Per una rete elettrica nazionale intelligente

Il mio articolo per iMille-magazine, scritto a quattro mani con Defcon70.

Nel panorama energetico globale, la produzione di energia elettrica è da sempre concentrata in un numero limitato di industrie che utilizzano grandi centrali a combustibili fossili o nucleari. L’elettricità prodotta dalla centrali viene immessa nella rete elettrica in grandi dorsali ad alta tensione, cui sono allacciate reti in media e bassa tensione che portano l’elettricità a industrie e abitazioni.

Com’è facilmente intuibile, la rete elettrica è una struttura complessa e costosa, e incide in maniera significativa sul prezzo finale dell’energia. Attualmente, la rete elettrica presenta una certa rigidità. E’ stata infatti concepita come rete “passiva”, adatta cioè a trasportare e distribuire l’elettricità in modo solamente unidirezionale – dalla centrale agli utenti – assorbendo potenza solo dalle reti di tensione superiore. L’utente, all’interno dell’attuale rete elettrica “passiva”, riveste un ruolo altrettanto “passivo”, come semplice consumatore di energia.

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Effetto Monti

Dopo mille polemiche, i cantieri della TAV Torino-Lione dovrebbero partire l’anno prossimo, col nuovo progetto low-cost. Mentre la Francia gongola, l’Italia chiede a Bruxelles di finanziare l’opera al 40%.

La riforma dei taxi

Non è una liberalizzazione vera e propria, ma nel pacchetto “cresci-Italia” il governo Monti propone un testo che allontana i gruppi di potere dagli organi decisionali, che introduce nuovi spazi per l’innovazione e l’imprenditorialità. Lo potete leggere chiaro su iMille-magazine di oggi, nell’analisi della brava Giulia Serio.

Cento dollari a barile

Il prezzo giusto del petrolio, secondo le dichiarazioni del Ministro Saudita Ali al-Naimi, saerbbe appunto 100 dollari al barile. Tre anni fa era 75 dollari al barile, sempre dichiarazioni sue, puntualmente verificatesi. Ci fosse ancora bisogno di conferme, non aspettatevi che il prezzo di benzina/diesel scenda (a meno di una forte recessione globale dell’economia, certamente non auspicabile).

I travagli del trasporto aereo

Airfrance-KLM non se la passa per niente bene. Secondo il Wall Street Journal, nel 2011, e oramai da quattro anni consecutivi, sono andati in rosso. La compagnia franco-olandese ha una robusta partecipazione in Alitalia e nel 2011 ha visto il suo debito netto aumentare da 2 a 6.5 miliardi di euro.

Le ragioni? Molte, alcune sono di tipo strategico (scali disponibili e clienti serviti) altre sono strutturali. Un terzo delle spese delle compagnie aeree va infatti in combustibile. Da mo’ si vocifera che le compagnie aeree nell’era del picco del petrolio verranno strangolate dal caro-petrolio. Le convulsioni del colosso KLM-Airfrance sembra esserne davvero la dimostrazione plastica.

L’avversione al carbone

Qualcuno dice sia solo per cattiva informazione.

Quanto inquina l’auto elettrica

Le emissioni di anidride carbonica (CO2) dell’auto elettrica sono una di quelle cose in cui regna la confusione più totale. Questo avviene perchè, sebbene i veicoli elettrici siano effettivamente emission-free, l’elettricità necessaria a ricaricare la batteria viene prodotta nelle normali centrali. Altrimenti detto, le emissioni dei veicoli elettrici dipendono dal mix energetico di produzione dell’energia elettrica usata per le auto. Se l’elettricità venisse prodotta dalle sole fonti rinnovabili, le emissioni dei veicoli elettrici sarebbero infatti proprio zero. D’altra parte, è anche vero che se l’energia elettrica venisse prodotta solamente usando centrali a carbone le emissioni sarebbero doppie rispetto alle normali auto a benzina/diesel.

Ora, su ATZ Technology di questo mese si trova una ottima analisi della nuova Mitsubishi i-MiEV per quel che riguarda design, potenza, consumi, acustica, peso e, più interessante, le emissioni di CO2 derivanti dal mix di produzione energetica attuale. E’ allora interessante confrontare alcuni paramentri chiave su emissioni e costi con la Volkswagen Polo, l’auto a benzina/diesel con le emissioni più basse in commercio, per rispondere a una delle domande più comuni sull’auto elettrica: conviene davvero?

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