Tassa sulla Germania

Tra le misure del Governo Monti nel decreto “Salva Italia” c’è il famigerato superbollo sul limite di potenza delle auto, passato dai 170 kW (228 Cv) paventati ieri ai 185 (251 Cv) definitivi. L’importo si pagherà a partire dal primo gennaio 2012, per tutte le auto, a prescindere dall’anno di immatricolazione, e ammonta a 20 euro per ogni chilowatt del motore sopra il limite dei 185 kW (251 CV). Manco a dirlo, il superbollo di Monti sta facendo discutere molto in rete, nei siti specializzati e non. Venti euro al kW sono indubbiamente un sacco di soldi.

Ora, lasciamo da parte le considerazioni umane sul padre di famiglia che risparmia una vita per comperarsi una BMW X3 e si trova d’improvviso ultra-tassato. E’ invece lecito chiedersi quante e quali tipologie di auto verranno colpite dal superbollo. Prendiamo a riferimento le immatricolazioni del 2011, reperibili sul sito della UNRAE. I numeri di nostro interesse sono riportati nella tabella sotto.

Come si vede, il mercato italiano è dominato dalle auto di categoria A, B e C, le cui vendite da sole costituiscono oltre l’80% del totale. In ordine crescente di dimensioni: Categoria A vuol dire FIAT, Panda e 500. Categoria B vuol dire ancora FIAT, Punto, e Lancia Ypsilon. Categoria C vuol dire Volkswagen Golf e Alfa Romeo Giulietta. Le auto in queste categorie non pagano alcun superbollo perchè i motori sono ben al di sotto del limite di 185 kW. Una Giulietta media, ad esempio, ha una potenza di 125 kW.

La Categoria D è quella delle Executive Car e da qui in poi le case tedesche la fanno da padrone. Categoria D vuol dire Audi A4, VW Passat e Opel Insignia. Le categorie E e F sono quelle delle auto di lusso – BMW Serie 5, Mercedes Classe E e Audi A6 – e supercar – Porsche, Audi, Mercedes, BMW e qualche Ferrari. Le categorie E e F superano i 185 kW di potenza limite e pagheranno un congruo superbollo. Lo stesso per la parte alta della categoria D.

Il superbollo parte facilmente dai 1000 euro, per auto in categoria D da 50-60mila euro, e raggiunge anche i 5000 euro nelle supercar. Orbene, torniamo alla domanda iniziale: quanti sono gli automobilisti colpiti? Come si vede dalla tabella sopra, stiamo parlando del 10% circa del totale. Ergo, la tassa sulla potenza il superbollo verrà pagato da 1 automobilista italiano su 10. Quelli che possiedono un’auto tedesca.

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4 Responses to Tassa sulla Germania

  1. Mirco says:

    Un articolo interessante. Peccato per la conclusione: “quelli che possiedono un’auto tedesca”, che oltre a non essere esatta, nel senso che esistono anche fior fior di auto italiane colpite dalla supertassa, insinua nel lettore il sospetto che il provvedimento del governo Monti sia ispirato dalla volontà di penalizzare la vendita di auto tedesche in Italia, in evidente contraddizione con il tentativo di ricucire i rapporti diplomatici con la Germania, paese da cui dipende in gran parte il nostro futuro (in Europa).

    • L’articolo non insinua nulla. L’unica imprecisione, voluta lo ammetto, sta nel fatto che la Golf e’ tedesca, in categoria C e non verra’ tassata. Le auto italiane colpite dal superbollo sono ben poca cosa sia rispetto al totale che alla base.

  2. Defcon70 says:

    L’unica conclusione che io traggo dal post è che il gettito sarà relativamente modesto, ma equo. Semplicemente, dal prossimo anno, i concessionari italiani di marchi tedeschi acquisteranno in Germania più auto segmento D al di sotto dei 185kW oppure no in funzione della risposta del mercato.

    Io credo che il provvedimento dei 20€/kW sia testimone di quel briciolo di equità e demagogia che serviva alla manovra per essere più facilmente accettata dalla maggioranza degli italiani. Cosa che pare gli sia riuscita.

    La stessa demagogia è stata applicata alla nautica, qui però facendo danni più gravi, a mio parere. L’immaginario collettivo pensa infatti che la nautica sia “roba da ricchi” e Monti ha agito di conseguenza: in realtà, accanto ai porti turistici patinati, che la gente si immagina popolati da tanti Briatore e invece ci trovano più frequentemente il proprio dentista, c’è una enorme quantità di barche e posti barca di modesto valore che saranno tassati allo stesso modo degli altri da ricchi.
    Porto un esempio che mi riguarda: faccio da qualche anno delle regate su un 12,4m vecchio di 30 anni (valore commerciale meno di 25000€) di proprietà di un titolare di una ditta individuale, tenuto ormeggiato in Arno a Marina di Pisa ma un miglio nell’entroterra dalla foce a 2000€/anno perché non si può permettere un posto barca da 6-7000€/anno che, ai 700€/anno di assicurazione, dal prossimo anno dovrebbe aggiungere 1460€/anno di tassa di stazionamento. Sta pensando di venderla, perché già spende su quella barca quasi tutti i suoi risparmi, per pura passione del mare.
    Chi invece possiede 500.000€ tra posto barca e un 13m nuovo – che so – nel porto turistico di Punt’Ala, pagherà sempre 1460€/anno.

    L’esempio sopra non è marginale, molti di quelli che vanno per mare si trovano in quella situazione, ma siccome ultimamente molti evasori hanno investito in posti barca…

    • Defcon70 says:

      Mi replico da solo: la stortura che una barca vecchia paga la tassa di stazionamento quanto una nuova è stata eliminata nella versione definitiva approvata alla Camera

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