Energía y motores

L’articolo sull’economia del pico del petroléo è disponibile in catalano.

Blackout

Qualche invii un paio di centrali a gas italiane in Olanda, di quelle in overcapacity. Dicono che servano.

Le rinnovabili in Italia

Il GSE ha pubblicato il rapporto sulle rinnovabili in Italia nel 2013.

Come va il mercato dell’auto

Nel 2014 sono state costruite quasi 90 milioni di auto. Il 3 per cento in più di un anno prima.

La fine del ricatto energetico russo?

Il mio articolo per iMille-magazine

Similmente a quanto accaduto tra il 2006 e il 2009, la crisi in Ucraina ha riesumato il mai sopito dibattito sulla dipendenza dell’Europa dalle risorse energetiche russe. Il 25 febbraio, la Commissione Europea ha reso nota la dichiarazione di intenti di formare un’Unione Energetica Europea (Energy Union) con l’obiettivo, tra le tante cose presenti nel documento, di una riduzione strutturale della dipendenza dalla Russia come fornitore di risorse energetiche, che a detta di molti Putin ha usato e usa tuttora come strumento politico.

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Come ti combatto il picco

Leonardo Maugeri in un articolo sull’Espresso, elenca cinque motivi che consentirebbero ai produttori americani di battere le previsioni funeree sul petrolio non convenzionale nazionale.

1) Aree più produttive. Le società petrolifere stanno concentrando le loro operazioni su aree di giacimenti che consentono un profitto anche a quotazioni del greggio inferiori a 35 dollari a barile. La prova è che nel Nord Dakota epicentro storico dell’estrazione di greggio shale, a dicembre si è era superato il record storico di 1,2 milioni di barili al giorno e poi la produzione è cresciuta ancora.

2) Break-even. Si è abbassato il punto di pareggio costi/ricavi per effetto del miglioramento della tecnologia che ha consentito una riduzione dei costi estrattivi del 10% annuo e dell’aumento della produttività dei pozzi cresciuta negli ultimi 6 anni di 4-6 volte a seconda dei giacimenti.

3) Multi-well pad drilling. Entrano in campo progressi tecnologici che consentono di perforare un numero multiplo di pozzi da un’unica postazione. Visivamente immaginate un piovra con la testa in superficie con i suoi tentacoli che penetrano sottoterra in più direzioni.

4) Intensificare lo sfruttamento. Si sperimentano sistemi come la “ri-fratturazione” idraulica di pozzi già fratturati che può spingere fino al raddoppio della produzione a costi molto ridotti.

5) Ciclo corto. A differenza degli idrocarburi convenzionali che richiedono tempi lunghi prima che l’output arrivi sul mercato, il pozzo shale entra in produzione in poche settimane, raggiungendo subito il picco produttivo per poi declinare verticalmente e rendere necessaria la perforazione continua di altri pozzi. Questo implica la possibilità di “spegnere” e “accendere” tempestivamente nuove produzioni in base ai trend dei prezzi.

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Atlante dell’energia

A chi piacciono le statistiche, IEA mette a disposizione un nuovo tool interattivo decisamente ben fatto.

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