Dieci motivi per andare al Motor Show di Ginevra

il mio pezzo per Il Post

Domani, primo marzo 2011, si aprirà ufficialmente il Motor Show di Ginevra. Ideato e realizzato per la prima volta nel 1905, il Salone dell’auto svizzero ha ospitato quasi tutti i principali modelli della storia dell’automobile, fin dalle auto a vapore dell’inizio del secolo scorso.

Ai vari Motor Show mondiali prendono parte artisti e grandi personaggi del settore. Vengono presentati i modelli più recenti, prototipi, accessori, partnership internazionali, mostre d’auto d’epoca che hanno fatto la storia e, talvolta, perfino dibattiti politici e sociali sul mondo dei motori.

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Il futuro dei motori

Sono appena tornato da un viaggio molto interessante in Scozia, dove ho potuto provare il nuovo motore BMW a quattro cilindri, lanciato sul mercato con lo slogan “la morte del sei cilindri”.

Il nuovo motore 2.0 di BMW combina un turbocompressore twin-scroll ad alta pressione a iniezione diretta con il sistema di controllo Valvetronic. La potenza massima è 240 CV che viene raggiunta a 5mila rpm, 1500 rpm in meno dell’aspirato normale 3.0 a sei cilindri. La coppia massima di 353 Nm, inoltre, entra in funzione già a 1250 rpm. Il che vuol dire 30% di coppia in più rispetto al sei cilindri in linea di cui sopra, maggior potenza del motore a bassi regimi e a erogazione costante fino alla fatidica linea rossa.

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Babele e predicatori

Oggi mi sono incazzato. Ero su un forum di esperti, dove partecipavo ad una discussione (virtuale) sui possibili sviluppi della mobilità. La discussione era nata da un post alquanto provocatorio di un “esperto” che, alzatosi in piedi (virtualmente), incantava la platea con dotte osservazioni di sicumera certezza sul futuro dei trasporti, quando il petrolio scarseggerà più di quanto non faccia oggi. Elementi fattuali a sostegno della sua tesi – infarcita di “ovvio”, “evidente” e complottismi – nessuno o minimi. Posto di fronte ad una alternativa alla sua tesi, basata anch’essa sugli stessi elementi fattuali minimi, il sopracitato “esperto” ha rilanciato, citando al volo i risultati di una ricerca che deponevano in favore delle sue conclusioni. Richieste di link o dati sono cadute nel vuoto, perchè l’esperto in questione non aveva proprio tempo.

Risultato: ho perso mezz’ora a trovare da solo la ricerca su internet e un’ora buona a studiarmela, concludendone che il sopracitato “esperto” quella ricerca non l’aveva nemmeno letta, ma aveva solamente citato, a sproposito, una frasetta rivenuta a caso mentre era alla spasmodica ricerca di un appiglio qualsiasi per difendere le sue ubriacature.

Questa situazione su internet si ripropone con una frequenza disarmante, in forum di esperti e di meno esperti. La trovo irritante perché oltre a far perdere un sacco di tempo inutilmente, a me come a chiunque altro, azzoppa qualsiasi tentativo di ragionare basandosi su pezze d’appoggio solide e non sulle personali opinioni (che per quanto interessanti, non sono certo fatti).

Per questo, oggi ho deciso di aprire una nuova sezione su questo blog, e l’ho chiamato Torre di Babele. Lì verranno archiviate ricerche accademiche e studi di settore sul mondo dei motori e dell’energia – citate nei post del presente blog – commentando brevemente gli highlights dei singoli documenti. Suggestions, ovviamente, welcome.

A chiunque sia alla ricerca di conoscenza o volesse dare una mano, allora, benvenuti alla Torre di Babele.

Scelte difficili

Obama ha recentemente proposto di metter fine alle sovvenzioni per il retrofitting dei veicoli (programma “clean diesel”, diesel pulito) e per i veicoli a idrogeno, stimolando invece di più il mercato delle auto elettriche.

