Renzi, Italia e energia

Delle 100 proposte di Renzi alla Leopolda di Firenze, alcune sono sull’energia:

54. Le città rinnovabili. Coinvolgere le amministrazioni cittadine nel raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, assegnando obbiettivi alle grandi aree urbane e ai comuni. Parte degli incentivi per le energie rinnovabili sarà destinata ai piani cittadini per le campagne d’introduzione delle tecnologie eco-efficienti (caldaie di nuova generazione, finestre a isolamento termico), della mobilità sostenibile e degli impianti solari e micro-eolici.

55. Incentivi rinnovabili. Annullamento degli incentivi alla produzione elettrica “inquinante” (carbone e inceneritori), e loro impiego delle rinnovabili “vere”. Gli incentivi rinnovabili non saranno impiegati solo per l’installazione d’impianti: ci si concentrerà anche sulla ricerca e sulla creazione di una vera filiera industriale. Si punterà di più sulle tecnologie ancora in sviluppo, come il solare a concentrazione (in alternativa al fotovoltaico) o il vento d’alta quota.

56. Ammodernare la rete elettrica e il mercato per ridurre il costo della bolletta. Definire ed eseguire un piano d’interventi infrastrutturali e regolamentari, con budget e priorità, per ridurre i costi elettrici per le famiglie e le imprese. Le bollette saranno più chiare e leggibili, di modo che il cittadino possa scegliere il fornitore di elettricità che offra le migliori condizioni, e senza costi per il cambiamento.

57. I rifiuti da problema a risorsa. Più raccolta differenziata (imporre ai Comuni 50% entro il 2015 e 70% entro il 2020) ma non fine a se stessa: incentivare, anche attraverso la leva fiscale, il riutilizzo dei materiali differenziati, il compost, le materie per produrre nuovi oggetti.

[Su Il Post di oggi le trovate tutte e cento]

Come commento a caldo, ottimo che finalmente si afferri il concetto che per ridurre per emissioni di CO2 bisogna aggredire la mobilità urbana e la produzione d’energia, lasciando il pace l’industria. Ottimo il riferimento all’eolico d’alta quota e alle caldaie a condensazione. Un tiratina d’orecchie sul compostaggio, che noi italiani pratichiamo già molto più di alcuni blasonati vicini europei, come Renzi dovrebbe sapere, e sulle finestre a isolamento termico, che sono uno degli interventi più cheap per l’isolamento termico delle abitazioni. In sunto, però, proposte condivisibili.

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11 Responses to Renzi, Italia e energia

  1. ziomaul scrive:

    Io aggiungerei (un discorso più drastico) un piano obbligatorio per i Comuni di dotare in costo zero iniziale (credito agevolato con zero commissione sui primi 5 anni) tutti i loro locali di impianti fotovoltaici e simili e incentivare il rinnovabile nel Comune di proprietà Comunale. La cosa ovviamente è estesa per altri enti e Provincie e Regioni.

    Si otterrebbe (come avviene in Germania e Svizzera e altri Paesi) che le tasse federali dei Comuni/Province/Regioni/Enti avrebbero un significativo calo se non l’azzeramento!

    Ciao

    • Filippo Zuliani scrive:

      Piu’ che non il FV, io protenderei per il solare termico.

      • ziomaul scrive:

        Ok, come risparmio, ma il FV permette la vendita dell’elettricità e quindi meno tasse.
        ;-)

        Ciao

      • michele scrive:

        Il fotovoltaico fa bene alle tue tasche ma all’ambiente non proprio visto che viene prodotto con fonti fossili. Inoltre bisogna valutare la posizione del tetto affinche’ il rendimento sia decente , per intenderci c’e’ quanche azienda che qui in trentino lo mette anche a nord solo pur di avere incentivi. E questa e’ una baggianata.

        Per il termico invece e’ diverso dato che ha un rendimento molto piu’ elevato. Nei nostri comuni (trentino) esiste gia’ l’obbligo di installazione di impianti termici su nuovi edifici salvo i casi in cui vige la salvaguardia per zone storiche o speciali.

      • ziomaul scrive:

        Non si possono ottenere incentivi se non produci! Qualsiasi cosa ora si produce con le fonti fossili e il FV però non usa altre fonti fossili per fare energia è questo il bene per l’ambiente.

