FIAT e la 500 in America

Secondo il World Street Journal, la 500 in America è stato uno dei peggiori flop commerciali del 2011. Peccato, perchè quella della 500 in USA era una sfida imprenditoriale coraggiosa. Sui siti specializzati e non si leggono le solite accuse su Marchionne e sull’imminente crollo di FIAT. Ora, un paio di considerazioni.

Nel mercato americano, le auto piccole sono sempre state una sfida molto rischiosa. Gli americani avranno anche abbandonato le auto chiometriche alla JR, ma rimangono una nazione di grandi e lunghissime strade, famiglie numerose che necessitano di macchine spaziose. Gli americani preferiscono la comodità al glamour, al contrario degli europei, specialmente degli italiani. Certo, esistono città a struttura globale come New York e poche altre, ed è su questo segmento del mercato che Marchionne puntava per la 500. Non ha funzionato, probabilmente perchè le grandi città americane sono, come tutte le grandi città, già congestionate di auto e servite da effecienti mezzi alternativi (metropolitana in testa). Ovviamente in FIAT queste cose le sapevano, ma rimane il fatto che molti analisti avevano già definito molto rischiosa la sfida della 500 in America, prima ancora che cominciasse.

La seconda considerazione è su Marchionne. Quando Marchionne prese le redini di FIAT, tutti, ma proprio tutti, la davano per spacciata. Oggi FIAT fa utile, e non è poco. E la stessa cosa sta succedendo con Chrysler, anch’essa robustamente avviata alla bancarotta e che nessuno voleva toccare. Questo ovviamente non vuol dire che Marchionne sia infallibile, nè che si debba essere d’accordo con le cose che dice o fa. Quello che invece trovo erroneo è pretendere che chi ha ruoli importanti non sbagli mai. La 500 in America non e’ tutta la strategia di marketing di FIAT. Stiamo parlando di una previsione di vendita (fallita) di 50mila vetture, quando FIAT vende circa 2 milioni di auto in tutto il mondo.

Chi non rischia e non sa premiare chi rischia, si avvita in una spirale conservatrice, giù giù nel pessimismo, nell’insoddisfazione, nell’invidia e, alla fine, alla povertà. Siamo già sulla buona strada?

Annunci

6 Responses to FIAT e la 500 in America

  1. ziomaul says:

    Le vendite in Canada (dove spopola la Smart) come sono andate?

    Ciao

  2. Randolph Carter says:

    Io sono molto pessimista sulla FIAT-Chrysler…
    Perché vedo una strategia semplice ed inefficace: cercare di portare da una parte dell’Atlantico i modelli venduti dall’altra; e mi sembrano modelli inadatti (500, Delta) vecchi (Thema, Voyager, Sebring Cabrio); risparmiando sulle VERE novità (monovolumi Fiat? Berline Alfa Romeo? SUV?)…
    Questa strategia produce attivi di bilancio, ma ha il piccolo difetto di soffocarti.
    Anche perché l’Europa è sempre più piena di competitor agguerriti, dalla classica Ford (molto propositiva), alla VW (un’armata con le idee molto chiara), alla Hyundai-Kia (che crescita!) per finire con la Peugeot-Citroen.

  3. La questione non è comprendere se ci possa stare commettere un errore o meno. E nemmeno questionare sulla paternità di un errore come queesto, commesso dal gruppo sul progetto 500 USA. Chiunque abbia lavorato per più di 10 minuti in una multinazionale del settore automotive sa benissimo che quando si commette un errore, è sempre un errore di staff e mai del singolo. Il marketing propone, la produzione avalla, il commerciale supporta, la qualità supervisiona.

    Il problema è che qui, qualcuno ha raccontato cose non vere. Non si spiega altrimenti un flop galattico e colossale come quello della 500 destinata al Nord America, che avrebbe dovuto rivoluzionare lo stile dei newyorkesi moderni nella mobilità, e che vende 1/5 di quanto era stato preventivato. I numeri sono impietosi: 17 mila vettura in USA e 5000 in Canada. Su un budget di 100 mila pezzi.

    Siccome questi numeri erano stati previsti, occorre comprendere chi ha vagamente ipotizzato che si sarebbero potute vendere 100 mila vetture in un anno, in conformità a quali rilevazioni di marketing, e occorre poi licenziare chi ha commesso un errore tanto pacchiano e tanto grossolano quanto questo. Perché, giova ricordarlo, con un paio di flop come questi infilati, un’azienda per quanto sana e ben gestita va a gambe all’aria in quattro e quarantotto.

    Sicuramente non è un errore di progettazione: per il lancio della 500 USA sono state apportate numerose variazioni meccaniche e elettroniche per adattarla al gusto yankee. Dall’impianto di climatizzazione vera croce e delizia dei gusti consumatore medio (se raffredda deve raffreddare all’istante, e lo stesso se riscalda) al cambio (con l’introduzione di un automatico vero in luogo del dualogic ritenuto inadatto e troppo propenso a strappare) all’irrobustimento del telaio per sottostare alle norme di omologazione. Nulla si può dire, quindi, della parte tecnica.

    Insomma, si spera che questo mega flop non ricalchi quello della Thesis, per il quale risulta che nessuno pagò.

  4. elfobruno says:

    ai miei tempi, quando andavo a scuola, i piani di risanamento alla Marchionne venivano chiamati sfruttamento dei lavoratori. E così siamo bravi tutti a salvare le aziende.

    Traducendo l’articolo: Marchionne è stato pagato svariati milioni di euro per peggiorare le condizioni di vita dei suoi impiegati e per non vendere un cazzo negli USA. Un genio, eh.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...