In accordo col budget a disposizione della Casa Bianca, di questi tempi limitato, Obama vuol assicurarsi che i fondi a disposizione siano sufficienti per mettere in strada un milione di veicoli elettrici entro il 2015 come già dichiara da tempo, raddoppiando nel frattempo anche la quota di elettricità ottenuta dalle rinnovabili.

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Testa a testa tra modelli

Questa pubblicità non fatela vedere a nessuno, in Italia.

Un nuovo stile per BMW

BMW Vision ConnectedDrive, con sistema multimediale tridimensionale di nuova generazione. La vedremo al prossimo Motor Show di Ginevra (3-13 marzo). Intanto gustatevi il video.

Quelle piccole cose che cambiano il mondo

L’auto elettrica è sicuramente l’argomento caldo del momento per il mercato dell’automobile.

Le vendite fin qui non sono state certo entusiasmanti – ne avevo parlato in vari post che trovate qui – ma investimenti e aspettative sono ancora molto alti. Nissan-Renault, ad esempio, si giocano una fetta non irrilevante del loro futuro sulla mobilità elettrica.

Le ragioni del flop delle vendite dell’auto elettrica sono state dibattute a lungo dalle più svariate fonti: mancanza di infrastruttura diffusa per ricaricare, sindrome da serbatoio vuoto (o, meglio, da batterie scariche) e alti costi iniziali per le batterie.

Ciononostante, una recente ricerca targata McKinsey sulla domanda di auto elettriche nella grandi città mostra che la domanda per veicoli ibridi, elettrici e plug-in potrebbe rappresentare il 16% delle vendite complessive a New York già nel 2015, il 9% per cento a Parigi e il 5% a Shanghai. Questo con gli attuali incentivi all’acquisto e nonostante la scarsa diffusione dell’infrastruttura di ricarica.

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Servosterzo elettrico

Il Servosterzo elettrico, come altri dispositivi di risparmio di carburante di cui abbiamo già parlato, sta prendendo rapidamente piede nel mercato americano. Il motivo è semplice: raggiungere un’efficienza di 35.5 mpg (circa 15 km/litro) per le nuove auto entro il 2016, come da obbiettivo del governo di Obama.

La transizione dal servosterzo idraulico a quello elettrico sta avvendo molto rapidamente, tanto che si prevede che il 75% dei veicoli avrà un servosterzo elettrico già entro il 2015.

Il servosterzo elettrico consente un risparmio di carburante del 4% circa, principalmente eliminando le perdite parassite.

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Tous les risques

Se pensavate che Fabbrica Italia di FIAT col suo obbiettivo di assemblare SUV in Italia e venderli agli americani fosse un piano ambizioso, beh, quando segue lo é anche di più..

Giovedì 10 febbraio Renault presenterà agli investitori il piano industriale fino al 2015. Verranno mantenute in vendita le attuali Laguna ed Espace, che nel 2014 lasceranno il passo probabilmente a crossover SUV. La produzione di questi modelli avrà luogo a Douai, in Francia, mentre a Novo Mesto (Slovacchia) nasceranno le future Twingo, Wind e Clio Campus, oltre alla Smart ForFour di seconda generazione. Fin qui normale riorganizzazione aziendale. Ora la parte interessante.

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Com’è andata a finire con la A2

Ve la ricordate la Audi A2 elettrica? Qualche mese fa, precisamente ottobre 2010, Mirko Hannemann di BDM Energy dichiarò di aver percorso 600km senza mai ricaricare la batteria della Audi A2 elettrica di sua invenzione.

Le specifiche tecniche della batteria dichiarate dall’inventore, Mr. Hannemann, erano queste:

  • Peso della batteria: 300 kg.
  • Tempo di ricarica con impianto convenzionale: 4 ore.
  • Tempo di ricarica con impianto adeguato: 6 minuti.
  • Tempo di vita: 2500 cicli di carica senza perdita di capacità.
  • Vita di Servizio: 500.000 km.
  • Velocità massima: 160 km/h.
  • Cambio: 5 marce sequenziale.
  • E-motore: 300 Nm di coppia.

In una parola: favolosa. Roba da rivoluzionare il mercato dell’auto.

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