Prospettive future

Nel mondo della consulenza aziendale si fa largo uso di una tecnica chiamata Quadratic Crunching per lo studio di scenari strategici. In pratica, si scelgono due variabili strategiche (es. livello di competizione da est e costo delle materie prime) le si usa come assi di un diagramma bidimensionale e si identificano conseguentemente gli scenari risultanti dalla combinazione delle variabili strategiche di cui sopra (es. competizione serrata più alto costo delle materie prime o competizione bassa e basso costo delle materie prime). Ovviamente il metodo è generalizzabile e si potrebbero considerare molte più variabili. Solitamente ci si limita a due sole variabili, non necessariamente fisiche o finanziarie, per ragioni di semplicità del modello e perchè per tracciare uno schema bidimensionale basta un pezzo di carta.

Per analizzare il futuro dell’energia si può usare la tecnica del Quadratic Crunching prendendo come assi il determinismo delle fonti energetiche future – cioè se sappiamo con certezza su quali puntare oppure no – e l’ottimismo sull’abbondanza dell’approvvigionamento energetico futuro. Combinando queste due variabili si ottengono quattro scenari possibili:

– Determinato, ottimista: una specifica fonte energetica è chiaramente migliore delle altre e ha ampi margini di sviluppo.
– Determinato, pessimista: una o più fonti energetiche sono migliori delle altre ma i margini di sviluppo sono scarsi. C’è quel che c’è e niente altro, si raziona e conserva il più possibile.
– Indeterminato, ottimista: esistono fonti energetiche migliori e più economiche ma non sappiamo ancora quali siano con certezza.
– Indeterminato, pessimista: non sappiamo quali siano le fonti di energia migliori, ma probabilmente saranno peggio e/o più costose di quelle attuali.

Tradotto in Quadratic Crunching si ha:
qc1Ora, come sa chi segue questo blog, il mercato dell’energia è un mercato enorme. La migliore schematizzazione è probabilmente dividerlo in due mercati distinti. Da una parte la produzione di energia elettrica, in cui trovano posto carbone, gas naturale, nucleare, biomasse, idroelettrico, solare e tutto ciò che alimenta la rete elettrica. Dall’altra parte il trasporto, essenzialmente petrolio e energia elettrica per filobus, treni, eccetera. Il trasporto si differenzia dalla produzione di energia elettrica per la portabilità: semplicemente non è facile sfruttare la rete elettrica per il trasporto e l’energia necessaria ai veicoli va dunque trasportata a bordo dello stesso.

Per quel che concerne la produzione di energia elettrica, il diagramma due per due esce come segue:
qc2Negli anni ’50 e ’60 il mondo guardava con fiducia e ottimismo al nucleare come fonte energetica del futuro. Allora, praticamente tutti pensano che l’energia dell’atomo avesse ampi margini di sviluppo. Il presidente americano Eisenhower, nel suo celeberrimo discorso Atoms for Peace del 1953 dichiarò che l’energia nucleare avrebbe prodotto energia tanto abbondante e economica da suggire ad ogni misura. I film di fantascienza sulla potenza dell’energia nucleare non si contavano. Poi è arrivata Chernobyl, la necessità di centrali nucleari con doppi e tripli sistemi di sicurezza, la gestione delle scorie, i rischi di incidenti umani e naturali. Col declino del nucleare è venuta meno l’idea di successore naturale del petrolio. Oggi, una soluzione unica, migliore e più economica su cui si sia tutti concordi semplicemente non esiste. Altrimento detto, il quadrante determinato-ottimista dell’energia oggi è morto.

