Una decisione che può cambiare l’industria dell’auto

Mentre in Italia siamo concentrati sul nucleare, in America sta avendo luogo una di quelle discussioni che potrebbero cambiare il mondo. Pochi sanno che in America, dal primo gennaio 2011, infatti, sono divenuti operativi i nuovi standard federali sull’efficienza e sulle emissioni dei veicoli (CAFE standard). Le regole sono semplici: le auto immesse sul mercato dovranno necessariamente avere un’efficienza sempre maggiore, toccando i 35.5 mpg (miles per gallon, sono 15 km al litro) nel 2016. Per noi europei 15 km/l è lo standard già da qualche anno, ma in America girano ancora pickup con consumi di 5 km al litro. La decisione che potrebbe portare ad uno svolta epocale per il settore dell’auto è quella per l’efficienza dei veicoli dopo il 2016, con orizzonte 2025, tanto che è già in corso da alcune settimane una discussione tra la Casa Bianca e i maggiori costruttori d’auto americani.

Al tavolo delle trattive siedono l’EPA, l’ente nazionale responsabile per le emissioni di gas serra in America, l’ente per la sicurezza sulle austrade che ha giurisdizione sull’efficienza dei consumi dei veicoli, i costruittori d’auto americani e la CARB, la California Air Resources Board. Sul tavolo ci sono due proposte. Gli ambientalisti e il governo propongono uno standard per l’efficienza di 62 mpg (26 km/l) entro il 2025. Il che vorrebbe dire un aumento dell’efficienza del 6% annuo, fino al 2025. I costruttori d’auto propongono invece un obbiettivo più mite: 47 mpg (20 km/l) per il 2025, che corrisponde ad un incremento medio annuale del 3% nell’efficienza dei veicoli.
I costruttori d’auto considerano il limite dei 62 mpg per il 2025 fuori luogo, dato che un tale aumento di efficienza si rivolverebbe in un aumento del prezzo dei veicoli di 10.000$ o più. L’aumento di prezzo causerebbe un crollo di vendite di almeno il 25%, con conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Inoltre scoraggerebbe pure gli acquisti di nuove auto. Gli utenti, infatti, di fronte ad una spesa così corposa, semplicemente continuerebbero a guidare vecchi macinini inquinanti e poco sicuri, vanificando i propositi stessi dell’aumento di efficienza e mettendo a repentaglio la sicurezza propria e altrui. Gli ambientalisti controbattono che l’aumento di prezzo dei veicoli sarebbe più contenuto, attorno ai 4.000$, e che porterebbe un risparmio di carburante di 7.000$ nell’intero ciclo vita dell’auto. Per cui non c’è nulla di cui preoccuparsi. I costruttori d’auto ribattono che i consumatori generalmente non si affidano all’efficienza energetica, a meno che essa non porti vantaggi tangibili nei primi cinque anni. Anche in tal caso, ci vogliono circa 10 anni per far divenire mainstream una tecnologia sul mercato di massa. Insomma, si rischia si forzare i costruttori d’auto a investire su una tecnologia che nessuno vuole comprare, scontentando tutti e rimettendoci un sacco di soldi e posti di lavoro.

Perchè fissare un semplice limite all’efficienza delle auto rischia di diventare un di quelle decisioni epocali? Per un semplice motivo: un incremento dell’efficienza del 3% all’anno – quello proposto dai costruittori d’auto – è ottenibile attraverso l’impiego di motori a combustione interna avanzati (i nuovi motori turbodiesel, ad esempio, o i quattro cilindri BMW). Viceversa, un incremento del 6% annuale è fuori dalla portata dei motori a combustione interna e richiederebbe l’uso abbondante di motori ibridi o elettrici. Il Center of Automotive Research ha fatti i conti. Numeri alla mano, un aumento dell’efficienza del 6% annuo sarebbe ottenibile solo con una quota di mercato del 64% per veicoli ibridi e plug-in. Questo in poco più di 10 anni, quando oggi stiamo allo zerovirgola. Una cosa che nemmeno nei sogni più sfrenati degli ambientalisti.

A quando l’esito della decisione, allora? In settembre il governo renderà nota una bozza degli standard con orizzonte 2025, cui seguirà un periodo di discussione che si preannuncia acceso. La decisione finale è fissata per luglio 2012, tra poco più di un anno. Da quel momento, i nuovi standard saranno approvati e operativi e si lavorerà di conseguenza. La domanda cui si dovrà dare risposta è, in fin dei conti, semplice: qual è una velocità di cambiamento ragionevole, sia per l’industria che per i costi associati alla collettività? Abbiamo 14 mesi per scoprirlo. Per il momento io ho una sola certezza: vedremo più auto ibride sulle strade.

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3 Responses to Una decisione che può cambiare l’industria dell’auto

  1. ziomaul says:

    Non è che i costruttori Americani sono preoccupati per la concorrenza straniera che già possiede queste auto?

    Ciao

  2. Pingback: Le emissioni di Volkswagen | Filippo Zuliani

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