Possiamo dire di non aver taciuto

Su questo blog lo abbiamo scritto spesso, mentre accadeva.

In pochi anni si sono bruciate risorse finanziarie ingenti in nome dello sviluppo del fotovoltaico. A beneficiarne non è l’indipendenza energetica, il prezzo del chilowattora, neppure la manifattura italiana e tanto meno i consumatori. Anzi, proprio questi ultimi si sobbarcano il costo degli incentivi elargiti all’energia fotovoltaica. Stiamo parlando di 6,5 miliardi annui, circa 130 miliardi per l’intero periodo incentivato.

I sostenitori dell’energia solare portano a dimostrazione del successo di questa manovra di politica industriale, la tumultuosa crescita della capacità installata. Vero. L’Italia con oltre 16 GW solari supera di gran lunga tutti gli altri paesi (eccetto la Germania). Ma se avessimo concesso la stessa entità di incentivi a una qualsiasi attività, che so, la produzione di lacci da scarpe, avremmo constatato uno sviluppo non da meno di questo settore. E’ vero, ammettono alcuni, stiamo spendendo molto, ma questo settore è un volano per l’innovazione tecnologica con ricadute per la filiera industriale nazionale e l’occupazione. La retorica della green economy si spreca e la realtà è molto, molto meno seducente. Eccetto ovviamente, per chi veramente ci guadagna dal fotovoltaico. E’ proprio quello che andiamo a scoprire nel pamphlet “Chi ha ucciso le rinnovabili?” che spiega in linguaggio piano e passo per passo, come funziona il business fotovoltaico che ogni anno, costa al paese sei volte il valore dell’accordo sulla produttività siglato tra Governo e Sindacati. Solo per fare un paragone.

Sia chiaro, non siamo contro la tecnologia dell’energia solare anzi, arriverà il momento in cui questa forma di energia contribuirà in modo decisivo ai consumi elettrici mondiali. Denunciamo invece la modalità completamente sbagliata, speculativa, inefficiente, di sostegno al fotovoltaico che ha anche l’effetto perverso di affossare il resto delle rinnovabili. E la causa è una sola e si chiama ingordigia.

[“Chi ha ucciso le rinnovabili?”, Assoelettrica]

Magra consolazione, tuttavia. (hat tip: Defcon70)

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One Response to Possiamo dire di non aver taciuto

  1. fausto says:

    Tutto vero, in senso numerico e logico; almeno nell’immediato. Per parte mia non riesco a resistere alla tentazione di riproporre un tema analogo, ed altrettanto scottante: le rottamazioni di moda qualche anno fa.

    http://aspoitalia.blogspot.it/2007/04/assurdit-energetiche-ed-economiche.html

    Lo stato come investitore non è granché, o almeno non lo è nel breve periodo. Per il domani si vedrà.

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