Cinque miliardi (e oltre)

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La prima volta della Smart Grid

Enel ha comunicato che è stata avviata in Molise l’installazione della prima smart grid (rete intelligente) italiana.

La rete intelligente pilota comprenderà:
– sistemi di previsione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili;
– sensori per la regolazione dei flussi sulla rete;
– batterie agli ioni di litio per l’accumulo dell’energia (0.7 MW di potenza e 0.5 MWh di capacità);
– colonnine per la ricarica di auto elettriche;
– apparati domestici per verificare istantaneamente l’andamento dei consumi di casa.

Costo previsto: circa 10 milioni di euro. Se ne parla da tanto, un po’ ovunque. ENEL passa ora all’azione, in Italia. Vuoi vedere che riusciamo anche ad essere avanti?

Sette miliardi. E poi?

Poco tempo fa, in molti, soprattutto tra i catastrofisti, si sono scaldati per i “7 miliardi di persone” sul pianeta. Nel secolo scorso la popolazione è cresciuta da 1.5 a 6 miliardi di persone. Ergo, per estensione, in questo secolo diventeremo molti di più, tantissimi, troppi. Le cose, non stanno proprio così, come ricorda Mara sul suo blog, citando i numeri giusti.

Il “child peak” (il “picco delle nascite”, ricordate il “picco del petrolio”?) lo abbiamo ormai alle spalle, fin dal 1990. In quell’anno sono nati nel mondo 137 milioni di bambini, e da allora non sono aumentati: anzi, tempo tre o quattro anni, cominceranno inesorabilmente a diminuire.
Ciò non significa che la popolazione nel mondo non continuerà per qualche decennio ad aumentare (prima di iniziare a diminuire), se non altro perché, un po’ alla volta, quelli che già ci stanno, prolungheranno la loro permanenza su questo pianeta, grazie all’allungamento della vita media. Ma gli esseri umani aumenteranno molto meno di quanto è successo, ad esempio, nel secolo scorso.

Ne ho sempre una in frigo

Hai visto mai…

Cinque anni di efficienza energetica degli edifici

il mio articolo per iMille-magazine

L’efficienza energetica degli edifici è uno dei forse modi più ovvi per ridurre le emissioni, un vero e proprio giacimento di energia cui attingere attraverso il risparmio energetico. In Italia, manco a dirlo, non lo stiamo ancora sfruttando appieno. Cosa impedisce di realizzare a pieno il potenziale dell’efficienza e cosa si sta facendo in materia?

La legge n.296 del 2006 ha creato l’ormai celebre strumento delle detrazioni fiscali del 55% per le spese sostenute per gli interventi di risparmio energetico sul patrimonio immobiliare nazionale esistente. Più in dettaglio, la legge n.296 è stata integrata e modificata da provvedimenti successivi, ai commi 344, 345, 346 e 347 dell’art. 1, per:

− la riqualificazione energetica globale dell’edificio (comma 344);
− interventi su strutture opache verticali (le pareti, il cosiddetto “cappotto esterno”) strutture opache orizzontali (solai/coperture) e infissi (comma 345);
− l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (il cosiddetto solare termico, comma 346);
− l’installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore (comma 347).

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Terre rare, solare e ora eolico

Farsi fregare succede a tutti. Quando succede una volta niente di male, tutta esperienza per il futuro. Può accedere due volte. Anche in tal caso poco male, repetita juvant dicevano i latini, e non sempre si impara al primo tentativo. Quando però ci si fa fregare tre volte nello stesso modo bisognerebbe fermarsi a pensare, seriamente.

Di che si parla? Del mercato delle rinnovabili, in cui Stati Uniti e le economia avanzate in generale continuano a farsi fregare dalla Cina, imperturbabili.

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Meno stato e meno mercato

Dunque, intanto che il G20 è in corso proviamo a fare un po’ d’ordine. La situazione economica mondiale è più o meno questa:

L’Europa è nell’occhio del ciclone. Il punto del contendere, è doppio.

Da una parte la Grecia, che ha recentemente evaporato il 50% del debito contratto e che minaccia di evaporare anche l’altro 50% con un default per referendum.

Dall’altra l’Italia, dall’economia robusta ma che galleggia da 15 anni a crescita nulla. Paese politicamente instabile e governato da una classe politica inetta che a prendere decisioni importanti e/o a farsi da parte non ci pensa proprio, come scrive Irene Tinagli.

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