La pericolosità del plutonio

il mio articolo per iMille

La novità del giorno è che a Fukushima hanno scoperta tracce di plutonio nei campioni di terreno. Novità che in Italia abbiamo già prontamente trasformato nel giudizio universale. Un paio di commenti sull’argomento.

Il plutonio è prodotto in tutti i reattori nucleari. Alcuni reattori giapponesi (tra cui uno dei reattori di Fukushima) usano “ossidi misti” (MOX) come combustibile, dalla cui fissione hanno origine sia plutonio che uranio. Domenico Coiante di ASPO Italia ha scritto un bell’articolo sui combustibili nucleari. Va tuttavia notato che ci sono tracce di plutonio nella maggior parte dei terreni nell’emisfero settentrionale, causati dai test delle armi nucleari degli anni 50 e 60. Inoltre, in natura si trovano minuscole quantità di plutonio presente in molti dei più grossi giacimenti di uranio – ma veramente minuscole – e quantità ancora più microscopiche di Pu-244 vengono depositate sulla Terra dalle esplosioni delle vicine supernove.

La scoperta di tracce di plutonio nel suolo non è quindi una scoperta sorprendente, la domanda invece è da dove proviene. I rapporti fin qui mostrano che le concentrazioni di plutonio e gli isotopi trovati (per lo più Pu-238, Pu-239, Pu-240) collimano con l’ipotesi di detriti atmosferici derivanti dai test di armi nucleari.

Se trovano tracce di Pu-241, e/o anche uranio arricchito, allora è molto probabile che esse facciano effettivamente parte del combustibile dei reattori nucleari e che siano state rilasciate nell’ambiente in seguito ai recenti problemi. In ogni caso, anche se fosse davvero così, ma i dati finora non lo confermano, il plutonio e l’uranio sono così pesanti che probabilmente non possono viaggiare troppo lontano dai reattori, e resterebbero confinati nelle zone limitrofe al reattore danneggiato.

Infine, il plutonio non è “il più letale sostanza conosciuta dall’uomo” come si legge su quotidiani e blog (che quasi sembrano godere delle catastrofi, ma vabbè). Il plutonio è sì tossico, ma non più tossico di molte altre sostanze. Ci sono parecchie tossine che sono fatali all’uomo a meno di una parte per milione, alcune anche a meno di una parte per miliardo. Queste includono la tossina tetanica, tossina botulinica, alcune tossine dei coralli, e così via. Per ognuna di queste tossine, la dose fatale è di circa 100 microgrammi (o anche meno) per una persona di 100 kg. Volendo fare un confronto, nel 1950 venticinque uomini inalarono plutonio durante un incidente e nessuno è morto di cancro o di tumore ai polmoni. In altri esperimenti, in cui fu iniettato plutonio in soggetti umani e animali – ci fu una grande polemica circa 10 anni fa – hanno mostrato che la tossicità chimica non è così alta come la radio-tossicità. Non ho la concentrazione letale su questo ma, anche se il Pu è tossico, ma non è più pericoloso di tossine biologiche, agenti nervini, o anche altri radionuclidi che maneggiamo senza farne un caso di stato. Il Plutonio va trattato con cautela, ma non con eccessiva paura.

Quindi, per farla breve, trovare tracce di plutonio nel terreno non è una sorpresa ma non è ancora certo se venga dal combustibile per reattori o se sono tracce storico. E, aggiungo, non è che le concentrazioni di plutonio siano tutte dannose.

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One Response to La pericolosità del plutonio

  1. ziomaul says:

    Bisogna vedere le quantità. Nei casi descritti “non-reattore” sono particelle infinitesimali.
    Notare poi che un esperimento medico è ben diverso da inalare per caso. Certo che una pallottola in testa è più letale del Pu ma non vuol dire che non lo sia.

    Ciao

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