Numeri

Ieri a Ballarò Maurizio Pallante ne ha dati tanti.

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11 Responses to Numeri

  1. Defcon70 says:

    Se non altro abbiamo capito chi ha scritto la sezione energia del programma del M5S: rispunta di nuovo quel “[…] 20 litri di gasolio oppure 20 mc di gas naturale […]”. Nemmeno le basi della termodinamica conoscono dentro il MDF…

    Devo dire che però anche il fact checker del Post la sua cavolata la scrive a proposito dell’Intensità energetica italiana: Pallante si riferiva alle prestazioni energetiche degli edifici, che in Italia – per via di come si è costruito, più all’insegna della speculazione che di altro – è pessima anche in senso assoluto ossia in relazione al clima più mite rispetto ai paesi di riferimento mittle e nord-europei.

    • La cosa bella e’ che sono anni che gli fan notare che litri di gasolio = mc di gas naturale e’ una baggianata, ma lui dritto.

      Sull’intensita’ energetica ovviamente hai ragione. Credo che De Luca abbia letto le statistiche internazionali dove si comparano i rapporti PIL/Energia consumata dei vari paesi. E’ vero che l’Italia e’ ben messa, non e’ vero che lo e’ per il suo patrimonio immobiliare, che e’ un colabrodo (energeticamente parlando). Poi, ovviamente, Pallante di scorda sempre che l’efficienza energetica degli edifici e’ un settore ad alta insensita’ di capitale. Ci spiegasse dove prendere il capitale iniziale senza mandare lo spread a ridosso della stratosfera gli saremmo grati.

      • L'energisauro says:

        Che amarezza,ieri l’ho visto in diretta… purtroppo come dice De Luca è stato l’unico a dare dei numeri e purtroppo dopo che ha parlato di efficienza energetica e non sapeva rispondere alla domanda “e dove prendiamo i soldi” tutta l’Italia avrà pensato che l’efficienza energetica non serva.

      • Non credo Pallante arrivi a tanto. Piu’ probabilmente chi ha visto Ballaro’ ha visto Pallante inchiodato due volte in cinque minuti da Floris sul
        1) “dove li prendiamo i soldi?” cui Pallante ha risposto evasivissimo “potrei darle numerose soluzioni ma ora e’ importante il concetto generale”,
        2) “chi decide quali beni sono utili e quali no?” risposta di Pallante “l’intelligenza umana”.

        A quel punto chi guardava Ballaro’ avra’ pensato che la Decrescita sia una magia tipo la restituzione dell’IMU.

  2. domm says:

    Filippo,
    “inchiodato in due-minuti – due.

    Eppure, ti dirò che la percezione e il Gradimento del telespettatore , in quei due-minuti-due è schizzata positivamente dalla parte di Pallante.
    In quei due minuti, si è manifestata tutta la buona fede e il candore di Pallante contro il marpionismo e il professionismo di Floris.
    Noi telespettatori, dopo l’ennesima puntata di Ballarò, ne sappiamo più di Floris stesso (noi, per un fatto di regia, da casa, vediamo più di quanto vede Floris davantialle telecamere ) e sappiamo quando Floris tira fuori i conigli dalla manica e quando , invece , vuol agevolare l’intervistato.

    Cmq , la domanda standard ” Dove prendiamo i soldi ? ” è un classico per i giornalisti,tutte le volte che sta nelle loro intenzioni voler mettere in difficoltà l’intervistato.
    E’ una domanda Jolly.
    La consiglio anche a te quando vorrai far arrossire il tuo intervistato.

    In Europa, infatti, TUtti, tutti quanti sappiamo che i Soldi ci sono.
    Quel che non sappiamo è “dove sono stati messi sti soldi. Chè chè ci dicano loro !

    Un dato che a me piacerebbe sapere , infatti, è : ” Di quano è diminuita la quantità di moneta circolante ( LIQUIDITA’) in Italia negli ultimi 10 anni (2002-2012) ?”

    • energisauro says:

      Domm, schizzata positivamente… io non l’ho interpretata così. È assolutamente difficile in 2 min con Floris che ti attacca rispondere e rimanere lucidi, ma lui mi è sembrato proprio nel pallone. Uno che fa dell’efficienza energetica il suo cavallo di battaglia quando gli si chiede “dove prendiamo i soldi” non può non menzionare il mondo dei certificati bianchi, delle ESCO e che la SEN l’ha inserita al primo posto tra i punti in cui possiamo e dobbiamo insistere. Dall’esterno è sembrato un prof molto teorico che appena si ricade sul concreto non sa dare risposte. Almeno questo è stato quello che ho percepito io.

  3. domm says:

    energisauro,
    se leggi con più attenzione il mio prec. commento, io son partito da Pallante per prender la rincorsa e arrivare alla domanda finale.
    Sarei grato a qualche economista indipendente se riuscisse a procurare il grafico della diminuizione , in Italia, della ricchezza dinamica ovvero di quella , quella circolante. (Investimenti e Consumi)

    Sostengo, infatti, che nella “decrescita felice” ci siamo già da 10 anni circa, da quando il grasso era così tanto che l’italia, in fotografia, (grafici economici) appariva OBESA agli occhi degli altri Stati Europei.
    Oggi, (dopo essere “decresciuti ” abbastanza allegramente [vedi cronaca]) , forse siamo ancora in leggero sovrappeso.
    Non ci resta che continuare a “DECRESCERE”, ma almeno lo facciamo consapevoli, col sorriso (di Pallante) e ipocritamente felici.
    Lo Sviluppo ? “Tanto è acerba” – disse la volpe – quando non arrivava all’uva.

    • @domm e energisauro,

      Pallante ha proposto un frullato di concetti confuso e indigeribile, rimediandoci una magra figura a parere di chi scrive.

      Primo perche’ l’efficienza energetica e’ una misura di crescita, non di decrescita.

      Secondo perche’ il capitale necessario – la risposta alla prima domanda di Floris, dove li prendiamo i soldi – va preso a interesse e dunque risparmiare non basta, bisogna risparmiare piu’ dell’interesse generato, senno’ e’ cmq un gioco in perdita.

      Terzo perche’ Pallante fa casino tra efficienza e esternalita’ negative – la risposta alla seconda domanda di Floris, chi decide quali beni sono utili e quali no. Se avesse capito davvero la distinzione, Pallante non potrebbe che concluderne che la decrescita acquista senso economico solo girando in senso opposto la relazione tra economia (meglio: cultura) mondiale e risorse naturali. Finche’ le risorse naturali possono appartenere a qualcuno che ci fa quel che gli pare – come ha detto l’esperta della Bocconi, l’economia moderna converte le risorse naturali disponibili in servizi/beni con cui farci stare meglio – non se ne esce. O crescita o niente.

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