Che anno che fa

Il 2010 è stato l’anno uno del calendario post-crisi. Seguendo il trend del 2009, il mercato dell’auto è sceso un po’ ovunque nel vecchio e nuovo continente. In controtendenza e in pieno sviluppo, i mercati di Brasile e Cina tirano alla grande nonostante la recessione mondiale.

Il 99% delle auto mondiali continua ad andare a combustibili fossili (benzina, diesel) lasciando quote marginali a gas naturale e ibridi. Il GPL è una buona via di mezzo: combustibile fossile ma poco usato.

Per quel che riguarda l’elettrico, la partita del 2010 è stata giocata sul campo delle pubbliche relazioni e della guerra degli standard di ricarica (i tedeschi ne vogliono uno, i giapponesi tirano per un altro). L’aspettativa per l’elettrico è grossa. I veicoli elettrici/ibridi sono stati presentati ai MotorShow mondiali ed è prassi oramai comune annunciare le concept car in versione benzina, diesel e ibrido/elettrico.

Tuttavia, per il 2011 è improbabile che l’hype per i veicoli ibridi/elettrici si tramuti in ricavi sonanti e reali. Le auto elettriche devono infatti ancora guadagnarsi la fiducia dell’utenza sul mercato. Stringendo, il pubblico oggi nutre ancora dubbi sull’affidabilità dei veicoli e sulla reale convenienza del passaggio all’elettrico.

Nel primo caso il problema è di percezione, più che reale. Il timore dell’utenza è infatti quello di “restare a piedi”. Sapere che la percorrenza massima di una Nissan Leaf – vincitrice del premio Car of the Year 2011 – a piena carica è di 120Km non aiuta di certo. Una rete di punti ricarica risolverebbe il problema, ma resta il fatto che la ricarica elettrica dovrebbe venir effettuata a cadenza giornaliera se non peggio. Quindi, o avete un garage e ricaricate a casa, di notte, o sul lavoro, o cercate un posteggio con presa elettrica o vi rassegnate ad andare al distributore ogni giorno. Non certo piacevole.

Certo, il problema è evitabile optando per la Opel Ampera, veicolo ibrido-elettrico a lunga percorrenza (600Km) che Obama sta spingendo molto in America. La maggiore percorrenza è possibile grazie ad una conversione benzina-elettricità operata direttamente sul veicolo e che entra in funzione quando la batteria si scarica. Ma sulla reale convenienza del veicolo si annidano i dubbi maggiori. Una Opel Ampera funzionante a benzina, senza ricaricare la batterie a casa in ufficio o dove volete, consuma 6.4 litri per 100Km. Lo stesso di un crossover-SUV come Nissan Qashqai, per giunta pagando 15mila euro in più (finanziamento escluso, ma assente in Italia). Se potete ricaricare i consumi cambiano, ma quanti oggi possono o vogliono ricaricare? Ci sono le agevolazioni fiscali, ma quanti sono disposti a spendere, in piena crisi economica, migliaia di euro in più per essere verde (e nemmeno poi tanto cool)?

Il 2011, anno due del calendario post-crisi, sarà un anno di ulteriore contrazione del mercato (ma meno). Grandi manovre a bordo campo – Audi e FIAT sono già in prima fila – in vista del 2012 e della ripartenza del mercato. Intanto, per il 2011, benzina e diesel ce n’è per tutti, un po’ più cari. La parte del leone la faranno probabilmente le vetture compatte e monovolume. Diesel, preferibilmente.

A proposito, buon anno.

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