Honoris causa

Oggi iMille analizzano e commentano il Movimento 5 Stelle su Istruzione, Università e Ricerca.

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Incentivi su Veicoli e ricariche elettrici

Ora in Commissioni Trasporti. Era ora.

Chi compra in Italia, anche in leasing, un’auto elettrica, a fronte di una rottamazione, nel 2013 avrà un contributo fino a 5mila euro per i veicoli che producono emissioni inquinanti non superiori a 50 grammi a chilometro di anidride carbonica e fino a 1.200 per un’emissione tra i 50 e i 95 grammi di Co2. Viene poi previsto un piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica per garantire su tutto il territorio livelli minimi di accessibilità al servizio di ricarica.

[Da Il Sole 24 Ore, oggi]

(hat tip: Defcon70)

Pronti? Via!

E’ iniziata la consultazione sulla connessione della produzione di biometano alla rete del Gas Naturale in Italia. E’ una storia tutta da scrivere, che avrebbe dovuto iniziare da parecchio tempo, ma che, una volta a regime, dovrebbe levarci le preoccupazioni per quando Putin starnutisce o gli Ucraini fanno i furbi oppure un Dittatore viene tolto dal suo trono. Ne parleremo più in dettaglio nei prossimi giorni. Per oggi, prendiamo nota della buona novella.

Energia e Movimento 5 Stelle

Oggi iMille analizzano e commentano la parte Energia del programma del Movimento 5 Stelle.

Come personal giudizio, credo che la valutazione puntuale della parte Energia del programma del M5S non abbia molto senso. Rileggendo i singoli punti, infatti, emerge chiaramente come il programma del M5S sull’Energia sia una serie di soluzioni “tecnologiche” per il miglioramento della vita a livello locale, pensate prevalentemente per piccole e medie città, preferibilmente del nord. Non v’è una strategia nazionale unitaria, ma tante piccole cose per aiutare l’efficienza energetica a livello locale. Cose utili per carità ma nessuna risposta globale alla questione energetica – non v’è alcuna integrazione tra la politica energetica italiana e quella europea, ad esempio. Insomma, al M5S sono (forse) pronti a governare piccole e medie città del nord, come sta avvenendo, ma non di più.

hat tip: il sempre ottimo Corrado Truffi.

Crescita infinita e EROEI

Da tempo volevo scrivere qualcosa sulla crescita infinita dell’economia moderna e la sua relazione con la finitezza delle fonti energetiche fossili. Ho in testa questo post da un po’ di tempo, ma non sono ancora riuscito a focalizzarne una conclusione chiara. Scrivo qui le mie idee, in un post un po’ accademico, un po’ generalista, probabilmente molto confuso. La speranza è quella di uno scambio di vedute proficuo coi lettori del presente blog, per superare l’impasse.

Cominciamo dall’inizio, e cioè dalla crescita economica infinita. In molti ne parlano e moltissimi la criticano, ma personalmente reputo che spesso se ne parli più per sentito dire o per slogan di facebook che non con reale senno.

L’assunto di crescita infinita, punto fermo dell’economia moderna, deriva sostanzialmente dal modello neoclassico della teoria della crescita in economia, detto anche modello di Solow (dal nome del Premio Nobel che lo sviluppò, Robert Solow). L’assunto di crescita infinita è quasi unanimamente accettato dagli economisti moderni – bisogna crescere, quante volte lo avete sentito? – ma è stato ed è tuttora molto criticato dai sostenitori della sostenibilità ambientale e dalla finitezza delle risorse naturali, picchisti del petrolio “geologi” in testa. Certamente per alcuni gli economisti sono cialtroni o in malafede o tutti e due. Tuttavia, immaginare una o due generazioni di idioti prezzolati è assai poco credibile. E’ invece lecito chiedersi su quali argomentazioni si basi la sicumera certezza della crescita economica infinita degli economisti moderni, e se e dove tali argomentazioni possano essere fallaci.

Addentriamoci nel problema, ordunque.

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Strategia energetica nazionale

Il rilancio della produzione nazionale di idrocarburi, il Ministro dello Sviluppo Economico e le cinque priorità di sviluppo per l’Italia. Tutto in un unico articolo del sempre bravo Terenzio Longobardi, su iMille-magazine di oggi.

Un paese in decrescita

Il candidato grillino Pizzarotti ha annunciato ieri i primi nomi della sua giunta in quel di Parma:

Loretta Napoleoni, Paolo Berdini, Maurizio Pallante, Pierluigi Paoletti, Fabio Salviato. Intellettuali, economisti, urbanisti, personalità conosciute nei rispettivi campi, alcuni di una certa notorietà televisiva. Con qualche caratteristica in comune: sono tutti più o meno teorici o simpatizzanti della decrescita (prospettiva interessante per una città con un indebitamento mostruoso); sono tutti politicamente collocabili da sinistra all’estrema sinistra (Berdini e Napoleoni possono essere letti sul Manifesto, sul Fatto, sull’Unità); sono tutti accesi contestatori del sistema economico e finanziario internazionale e italiano; nessuno di loro è di Parma.

[Stefano Menichini, oggi su Il Post]

Chi desiderava un banco di prova per la decrescita e il modello di governance associato – e il presente autore di questo blog è tra quelli – è accontentato. Ora, non resta che governare. Buon lavoro.