Non nel mio giardino

Spostereste una città per far spazio ad un parco eolico? No, ovviamente. Sono pronto a scommettere che se lo chiedeste in giro vi prenderebbero per matti, oppure comincerebbe la solita litania delle rinnovabili troppo costose. Sorprenderà i più, ma agli abitanti di Kiruna, nella civilissima Svezia, è stato chiesto di fare le valigie in massa, e spostarsi altrove, per consentire lo sfruttamento di un’altra fonte energetica: le miniere di carbone locali. Ovviamente spostare una città non è una passeggiata, dato che i problemi di un’operazione di tale portata vanno bel al di là della ricerca di un nuovo lavoro. Ciononostante, se ne sta parlando seriamente e non è escluso che ci si arrivi davvero. Per cui, lo chiedo di nuovo, senza ironia: spostereste una città per far spazio ad un parco eolico?

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6 Responses to Non nel mio giardino

  1. JA says:

    Secondo me a questo tipo di domande si può dare una risposta sensata solo applicando logiche di mercato.
    Ognuno dovrebbe, in teoria, avere il diritto di starsene in pace nel terreno di sua proprietà e trasferirsi solo se lo ritiene economicamente vantaggioso. Con questo tipo di approccio allora la risposta è SI’ se e solo se, io produttore di energia, riesco a comprare legalmente tutti i terreni che mi servono dai legittimi proprietari, costruire la centrale e nonostante questi costi cominciare a guadagnare in un tempo che ritengo ragionevolmente breve commisurato al rischio dell’investimento. In realtà, come per le strade, questo tipo di approccio è ad oggi praticamente impossibile e si ricorre all’esproprio forzato. Credo però che se stabiliamo che un terreno o un immobile espropriato debba essere pagato almeno il doppio (o triplo) del valore di mercato (per “compensare” l’imposizione) e se stabiliamo che l’espropriante garantisce all’espropriato anche un eventuale indennizzo per riduzione di redditi che lo spostamento può creare all’espropriato, si può affrontare la questione con la stessa logica e valutare se tale investimento può essere considerato vantaggioso o meno. Questo mi sembra l’unico approccio razionale ad una simile questione.
    Il problema è che i prezzi dell’energia in gioco sono viziati da distorsioni legislative e fiscali che li svuotano del loro carico informativo che hanno quando si opera in libero mercato. Lo stato abbassa i prezzi delle risorse che considera “buone” e innalza quelle che ritiene “cattive” in modo del tutto arbitrario, sulla base di considerazioni di appeal elettorale. Questo rende ostico, se non impossibile, il calcolo economico e tutti siamo costretti a giudicare un’opzione, talvolta come in questo caso, delicatissima, senza alcun dato significativo, sulla base di considerazioni “estetiche” o ideologiche. Si creano così i partiti di quelli “anti-energia” che si battono (con mezzi politici) contro quelli “anti-proprietà”. In questo contesto vince chi ha i più forti legami con la politica, non chi propone la scelta più vantaggiosa per tutti.
    Abolire tutti sussidi è il primo obbligatorio passo per poter affrontare razionalmente questo tipo di questioni.

  2. Mauri says:

    Ma non sarebbe meglio mettere un microeolico sui tetti delle case? Sicuramente si produrrebbe meno e magari, considerando gli incentivi che verrebbero richiesti si raggiungerebbe anche un costo maggiore bisognerebbe fare du calcoli…… Ma spostare una città quanto costa?

    • Spostare un città costa tanto. E si’, il microeolico produce meno. Il punto è proprio questo: se ti servisse quell’energia, e non meno, sposteresti una citta’ per mettere le turbine eoliche che ti servono?

      • Mauri says:

        Pensandoci bene rispondo no. Il motivo è semplice ed è dato dal fatto che le città italiane sono vincolate da aspetti storico artistici troppo importanti. Facciamo un esempio pratico: sono toscano, un sito sufficientemente interessante dal punto di vista della producibilità da fonte eolica potrebbe essere Pisa, come si fà a spostare Piazza dei Miracoli? E’ impensabile. Lo stesso ragionamento lo si potrebbe fare per qualsiasi altra città o anche piccolo paese italiano perchè dovunque nel nostro territorio si possono trovare chiese, monumenti, palazzi testimoni di storia millenaria. Sicuramente in Svezia questo tipo di problemi sono meno pesanti. Poi rispetto all’Italia c’è anche da dire che per buona parte dell’anno, a causa del clima rigido, gli svedesi vivono ben rintanati e quindi mi immagino che per loro, magari, un posto vale l’altro.

  3. Defcon70 says:

    Da un punto di vista sociale, la risposta è: dipende.
    Se il post è serio ;-) possiamo divertirci a discutere da cosa.

  4. ziomaul says:

    Spostano una città per il carbone:
    Non è la prima volta e addirittura sono nate e morte città attorno alle miniere di qualsiasi tipo per questo sembra normale e di contro sembra anormale per il nuovo eolico ma prima o poi accadrà!

    Come è accaduto di spostare paesini o cittadine per le grandi strade o ferrovie.

    Le persone si spostano per il lavoro o una buona offerta e i terreni (anche con abitazioni sopra) si comprano se serve per il guadagno.

    Ciao

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