Intendiamoci, questo non vuol dire che gli ottimisti energetici siano estinti. Semplicemente vivono nel quadrante indeterminato, e fanno oggi leva sui combustibili fossili a basso costo, quel che resta (carbone) o quel che si spera di trovare (shale gas). In tale quadrante trovano posto anche le tecnologie verdi (cleantech) dato che è vero che alcune tecnologie verdi possono effettivamente essere più convenienti dei combustibili fossili in alcuni casi specifici, se si incorporano le esternalità ambientali (argomento scivolosissimo su cui regna il disaccordo più totale) o se esse vengono sussidiate dallo Stato. In ogni caso il futuro ottismista dell’energia è indeterminato, fondamentalmente un grafico a torta con molte soluzioni diverse, rinnovabili e non. E’ il caso della crescita sostenibile.

Le prospettive pessimistiche sulla produzione di energia elettrica sono semplici. Il punto di vista determinato parte del presupposto che non v’è alcuna possibilità di migliorare. I combustibili fossili, insostituibile per il mondo moderno, sono costosi e lo diverranno sempre più proprio perchè ne troveremo sempre meno. Ragion per cui si deve razionare e conservare tutto da ieri. E’ il punto di vista catastrofista. In versione indeterminata, ancora non v’è miglioramento possibile, ma vi è la speranza che le tecnologie verdi (cleantech) anche senza sussidi possano fare leggermente meglio dei combustibili fossili. Il futuro è comunque un futuro di rinuncia. E’ il caso decrescista.

Per quel che concerne il trasporto, il nostro diagramma appare come:
qc3Negli anni ’50 e ’60, durante i programmi spaziali americani che portarono l’uomo a camminare sulla luna, shuttle di linea tra la terra e la luna erano parte dell’immaginario comune assieme ad aerei supersonici sempre più veloci e economici e auto volanti a la “Ritorno al Futuro”. Era un periodo ottimista (e determinato). Oggi in questo quadrante non vi è quasi alcuna attività. L’aereo supersonico di linea non vola più e la NASA di fatto ha smantellato le sue piattaforme di lancio. Come nel caso della produzione di energia elettrica, anche nel trasporto oggi non esiste un ampio accordo sulla tecnologia principe per il trasporto del futuro. Gli ottimisti ripiegano sul quadrante indeterminato, dove ci si concentra sulle tecnologie di stoccaggio (batterie, idrogeno, aria compressa). Miglioramenti nella tecnologia delle batterie, telelavoro, petrolio a costo basso (quel poco che resta) sono tutte sembrano soluzioni valide, ma nessuna sembra decisamente migliore delle altre o particolarmente promettente per il futuro.

Nel quadrante indeterminato-pessimista vivono una moltitudine di opzioni, quali andare in bicicletta, guidare auto di piccole dimensioni, prendere il treno e divenire pendolari. Risparmio energetico, insomma, con il senso nemmeno troppo nascosto che nessuna di queste soluzioni sia ulteriormente sviluppabile. Nel quadrate determinato-pessimista si trova la TAV, il treno ad alta velocità. L’unico modo per far funzionare l’alta velocità in sostituzione dell’auto passa infatti niente meno che per la riorganizzazzione del mondo in cui viviamo: città più grandi, ma spazi abitabili più piccoli e concentrati. Perchè è pessimista? Perchè pianificazione e riprogettazione urbane sono uno sforzo enorme per la società che richiede molto tempo. Contando che il petrolio diverrà sempre più costoso, già lo è oggi e nessuno si aspetta che i prezzi calino, significa che TAV e riprogettazione urbana sono un progetto quasi impossibile, oggi nè avviato nè all’orizzonte.

Da un punto di vista geopolitico, l’intero esercizio può essere riassunto come segue:
qc4Come detto, l’ottimismo determinista è morto. Oggi gli Stati Uniti sono nel quadrante in alto a destra di indeterminismo ottimista. Il fracking e le riserve nazionali di petrolio e gas fanno ben sperare (gli americani) mentre gli incentivi al cleantech alimentano il piano B per il futuro, hai visto mai.

