Ibrida, ad aria compressa

Peugeot si appresta a lanciare la 2008 Hybrid Air, vettura ad alimentazione mista benzina/aria compressa. L’obiettivo della casa francese è ridurre i consumi fino a 2 litri per 100 km. Fa specie che in tempi di auto elettrica Peugeot punti sull’aria compressa. Le differenze sono presto spiegate: in una ibrida elettrica classica, l’energia della frenata viene usata per far girare un alternatore che produce corrente e carica delle batterie. Nell’auto ibrida ad aria compressa invece, la stessa energia della frenata viene invece usata per far girare un compressore che carica una bombola d’aria compressa. Nella ibrida elettrica classica, in accelerazione v’è un motore elettrico che aiuta quello a scoppio, mentre nella ibrida ad aria compressa vi è un motore pneumatico che usa l’aria compressa. Il vantaggio è che una bombola costa nettamente meno di un pacco batterie. Vedremo.

Economia e energia: un problema di laurea

Se non venite da Marte, probabilmente sapete che Oscar Giannino si è dimesso. Al termine della direzione nazionale, per la storia del master e delle lauree inventate, il leader di FARE per Fermare il Declino ha lasciato. Ora, questo post all’apparenza c’entra solo marginalmente con energia e motori ma l’episodio di Giannino, soprattutto le sue motivazioni, non può non far riflettere. Millantare master e titoli assortiti per un personaggio pubblico che aspiri al Parlamento è senza ombra di dubbio sbagliato e, a pochi giorni dalle elezioni, ingenuo all’estremo. Allora perchè? Che gli passava per la testa a Giannino, mentre si inventava titoli e menzioni da aggiungere al CV?

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Elezioni e ambiente

Ancora sulla sostenibilità ambientale delle proposte elettorali italiane.

L’argomento ambiente è stato digerito, banalizzato, reso innocuo e inserito come una specie di ovvietà in praticamente tutti i programmi elettorali. Monti è per la green economy, il PD non ne parliamo. Grillo sognava addirittura auto a idrogeno e Ingroia ha con se ciò che resta del partito dei verdi con il suo leader (leader?) Bonelli. Ma, sostanzialmente, si tratta sempre in un modo o nell’altro di una foglia di fico, di un atto dovuto. Chi può dirsi per la distruzione dell’ambiente?

Perché poi, quando si parla di “cose serie”, si dice sviluppo sostenibile per dire che sia sviluppo sostenibile dal punto di vista delle finanze pubbliche, molto meno dal punto di vista dell’ambiente.

[Corrado Truffi sul suo blog, ieri]

To TAV or not to TAV ?

[Negli ultimi dieci anni, ndEE] i francesi hanno visto calare regolarmente l’incidenza del movimento merci su rotaia, mentre gli italiani hanno mantenuto per la ferrovia l’irrilevanza a cui erano da tempo avvezzi. Fa riflettere il fatto che queste due nazioni abbiano speso somme ingenti per dotarsi di nuove ferrovie, spesso concepite intenzionalmente e dichiaratamente per accogliere non solo treni veloci per passeggeri ma anche quote di movimento merci; i risultati ottenuti sembrano ancor oggi irrilevanti, se non addirittura negativi, come nel caso francese. Un problema in più di cui discutere.

[Fausto Melotti su iMille-magazine, oggi]

Fate girare!!!

Ci stanno avvelenando con il bio. Sveglia!

M’illumino di meno

Il mio articolo per iMille-magazine

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Puntuale come ogni anno arriva la giornata del risparmio energetico, con l’ormai celebre slogan inventato dalla trasmissione Caterpillar “M’illumino di meno“. E anche quest’anno, “M’illumino di meno” incassa il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), che aderisce all’iniziativa. Venerdì 15 febbraio, per celebrare la giornata del risparmio energetico, pratica secondo il MiSE in linea con l’efficienza energetica nella recente Strategia Energetica Nazionale (SEN), non solo la sede del MiSE non sarà illuminata all’esterno, ma anche tutto il personale sarà invitato a spegnere le luci “inutili” di casa e prendere parte alla campagna. Sempre con il beneplacido del MiSE, quelli di Caterpillar chiedono anche ai sindaci delle città italiane di aderire alle “buone pratiche” per la riduzione dei consumi energetici, seppure per un giorno. L’iniziativa “M’illumino di meno“ termina la sera di venerdì 15 febbraio con un’ora di buio volontario.

Ora, nell’invito a consumare di meno certamente non v’è nulla di male. Tuttavia, “M’illumino di meno“ si fonda su una doppia fallacia che non potrà che consegnare l’iniziativa alla irrilevanza.

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Dieci anni di dipendenza energetica dall’estero

Eurostat ha pubblicato i numeri della dipendenza energetica europea, in un corposo balenottero contenente molti indicatori su energia, trasporto e ambiente del nostro continente dal 2000 al 2010. Qua sotto una tabella che riassume la situazione italiana e europea, i dati sono in ktoe (kilo tonnellate di petrolio equivalente). A colpo d’occhio emerge come, oltre ai solito petrolio e gas importiamo un sacco di antracite (hard coal) principalmente per la siderurgia. Ah, le rinnovabili includono l’idroelettrico. Di strada da fare ve n’è ancora parecchia. Ci torniamo con calma.
UEenergydependance