A scuola da Greenpeace

Il nucleare ha evitato circa 2 milioni di morti, in poco meno di 30 anni.

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7 Responses to A scuola da Greenpeace

  1. Franco says:

    Hansen ha sempre avuto un’opinione favorevole al nucleare. Quantomeno così risultava dalla lettura del libro presentato anche in Italia, un paio di anni fa Tempeste. Ovviamente la sua posizione è legata alla sua visione sull’entità del rischi climatico.
    Però .. sui rischi, anche sanitari, del nucleare il prof Sertorio mi sembra più autorevole. Cito a memoria tre punti: nucleare e segreto militare sono inscindibili (quindi non illudersi di conoscere i dati); il fattore tempo è talmente lungo da rendere impossibile la valutazione del rischio (ad es. per le assicurazioni); la discarica nucleare risulta un problema nei fatti irrisolvibile.
    Di mio aggiungo che forse nessuno è andato a contare i morti causati dalle fasi di estrazione mineraria, che ormai sono una faccenda di paesi sfortunati.
    Franco

    • I conti sull’estrazione mineraria, o meglio la loro totale mancanza, e’ un problema comune a tutti, energie rinnovabili incluse. Non e’ che l’acciaio e l’alluminio delle torri eoliche arrivano gratis.

      • Franco says:

        Vero è come dici.

        La discarica delle scorie di miniera di materiali radioattivi ha però un problema in più.
        Ricordo in merito un interessante documentario francese sul tema, proiettato in una conferenza a Fossano organizzata da Retenergie coop.
        Ricordo anche che qualche anno fa si parlò di aprire/riaprire una miniera di uranio, credo nel Bergamasco, e l’ipotesi fu respinta con orrore.
        Tornando al tema, con tutto il rispetto per Hansen, quel tipo di conti lasciano il tempo che trovano (naturalmente anche quelli fatti per finalità opposte), perché si trascurano sempre troppi aspetti che non si sanno/possono quantificare.
        il link dell’intervista a Luigi Sertorio, in cui parla delle statistiche sull’incidentalità. http://www.22passi.it/downloads/sertorio.pdf

    • LB says:

      “nessuno è andato a contare i morti causati dalle fasi di estrazione mineraria”

      Sì, invece, sono stati contati.
      Per calcolare il numero di vittime per ogni fonte energetica Hansen è partito da un studio del 2007 pubblicato su Lancet

      http://www.bigthunderwindpower.ca/files/resources/Electricity_generation_and_health_(The_Lancet_2007).pdf

      e più precisamente dalle stime riportate in tabella 2 sulla mortalità per unità di energia prodotta. E, a proposito di come è stato valutato l’impatto sanitario nel caso del nucleare, viene chiarito a pagina 982

      “The data in table 2 show occupational deaths of around 0·019 per TWh, largely at the mining, milling, and generation stages.”

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