Il flop dell’auto elettrica /2

La notizia del flop di vendite delle auto elettriche nel primo mese di vendita negli USA ha scatenato il finimondo in rete.

Le vendite si sono infatti assestate a quota 326 per la Chevrolet Volt e 10 per la Nissan Leaf, nonostante il massiccio battage pubblicitario e il premio Car of the Year 2011 assegnato proprio alla Leaf.

Il basso numero di veicoli venduti non può non far riflettere. La Prius di Toyota, l’auto ibrida più venduta al mondo, vendette 4400 veicoli nei primi due mesi del 2000 sul mercato USA, assestandosi a quota 5600 a fine anno.

Bob Lutz, vice CEO di General Motors, a inizio 2010 aveva dichiarato “nei primi mesi produrremo 4.000-5.000 Volt e saliremo a otto o diecimila nel primo anno di produzione” (quando sarà operativa la nuova fabbrica in Michigan). Stime di produzione aumentate a 25.000 veicoli all’anno a dicembre 2010. Sia GM che Nissan dichiarano il tutto esaurito per la produzione del primo anno.

Le reazioni in rete si sono suddivise fondamentalmente in due: i negativi a prescindere (“te l’avevo detto che non poteva funzionare”) e i sostenitori loro malgrado (“è solo l’inizio, dai”) con condimento degli immancabili complottismi (“l’hanno fatta fallire apposta”) indimostrati e indimostrabili, perciò veri a prescindere.

Ammettendo che GM e Nissan abbiano venduto tutta la produzione di dicembre 2010 – e non v’è ragione di pensare altrimenti – dai dati di vendita emerge che la produzione mondiale di Leaf a dicembre è pari a 20 (V-E-N-T-I) veicoli, quando Nissan prometteva la consegna di 200 veicoli nel solo Day 1 del lancio e sta assemblando Leaf da ottobre.

Le possibilità in gioco sono allora limitate a una delle seguenti:
i) ci sono stati grossi e inaspettati problemi di produzione.
ii) i volumi prodotti sono stati tenuti volutamente bassi, per cautela.
iii) i pre-ordini ricevuti (50mila) sovrastamano il mercato reale.

La i) e la ii) suonano improbabili, perchè implicherebbe una fortuita comunanza di grossi problemi e di strategia dei volumi di produzione iniziale di due colossi quali GM e Nissan.

Resta la iii) e cioè che i pre-ordini sovrastimino l’attuale portata del mercato. Per i veicoli elettrici in USA non sarebbe nemmeno una cosa straordinariamente nuova. Un analogo caso accadde con la EV1, veicolo elettrico proprio della GM, i cui 5000 pre-ordini si tramutarono in 50 acquirenti, motivo che indusse la GM a sospendere la produzione del veicolo, generando furiose polemiche con gli ambientalisti americani.

Restano da capire i motivi. Secondo Repubblica è il prezzo:

in Usa una Volt costa 40.280 dollari e una Leaf 32.780. Ossia più di una Cadillac o di una Corvette tanto per capirci.

La spiegazione non regge. Una Toyota Prius veniva venduta a 20.000$ in USA, quando una Cadillac Catera ne costava 30.000$. Oggi la Chevrolet Volt costa 33.000$ (con lo sconto governativo) e una Cadillac Sedan CTS ne costa 42.000$. Ieri come oggi ci sono 10.000$ di differenza tra una Cadillac e una vettura elettrica.

JDPower aveva predetto nel suo “Drive green 2020: More Hope than Reality?” che le vendite dell’auto elettrica sarebbero state molto inferiori alle attese, essenzialmente per un motivo: la mancanza di fiducia dell’utenza nei veicoli elettrici.

Stringendo brutalmente, avere una batteria che muove l’auto è un concetto ancora alieno – di conseguenza non rassicurante – per la maggior parte delle persone, con tutte le conseguenze del caso: sindrome del serbatorio vuoto, scarsa affidabilità del reale vantaggio economico dei veicoli elettrici, impossibilità di ricaricare, etc

La Prius si salvò perchè era un ibrido a due motori indipendenti (elettrico e benzina) ma dovette affrontare lo spauracchio della potenza del motore elettrico, percepita come scarsa o insufficiente. Spauracchio vivo ancora oggi.

Secondo JDPower le vendite dei veicoli elettrici non raggiungeranno la soglia del 10% fino al 2020. Benzina e diesel continuano ad essere la scelta che consente i ricavi maggiori, ragion per cui è più conveniente puntare sul miglioramento della tecnologia a combustione interna già esistente che non sui veicoli elettrici.

Per l’auto elettrica potrebbe allora essere ancora troppo presto.

Assumendo che ci sia abbastanza petrolio per tutti da qui al 2020, ovviamente.

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