        Ciao

  2. Defcon70 scrive:

    Il punto 57 se lo poteva risparmiare, nel senso che il Comune di Firenze è circondato da comuni che differenziano oltre il 70% da un decennio mentre il Comune da lui rappresentato da quasi due anni è fermo a percentuali infime. Oltre la cintura “metropolitana” la raccolta differenziata porta a porta è molto diffusa e si arriva facilmente all’85%. Se ci volesse metter mano prima di lasciare definitivamente Palazzo Vecchio…

    Per il punto 55 prendo atto che ha cambiato idea perché – a inizio mandato – l’ho sentito con le mie orecchie dire che Firenze si DOVEVA dotare di un termovalorizzatore (quindi col CIP6, non un inceneritore qualsiasi).

    Comunque, i 100 punti sono impostati come una Wiki, daremo il nostro contributo.

  3. ziomaul scrive:

    Nel punto 57 metterei di fare una legge di Stato come la Federatissima Germania. In tutta la Germania è obbligatorio il riciclo (con norme uguali in tutto lo Stato) e sostenuta con sgravi fiscali le industrie coinvolte nella trasformazione del pattume in merci. Questo diminuisce l’import delle materie prime arricchendo lo Stato e quindi tutti i cittadini.

    Ciao

    • Filippo Zuliani scrive:

      La fai troppo facile. Riciclare e’ cosa buona e giusta, ma non e’ sempre economicamente conveniente o logisticamente fattibile. L’alluminio riciclato, ad esempio, riesce a costare anche piu’ dell’alluminio nuovo.

      • ziomaul scrive:

        Verissimo! In USA è un sistema per gli studenti squattrinati il riciclare le lattine d’alluminio ma qui, produttori d’alluminio e senza una filiera questo riciclo costa molto. Ma quando le nostre miniere si esauriscono?

        Non sarebbe ora di avvantaggiare il riciclo in generale anche in previsione dell’aumento dei costi o esaurimento delle nostre miniere?

        Mette anche il costo dello smaltimento e quello del fatto che non abbiamo più spazio per nuove discariche specie per quelle degli inceneritori che è un costo di Stato (anche la polizia per farle accettare forzatamente) che paghiamo con le tasse che spesso finiscono in mano alla mafia che si è specializzata in inceneritori e discariche.

        Dunque è sempre conveniente economicamente anche quando fisicamente è il contrario.

        Per la logistica è solo questione d’organizzazione e poi siamo Leader nel mondo (salvo in casa propria) di sistemi di riciclo. Una competenza che se ulteriormente si sviluppa in casa propria è un ritorno di denaro!

        Ciao

      • Filippo Zuliani scrive:

        La questione della logistica non e’ cosi’ facile come la fai tu. Uno dei motivi principali per cui il riciclo non e’ sempre conveniente e’ perche’ col riciclo non e’ sempre possibile mantenere un flusso costante di materiale disponibile, al contrario della miniera, e all’industria non piace avere un flusso non costante di fornitura.

        Insomma, se a me servono 200 tonnellate di alluminio, la miniera le rende disponibili con sicurezza al 98%. Col riciclo invece devo attendere (e sperare) che qualcuno le butti via, ancora prima di poterle raccogliere, organizzare e riciclare. Con materiali commodities come l’alluminio per lattine, dove si contano centinaia di milioni di pezzi in circolazione, le fluttuazioni di offerta e disponibilita’ sono ridotte. Per i materiali commodities il riciclo e’ gia’ oggi largamente praticato (mi pare che per le lattine si superi il 95% del totale).

        Quando invece si va sui materiali avanzati (non commodities) come l’alluminio per auto, dove i pezzi in circolazione sono molti meno e i materiali diversi tra loro e molto piu’ dedicati, le fluttazioni di offerta sono cosi’ elevate che il materiale riciclato arriva a costare piu’ di quello nuovo.

        La soluzione sarebbe stoccare il materiale da riciclare e regolarizzarne il flusso. Ma lo stoccaggio costa, ragion per cui, nel modello di business attuale just-in-time si preferisce ricorrere alla miniera. Vuoi vedere che se cambia il paradigma torneremo a usare i capannoni dismessi con la globalizzazione?

      • ziomaul scrive:

        Infatti si stocca il materiale e questo è possibile solo se esiste di già una buona industria del riciclo. Dobbiamo dimenticare il piccolo riciclo in quanto le esigenze odierne impongono tonnellate Questo stoccaggio non costa perchè sempre parte di accantonare rifiuto e in misura minore del rifiuto ma in parte di quanto il bufferig tra richiesta e produzione.
        L’alluminio (ma anche il ferro e altro) per le industrie tedesche anche automobilistiche è già riciclo o in parte ovvero se non esiste abbastanza del riciclato questo più si ottiene dalle miniere.
        Una non esclude l’altra.

        Ciao

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