Trasparenze

Interpolazioni

L’irresistibile tentazione dell’approssimazione lineare e della semplificazione forzata.

Per due punti passa una sola retta ma un’infinità di cretini. E che dovremmo abdicare al fascino irresistibile dell’interpolazione delle nostre paure, a favore invece di un’umile e consapevole risposta complessa a problemi che lo sono per definizione.

[hat tip: Luciano C.]

World Energy 2015

E’ uscito il balenottero annuale della BP. Quest’anno è disponibile una infografica interattiva per chi ama scavare in numeri e trend.

Il petrolio, pur perdendo per il quindicesimo anno consecutivo incidenza sul totale dei consumi di energia primaria, rimane il combustibile principe con una quota di 32,6% del consumo globale. Stabile la domanda di carbone per effetto della stagnazione della richiesta cinese che ha rallentato anche la domanda di gas. A questi fattori si aggiunge un mite inverno europeo, da cui risulta una domanda di fonti fossili in regressione. [..]

Le rinnovabili (BP le separa da idroelettrico), sono incontrovertibilmente la fonte energetica che cresce con il maggiore tasso di sviluppo, coprono un terzo dell’incremento complessivo degli usi di energia primaria. Malgrado si diffonda l’uso delle rinnovabili sia nella generazione elettrica sia nei trasporti, queste pesano soltanto per 3% sul consumo di energia primaria. Dieci anni fa rappresentavano lo 0,9%. Mentre nella produzione di energia elettrica, il contributo delle fonti rinnovabili arriva al 6%. [..]

Le emissioni di gas serra correlate agli usi di energia cresciute del +0,5% sono al loro più basso valore incrementale dal 1998. Il rallentamento della dinamica è da attribuire al cambio marcia della crescita economica cinese di cui abbiamo accennato sopra. I tassi di crescita dell’offerta superano quelli della domanda sfiancata da un ripresa ancora fragile nonché dal rallentamento della motrice dell’economia del mondo. La Cina sta gradualmente trasformando la realtà industriale con la progressiva dismissione di lavorazioni energivore, quali l’industria pesante, l’acciaio, il cemento, a favore di altre lavorazioni più di punta.

[Continua sul blog di Assoelettrica]

Economia dello stato stazionario

Questo blog invita i seguaci di Herman Daly a risciacquare i panni in Arno.

Idrocarburi rinnovabili

Oggi Agienergia dedica una serie di valevoli articoli al biometano, che farebbe una gran bene al nostro Paese: analisi generale, legislazione attuale e potenzialità per la mobilità. Buona lettura, diciamo.

Il biometano è un “idrocarburo rinnovabile” [..] che può essere ottenuto attraverso processi di purificazione e di upgrading del biogas di diversa origine (digestione anaerobica di biomasse agricole, digestione anaerobica della frazione organica dei residui solidi urbani, captazione da discarica di rifiuti indifferenziati), attraverso la metanazione dell’idrogeno ed, infine, partendo da processi di gassificazione delle biomasse. [..]

Il biometano, immesso in rete o trasportato con carri bombolai, può essere utilizzato in sistemi cogenerativi delocalizzati rispetto a dove viene prodotto, ubicati laddove risulta elevata la richiesta sia di energia elettrica sia di energia termica. Altro possibile ed importante impiego del biometano è come “biocarburante” per autotrazione.

L’Italia attualmente è leader europeo per i veicoli a gas naturale.

Al Giappone non far sapere

In virtù del principio di precauzione, via libera all’energia nucleare ma gli OGM vanno bloccati subito. Questo dice N.N. Taleb (quello dei cigni neri).

[hat tip: Enrico C.]

Prospettive climatiche

Il mio articolo per iMille-magazine

Un’azione urgente e concreta per affrontare il cambiamento climatico: questo, in sunto, il risultato dell’ultimo G7 a Elmau per discutere di global warming. I sette capi di Stato riuniti – Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone – hanno promesso di dismettere l’uso di combustibili fossili entro la fine del secolo e di ridurre le emissioni globali del 70% entro il 2050. L’obiettivo delle azioni promesse è limitare il riscaldamento globale alla soglia dei 2 gradi centigradi. L’obiettivo politico del summit di Elmau era invece quello di costruire un fronte unito e comune in vista della prossima conferenza sul clima (COP21) di Parigi, in dicembre. Al netto delle roboanti promesse, il vertice del G7 in Germania lascia aperte molte questioni.

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