligo di iscrizione ai registri nazionali per avere accesso agli incentivi.
Farsi fregare succede a tutti. Quando succede una volta niente di male, tutta esperienza per il futuro. Può accedere due volte. Anche in tal caso poco male, repetita juvant dicevano i latini, e non sempre si impara al primo tentativo. Quando però ci si fa fregare tre volte nello stesso modo bisognerebbe fermarsi a pensare, seriamente.
William Stanley Jevons era un economista inglese. Nel diciannovesimo secolo, Jevons sostenne che “più efficiente è l’uso che si fa di un materiale che scarseggia, maggiore sarà la sua domanda finale”. Oggi, questa affermazione è nota come il “paradosso di Jevons”, le cui implicazioni sono quantomai importanti in un mondo che guarda con sempre maggior speranza alle fonti rinnovabili per la produzione di energia.





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