Dal vostro inviato ai Caraibi

Una notizia in diretta dal Sud America, che farà felice i catastrofisti. Il Venezuela è uno dei più grossi produttori di petrolio del mondo, tanto che i venezuelani hanno sempre pagato la benzina 1 centesimo al litro (!). Orbene, dal 2012, il Venezuela comincerà a razionare la benzina per le auto.

E tanti auguri

Il proprietario di questo blog si sposa e va ai caraibi per tre settimane, non necessariamente in quest’ordine. Auguri a tutti. Ci si rilegge nel 2012, e grazie. Davvero.

Grazie davvero

Agli oltre 30mila visitatori che hanno letto questo blog, nel suo primo anno di vita.

Proprio tutti, no

Dell’auto elettrica parlammo su questo blog già tempo fa, sviscerandone requisiti e limitazioni. Il problema dell’auto elettrica è la batteria, o meglio, la limitata autonomia che essa garantisce all’elevato costo attuale. L’auto elettrica più avanzata esistente è la Tesla Roadster: aerodinamica sportiva, due posti, costruita con materiali avanzati (alluminio e plastica rinforzata in fibra di carbonio) batteria da 53 kWh per un’autonomia di oltre 400 km. A parte il prezzo – 100mila dollari – tutto perfetto. Ora Tesla esce con il nuovo modello, la Model-S.

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Dieci piccoli indiani

Saab è fallita.

Raccontare la scienza è difficile

Che cos’è il fondo a micro-onde?

Il Bignami di Economia

Luca Pardi, neo-presidente di ASPO-Italia, pubblica oggi sul suo blog una interessante cronistoria (critica) dell’Economia moderna di Geminello Alvi, dalla nascita a ieri l’altro, per capire come siamo arrivati a questo punto. E’ un articolo lungo ma interessante, anche se mi sembra fallace in alcune parti. Per chi volesse una trattazione più distaccata, c’è sempre Wikipedia. Fine della lezione di storia.

Petrolio, energia ed economia

Pochi giorni fa su questo blog si è parlato di economia del petrolio e delle risorse finibili. La teoria economica dello sfruttamento delle risorse naturali si basa essenzialmente sulla teoria marginalista. In sunto, essa prevede che, in una situazione di scarsità delle risorse conviene limitare l’estrazione ad un valore minimale, conservando l’eccesso per venderlo in futuro, ad un prezzo più alto. Come già scritto.

Dal punto di vista economico, questa situazione prende il nome di razionamento speculativo. Tecnicamente, si verifica quando il prezzo di mercato sale in modo tale da far crescere la rendita ad un saggio maggiore del tasso di interesse corrente. In termini più concreti e di maggior interesse comune, vuol dire che il picco del petrolio è reale ma il plateau attuale della produzione di greggio potrebbe durare molto a lungo, con buona pace dei catastrofisti.

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Come va col Desertec

Lo scrive bene oggi Il Post.

Potrebbe essere la soluzione ai problemi energetici dell’Europa, ma ci sono costi altissimi e ostacoli politici

Picchisti di tutto il mondo

I picchisti del petrolio si dividono in due grandi categorie: i “geologi” e gli “economisti”. Mi si passi l’antipatica etichetta, ma questa distinzione aiuta a capire meglio come stanno le cose.

I “geologi” sono quelli che prevedono il picco ipotizzando un ritmo pieno di estrazione dei pozzi petrolieri e si basano su analisi puramente geologiche della presenza di greggio. E’ il caso di quelli di The Oil Drum. Gli “economisti” derivano invece il ritmo di estrazione da domanda e offerta: dato il petrolio probabilmente presente sulla terra, ipotizzando una crescita della domanda x e un prezzo y si può prevedere un ritmo di estrazione z, e da qui datare il picco.

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