Decrescisti del Sol Levante

Le notizie sono due.

La prima è che il Giappone ha decso per la riattivazione di 2 reattori della centrale nucleare nella città di Ohi, a 350km da Tokio. La decisione segue la chiusura – per manutenzione, stando alle dichiarazioni ufficiali -avvenuta il 5 maggio dell’ultimo dei 50 reattori nucleari giapponesi. Eppure, solo una settimana fa il Japan Times aveva definito la possibilità “ancora non chiarita” e un sondaggio nazionale aveva indicato una percentuale di favorevoli all’opzione del 26 per cento contro un 55 per cento si sfavorevoli.

Ora, il problema e’ che il Giappone è una nazione industrializzata dove il 30 per cento dell’energia elettrica era generata dal nucleare. E’ vero che il consumo di energia è calato, ma coprire l’energia mancante di 50 reattori nucleare non è certo una passeggiata, soprattutto se non si puo’ contare su un adeguato back-up di centrali a carbone come in Germania.

Nel frattempo, e siamo alla seconda, i produttori di energia giappponesi sono stati costretti a rivolgersi al termoelettrico per rifornire fabbriche, uffici e famiglie di elettricità, facendosi carico di costi supplementari per il carburante necessario (petrolio e GNL). Il petrolio e il gas naturale liquefatto che i servizi sono attualmente dover procurare alle centrali termiche potrebbe causare bollette dell’energia elettrica. Aumenti sostanziosi nel costo dell’energia sono ampiamente prevedibili, come ampiamente prevedibili sono gli effetti negativi sull’economia del Sol Levante, già provata dalla catastrofe naturale.

Alcuni dicono anche che, in previsione del picco delle domanda energetica estivo, il governo stia valutando la possibilità di un piano volontario di tagli dei consumi energetici, per consumatori e industria, del 15% circa. Siamo in piena decrescita volontaria.

Se fosse come sopra, il punto del contendere per i giapponesi sarebbe dunque semplice: tagli volontari o nucleare?

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4 Responses to Decrescisti del Sol Levante

  1. Defcon70 scrive:

    Vista l’emergenza, hanno varato un piano di incentivi per le FER elettriche che nemmeno l’Italia del II Conto Energia.
    http://www.qualenergia.it/articoli/20120514-rinnovabili-da-luglio-i-nuovi-elevatissimi-incentivi-giappone

    • Filippo Zuliani scrive:

      Grazie del link. Citandolo “diversamente da Paesi come la Germania e Italia, l’incentivo feed-in non garantisce in Giappone la connessione alla rete e chi genera elettricità deve comunque pagare i costi pieni di utilizzo della rete.”

      Oltre al fatto che il razionamento energetico per lo spegnimento del nucleare e’ atteso per l’estate, tra un paio di mesi. Non sono per nulla sicuro che incentivi anche sostanziosi possano portare a una potenza installata paragonabile di FV e/o eolico per allora.

      • Defcon70 scrive:

        No di certo, sono d’accordo. L’emergenza non gli inizia ne finisce questa estate.

  2. michele scrive:

    Visto che hanno messo in crisi pure una serie di aziende per il ritrattamento del combustibile esausto inglesi spero vivamente che una volta verificato lo stato positivo dei reattori li riattivino per risolvere due problemi in uno. Come gia’ detto in precedenza se l’alternativa e’ il carbone o il fossile lasciamo pure il nucleare.
    Comunque in ogni caso il popolo giapponese si e’ dimostrato molto valido sotto molti aspetti, gente che chiacchera poco e produce molto. Anche se hanno avuto parecchia sfortuna.

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