Il futuro dei motori

Sono appena tornato da un viaggio molto interessante in Scozia, dove ho potuto provare il nuovo motore BMW a quattro cilindri, lanciato sul mercato con lo slogan “la morte del sei cilindri”.

Il nuovo motore 2.0 di BMW combina un turbocompressore twin-scroll ad alta pressione a iniezione diretta con il sistema di controllo Valvetronic. La potenza massima è 240 CV che viene raggiunta a 5mila rpm, 1500 rpm in meno dell’aspirato normale 3.0 a sei cilindri. La coppia massima di 353 Nm, inoltre, entra in funzione già a 1250 rpm. Il che vuol dire 30% di coppia in più rispetto al sei cilindri in linea di cui sopra, maggior potenza del motore a bassi regimi e a erogazione costante fino alla fatidica linea rossa.

Il motore a quattro cilindri di BMW ha il basamento in alluminio ed è più leggero e più compatto di un sei cilindri di potenza equivalente. Nel sistema twin-scroll del turbocompressore, i flussi di gas di scarico in uscita dalle due coppie di cilindri sono mantenuti completamente separati attraverso il collettore di scarico e il turbocompressore, assumendo poi un percorso a spirale verso la ruota della turbina.

Il risultato di questa configurazione è un’emissione allo scarico molto bassa anche a regimi ridotti del motore, che permette di gestire in modo ottimale l’energia degli impulsi dei gas di scarico, traducendoli efficacemente in rotazione delle pale della turbina, senza ritardo nella risposta dell’acceleratore.

Il sistema Valvetronic di BMW permette di controllare la massa d’aria in combustione all’interno del motore, con conseguente risposta molto più rapida dello stesso e riduzioni al minimo delle perdite di pompaggio.

Nel motore progettato da BMW, la fornitura di carburante al motore è inoltre controllata dal sistema ad iniezione diretta, tramite iniettori a solenoide a 200 bar di pressione posti in posizione centrale tra le valvole. Il carburante viene iniettato molto vicino alla candela e la risultante combustione è più pulita ed omogenea.

L’effetto di raffreddamento del combustibile iniettato permette anche un rapporto di compressione più elevato, che si traduce in ulteriori miglioramenti dell’efficienza.

L’anno scorso, BMW ha prodotto il 27% di motori a quattro cilindri, il 9% a otto e un massiccio 64% del classico sei cilindri in linea. Il mercato dei quattro cilindri è quasi completamente assorbito dall’UE. Stati Uniti e mercati in forte espansione come Russia, Cina e India non ne comprano per un motivo semplice: non sono ostacolati dal risparmio di carburante.

Per lo meno, non ancora.

Pressato dalla ricerca dell’efficienza per far fronte al picco del petrolio, non è difficile prevedere che il settore motori si riorienterà massicciamente verso il quattro cilindri probabilmente in tempi brevi. Gli USA hanno già iniziato. Resta da capire quando ci arriveranno anche gli altri.

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