Troppo zolfo nella benzina

Obama non ha mai fatto mistero che uno degli obbiettivi principali del suo governo è ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio. Oltre a sponsorizzare lo sviluppo dell’auto elettrica, lo scorso maggio l’amministrazione Obama ha incaricato l’EPA (Environmental Protection Agency) di considerare l’impatto del livello di zolfo nella benzina per la riduzione delle emissioni di gas serra. Tale revisione è tuttora in corso.

L’Unione Europea ha da tempo ridotto il contenuto di zolfo ammesso per legge nella benzina. Vantaggi ambientali a parte, un basso livello di zolfo nei carburanti è fondamentale per l’efficienza dei motori. I nuovi motori sviluppati da Mercedes-Benz operano in modalità lean-burn (letteralmente, combustione povera) con cui ottengono maggiore efficienza e meno emissioni. Tramite un rapporto aria/carburante più snello, con meno gas mescolato con l’aria durante il processo di combustione, si ha un miglioramento sia della potenza che l’efficienza della combustione.

Tuttavia i motori di Mercedes non saranno disponibili negli Stati Uniti perché il livello di zolfo nella benzina americana è troppo elevato. Il problema sono le trappole che catturano gli ossidi di azoto che vengono bruciati separatamente, che sono altamente suscettibili ad avvelenamento da zolfo se il livello supera i 50 ppm (parti per milione). Uno di questi motori è il nuovissimo 3.5 litri V6, che ha 302 CV e un consumo di 31 mpg (13 km/l) in ciclo combinato, miglioran del 24% l’efficienza rispetto al predecessore e produce 177 grammi di CO2 per chilometro. Ma fino a quando l’America non pulisce la sua benzina, motori ad alta efficienza come il nuovo V6 di Mercedes rimarranno esclusi. Semplicemente, con tutto quello zolfo nella benzina il motore non funziona. E addio efficienza energetica.

Già da qualche anno, i regolamenti federali hanno imposto di rimuovere la maggior parte dello zolfo dal diesel. L’Ultra Low Sulfur Diesel non può avere un livello di zolfo superiore a 15 ppm. Ma i limiti per la benzina rimangono molto più alti: 80 ppm alla raffineria e 95 ppm alla pompa. E in Asia, il più grande mercato emergente, va ancora peggio.

L’ironia è che l’Europa importa i carburanti raffinati a basso livello di zolfo come l’Ultra Low Sulfur Diesel proprio dagli Stati Uniti, esportando in cambio benzina ad alto livello di zolfo proprio negli Stati Uniti, dove il mercato lo permette. Questo perchè gli Stati Uniti sono praticamente gli unici ad avere abbastanza raffinerie per produrre carburanti a basso livello di zolfo.

Ora, la decisione dell’EPA si preannuncia come una di quelle cui prestare attenzione. Perchè se l’EPA dovesse concludere che per l’America è più conveniente tenere per sè la benzina a basso livello di zolfo, onde utilizzare motori a benzina più efficienti, posto che in tempi di picco del petrolio nessuno investe più in raffinerie, l’Europa avrebbe solo due possibilità: o paga di più i raffinati americani necessari agli efficientissimi motori tedeschi – e sarebbe l’ennesimo aumento del prezzo del carburante – oppure si rassegna ad una soluzione più drastica: razionare il consumo della benzina per trasporto personale. Non ho dubbi che opteremmo per la prima, con buona pace del portafogli.

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