Ibrida, ad aria compressa

Peugeot si appresta a lanciare la 2008 Hybrid Air, vettura ad alimentazione mista benzina/aria compressa. L’obiettivo della casa francese è ridurre i consumi fino a 2 litri per 100 km. Fa specie che in tempi di auto elettrica Peugeot punti sull’aria compressa. Le differenze sono presto spiegate: in una ibrida elettrica classica, l’energia della frenata viene usata per far girare un alternatore che produce corrente e carica delle batterie. Nell’auto ibrida ad aria compressa invece, la stessa energia della frenata viene invece usata per far girare un compressore che carica una bombola d’aria compressa. Nella ibrida elettrica classica, in accelerazione v’è un motore elettrico che aiuta quello a scoppio, mentre nella ibrida ad aria compressa vi è un motore pneumatico che usa l’aria compressa. Il vantaggio è che una bombola costa nettamente meno di un pacco batterie. Vedremo.

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6 Responses to Ibrida, ad aria compressa

  1. domm says:

    Anche se la Ibrida benzina-aria compressa NON elimina del tutto le immissioni dei gas di scarico nell’ambiente “strada facendo” ( liberazione dei residui del metabolismo) , Peugeot, tuttavia , è sulla strada giusta. Anche se, a secondo le fasce di utenza a cui vorrà rivolgersi, si complicherà di molto la progettazione dei vari e più numerosi necessari modelli.

    • Defcon70 says:

      “liberazione dei residui del metabolismo”

      (?)

      Ossia? Saranno mica le scorregge del conducente?
      E le “fasce di utenza” più complicate saranno mica quelle amanti dei legumi?

      • domm says:

        Sì, esattamente defcon
        volevo trasferire proprio questo di concetto: a differenza dei motori endotermici che lasciano in giro, là dove si trovano, i prodotti della combustione, i motori a “vettori di Energia”
        ( elettrici e ad aria) non sporcano l’ambiente ma solo un apposito posto ( come lo chiami tu latrina? ) dove vanno a rifornirsi, a caricarsi di Energia.

  2. domm says:

    Filippo,
    se il tuo hem… è di perplessità, io proverò ad allargare, oggi che si può già cominciare a fare, il grande problema , sia in termini di costi che di ambiente, della distribuzione dell’Energia.

    Attualmente l’energia raggiunge l’utenza (utilizzatore finale) sattraverso tre forme, principalmente:
    a) Come Energia elettrica (vettore) attraverso gli elettrodotti.
    b) In forma gassosa e liquida (Gasdotti)
    c) e in forma liquida ( Petroli e derivati del potrolio= mobilità.)

    Io penso che, dal punto di vista della collettività, restingere ad una sola la modalità il trasferimento dell’energia, in senso lato, sarà una scelta obbligata del prossimo futuro.

    L’energia elettrica ha già acquisito sul campo i meriti tecnologici di un Buon Trasportatore di Energia (VETTORE) e rimarrà l’unica a farlo.

    Le altre due forme ( liquida e gassosa) serviranno ( io vedo ma più che altro auspico) che potranno semplicemente essere trrasformate in energia elettrica e e con questa distribuita alle utenze.

    Per produrre e distribuire da gas e petrolio, l’energia elettrica , non c’è nulla di nuovo da inventare.
    La tecnologia di trasformazione (centrali elettriche) sono collaudate da oltre un ssecolo. e così anche la distribuzione che , come già è, si può facilmente interrare e nascondere.
    Cosa che non ha mai costituito un problema per gli ambientalisti..

    L’inquinamento da trasformazione, avverrà (avverrebbe) solo in determinati posti ma più facilmente controllabili per la nocività ambientale.

  3. Enrico Colombini says:

    Il vantaggio è che l’accumulo con una “molla ad aria” costa poco, lo svantaggio dovrebbe stare (oltre che nella scarsa capacità) nella minore efficienza rispetto a un sistema elettrico di accumulo.
    Il benzina/elettrico consumerà quasi certamente meno carburante, ma necessita di produrre e smaltire le batterie e i vari componenti elettrici ed elettronici.
    Se questa forma di ibrido sia conveniente o meno rispetto al benzina/elettrico, si vedrà in base al rendimento. O, più esattamente, al costo ambientale totale che include non solo il risparmio immediato di carburante ma anche l’energia utilizzata per produzione (inclusa estrazione e “danni collaterali”) e smaltimento.
    Se il benzina/aria dovesse diffondersi più del benzina/elettrico grazie al (probabile) minor costo, si avrebbe comunque un minore inquinamento locale, non necessariamente globale.

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