Il vento soffia in Cina

La notizia non è nuovissima, ma è passata quasi inosservata: Vestas, il più grande produttore mondiale di turbine eoliche, ha annunciato il taglio del 10% dell’intera forza lavoro in America. Solo un anno fa, Vestas annunciava il licenziamento di 3.000 persone in Danimarca (il 40% dell’intera forza lavorativa danese).

I motivi? La solita concorrenza cinese, agguerrita più che mai, che ha abbattuto prezzi e margini del mercato delle turbine eoliche forte dei soliti aiuti di stato finanziamenti statali, erogati allo scopo da Pechino.

Poi non dite che qui non lo si era già scritto. Ah, la prossima volta parliamo del picco del petrolio e dell’articolo su Nature, promesso.

Il problema con le energie rinnovabili

scritto a quattro mani con il sempre ottimo Corrado Truffi

Ricorrere all’energia nucleare non fa diminuire la nostra dipendenza energetica dall’estero. Quante volte avete sentito questa frase? Tante, e altrettante la sentirete da qui al prossimo referendum sul nucleare. Il motivo è semplice: l’uranio per le centrali nucleari lo dobbiamo importare, e quindi dipenderemo dai paesi importatori così come oggi dipendiamo dai paesi da cui importiamo petrolio e gas. Con le fonti rinnovabili invece siamo più contenti, perché il problema della dipendenza non sussiste proprio, dal momento che sole e vento non ce li toglie nessuno. Sarebbe bello, ma le cose non stanno proprio così.

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