La Cina si trova nel quadrante in basso a sinistra del determinismo pessimistico. Il futuro cinese è nel carbone e nel petrolio. Il piano cinese infatti è comprare giacimenti di petrolio in Africa e produzione di carbone dalle miniere nazionali quanto più possibile. Ogni anno in Cina muoiono mediamente 5.000 persone in incidenti in miniere di carbone. Soldati che combattono una piccola guerra silenziosa per ottenere carbone quanto basta.

Cosa manca? Probabilmente il luogo migliore per pensare al futuro dell’energia si trova nel quadrante ottimista-determinato. Le domande sono: cosa si può fare meglio e più economicamente? Si può fare di più con meno? Questa, naturalmente, è la definizione classica di tecnologia. Possiamo fare di più con meno in tecnologie pulite? Molto probabilmente sì. Ma abbiamo bisogno di soluzione diverse. Forse il nucleare al torio, forse l’eolico di alta quota. Quel che è certo è che abbiamo bisogno di un passo avanti. Finora abbiamo lavorato per lo più in modo incrementale. Il prossimo passo è pensare in grande e con coraggio, al futuro.

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3 Responses to Prospettive future

  1. Luca says:

    Bell’articolo ! Sarebbe interessante approfondire la questione shale gas, in quanto ho sentito dire che dopotutto nell’ultimo anno le borse americane hanno fatto meglio di quelle europee e asiatiche, perchè c’erano delle speranze riguardo a quel tipo di giacimenti, i quali sono abbondanti in America e consegnerebbero energia a più basso costo.

  2. domm says:

    Non si può pensare ad un futuro possibile se ,prima, non lo si proietta nella propria mente almeno attrverso un solo come un fotogramma, o come un un flash della propria intuizione..
    Non è possibile infatti realizzare, (rendere reale), concretizzare un qualcosa, un’ IDEA che non ci è mai passata per la testa.

    Ma tutte le idee, persino le più fantasiose e favoleggianti hanno sempre una base, una piattaforma di lancio comune.
    Quella piattaforma è il PRESENTE e tutto il suo ESISTENTE.
    In fatti il PROGRESSO avanza per ottimizzazioni successive.

    Voglio dire ,con questo, che qualsiasi prospettiva ,sia pur appena appena visibile del futuro , è già scritta nel presente.
    IL FUTURO NON PUO’ NON PARTIRE CHE DAL PRESENTE.
    Quel che occorre fare è semplicemente imparare a leggerlo.

    Purtroppo, al giorno d’oggi, la lenta velocità innovativa , specie in campi molto importanti come sono quelli delle Energie, non è tanto dovuta ad una sospetta pigrizia mentale dei Ricercatori o degli Ingegneri o dei Creativi, ma è dovuta alla zavorra inerziale esclusivamente “utilitaristica ” che appesantisce i Capitali i quali, in primis non possono sottrarsi all’attrazione magnetica – è ovvio- almeno della della propria Sicurezza.

    Ma il presente non è che la realizzazione di scelte fatte nel precedente passato.

    La chiave di lettura delle prospettive future dovrebbe, quindi , essere la seguente:
    OSSERVARE e studiare il Presente e vederlo come EFFETTO di una CAUSA che precedentemente era stata presente solo nella nostra Testa.

    Tutte le IDEE hanno una propria quantità di Energia.
    Essa è proporzionale al numero di persone a i quali essa potrà essere UTILE. (Utilità Universale)

  3. Giak says:

    Bisogna rimboccarsi le maniche, aspettarsi di vivere con meno, molte meno risorse in tutti i campi. Gli scenari non sono molto lontani da noi, nel tempo. Anni ’40/’50 lo “stile di vita” dei nostri nonni è lì da studiare. Biciclette, pendolari, case fredde d’inverno, fatica quotidiana. Sembra uno scenario orribile, è uno scenario faticoso, non orribile secondo me. La transizione dall’attuale stile di vita ad un nuovo stile di vita meno energivoro … bè, quella la vedo difficile e violenta e pericolosa. Però uno scenario di un mondo con meno energia disponibile e le attuali conoscenze tecniche, scientifiche e mediche è affascinante.

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