JDPower ci ripensa?

Qualche tempo fa JDPower, la bibbia dei carmakers, aveva reso noti i risultati del suo studio di settore “Drive Green 2020: more hope than reality?” in cui sosteneva che la quota di mercato delle auto elettriche non avrebbe superato il 10% entro il 2020. Le motivazioni erano: sindrome da “serbatoio vuoto”, costo eccessivo e mancanza di infrastruttura di ricarica.

Oggi, a distanza di un anno, esce un nuovo studio di settore di JDPower sullo stesso argomento e, sorpresa, la quota di mercato rimane sempre il 10% ma il 2020 è diventato 2016. Le motivazioni sono sempre uguali, ma l’impennata del prezzo del petrolio e la guerra in Libia hanno probabilmente dato a JDPower un’ottica diversa. Alcuni lo chiamano anche picco del petrolio. Certo, non è mai troppo tardi per gli economisti che volessero considerare i concetti di risorse finibili e rischio di ricerca nei loro ragionamenti. Purtroppo pare che sia impresa davvero ardua.

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Le prime vittime della sindrome NIMBY

Il mio articolo per Il Post

Gli inglesi la chiamano sindrome NIMBY, acronimo che viene da Not In My BackYard, non nel mio giardino. La retromarcia del governo sul nucleare cui abbiamo assistito in questi giorni è un caso da manuale di sindrome NIMBY. In pratica, i problemi a Fukushima hanno provato che è possibile incorrere in incidenti seri nelle centrali nucleari. Da lì si è assistito ad una levata di scudi quasi istantanea contro tali impianti (basti guardare alle dichiarazioni in materia degli amministratori locali del centrodestra). Non nel mio giardino, costruiteli altrove, ovunque, perchè qui non ci si fida.

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Numeri, non aria fritta

E’ possibile vivere di energia rinnovabile? Probabilmente sì. Certamente non sarà facile. Nel libro Sustainable Energy without the hot air, David MacKay dà i numeri dell’energia sostenibile – quante pale eoliche, quanti pannelli, quanto uranio, quanto petrolio? – per un reality check senza preconcetti sull’energia. Avviso: il libro è discorsivo, ma sono 400 pagine di numeri (e qualche formula fisica). Sconsigliato a filosofi e laureati in lettere antiche. Un must per fisici, ingegneri e a chi ne ha le tasche piene di ideologie spesso puramente elettorali. La trovate nella solita Torre di Babele.

La macchina del tempo è una balla

Non è fisicamente possibile viaggiare del tempo, nè ora nè mai. Lo dice il MIT, dopo aver sperimentato il viaggio nel tempo in un multiverso tascabile fatto di metamateriali. Mannaggia, e io che speravo ancora nella DeLorean di Ritorno al Futuro.

Micro, nano, pixel

Mi ero sempre chiesto come sarebbe continuata la corsa alla miniaturizzazione dei nomi delle auto. S’era iniziato con la Nissan Micra, poi venne la Tata Nano, ora mi aspettavo una qualche particella sub-atomica. Invece ecco la Tata Pixel, che traghetta la miniaturizzazione dei nomi nel campo dell’astratto.

A parte il nome, la Tata Pixel ha comunque una capacità tecnica mica da ridere: può invertire la direzione di marcia praticamente in una stanza. Il sistema ‘Zero Turn’ a trazione toroidale e la Transmissione Infinitamente Variable (IVT) permettono alle ruote interne di girare in direzione opposta a quelle esterne. Il che vuol dire che potete parcheggiare agevolmente anche dove una Smart non arriva, oltre alla già citata inversione in un metro e mezzo di spazio. Non ci credete? Guardatelo coi vostri occhi nel filmato. Confesso che per me è stata una sorpresa.

Terrore nucleare

Oramai non passa giorno senza che il mio account facebook non venga spammato da inviti a votare quattro SÌ al referendum di giugno. Le motivazioni sono sempre le stesse: SÌ per abolire il nucleare assassino di Chernobyl e SÌ per impedire al privato di specula sull’acqua pubblica. Basta. Punto. Corri a votare e stop, non c’è tempo da perdere. Ora, io il tempo da perdere ce l’ho e vorrei anche ragionare. Stiamo andando a votare per un referendum, per diamine, non al televoto del Grande Fratello per decidere se vince Jonathan o DJ Francesco.

Sull’acqua mi dichiaro ignorante, non ho le basi di economia necessarie e sono tutt’orecchi. Suggerisco questo articolo del sempre ottimo Corrado Truffi su iMille. Sul nucleare e sull’energia invece le basi le ho eccome.

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Marchionne e il futuro dell’auto

il mio articolo per iMille

Diciamolo, Marchionne non è probabilmente una tra le persone più amate in italia. Sono molte le scelte dell’amministratore delegato di Fiat che hanno fatto discutere: il referendum di Mirafiori, la partecipazione in Chrysler, i SUV, solo per citare i più recenti. Ma la scelta che da sempre rende perplessi, e fa generalmente inalberare, gli ambientalisti italiani è la sua visione sul futuro dell’auto, quando il petrolio sarà scarsamente reperibile o troppo costoso. Mentre il mondo dell’auto guarda all’elettrico con sempre maggiore interesse e i Motor Show mondiali sono invasi da concept car di veicoli elettrici, Marchionne non perde occasione per esprimere dubbi sul presente e il futuro dell’auto elettrica.

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