Overcapacity consistente

Il Gestore dei Mercati Energetici (GME) ha presentato ieri la relazione annuale 2012 che fa il punto sulla situazione dei mercati dell’energia. Sullo stato del mercato elettrico nel 201 Assoelettrica commenta con poche parole molto incisive.

Si è manifestato [..] un calo dei consumi nazionali a 305 TWh (-3,1% rispetto al 2011) che ha colpito soprattutto i consumi industriali (-5,9%) che si è riflettuto in un calo dei volumi di energia scambiati sul mercato del giorno prima del GME a 178,7 TWh (-1,2%), mentre sono aumentati gli scambi nel mercato infragiornaliero con 25,1 TWh (+14,6%). L’aumento degli scambi sul mercato infragiornaliero è segno della sempre maggiore necessità di aggiustamento di un mercato termoelettrico definitivamente lungo e in competizione con fonti rinnovabili non programmabili.

Una crescita media annua del prezzo dell’energia elettrica a 75,5 €/MWh (+4,5%), una crescita che è stata sensibilmente inferiore alla crescita dei costi, segno che gli operatori hanno visto ridurre i propri margini. [..]

Si conferma una overcapacity consistente del parco termoelettrico italiano, anche a causa del massiccio ingresso di impianti da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaici. Il termoelettrico nel 2012 ha prodotto 204,8 TWh (-6,5%) su una produzione nazionale di 284,8 TWh (in calo del 2,5% sul 2011).

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5 Responses to Overcapacity consistente

  1. Defcon70 says:

    e nel frattempo Artizzu rilancia il ruolo delle rinnovabili addirittura nel contenimento dei prezzi in bolletta, con un incipit sicuramente ardito!
    “Bisogna togliere alla lobby fossile la bandiera dell’energia a buon mercato”
    http://goo.gl/VpfHT

    Peccato che sia di nuovo a suon di regolazione penalizzante per il termoelettrico (vuole il colpo finale?) e rivoluzioni continentali che necessiterebbero di decenni (come l’introduzione della Carbon Tax immagino al posto degli ETS), più altri suoi pallini (“nazionalizzazione” degli impianti a pompaggio o altro meccanismo regolatorio che elimini il conflitto di interesse tra chi li sotto-utilizza per ripagarsi un po’ meglio le CCGT).

    Peccato anche che – secondo me – sopravvaluti il senso di servizio pubblico che gli operatori delle rinnovabili elettriche dovrebbero avere:
    “In attesa delle tecnologie di accumulo (stanno arrivando) occorre aprire il mercato dei servizi di dispacciamento alla generazione distribuita programmabile, coinvolgere nel dispacciamento una porzione molto più ampia di utenze in prelievo (aggregate dai grossisti) e utilizzare anche le fonti non programmabili per modulazione e riserva: quando c’è troppo sole e l’elettricità vale poco o nulla, meglio distaccare gli impianti e tenerli in riserva che inondare la rete. Ove questo comporti la perdita di incentivi, li si riconosca piuttosto a fronte del servizio di riserva.”
    Se la produzione è distribuita allora anche diritti e doveri nella gestione del servizio elettrico lo diventano e si entra più nel campo del senso civico e della ricerca del benessere della collettività, una virtù carente da queste parti…

    PS: che è successo al PUN nelle ultime due settimane? Prezzo orario molto livellato attorno alla media che ha fatto un balzo in avanti su giugno di 10-15€/MWh senza che il meteo ci abbia costretto a mettere a palla i condizionatori. Finita l’acqua nei bacini?

    PPS: Filippo, ma c’è modo per noi poveri commentatori di usare un po’ di HTML tag su wordpress?

    • Artizzu propone (cito) di “spostare la copertura dell’incentivazione dalle bollette a una carbon tax su tutti gli usi di combustibili: parliamo di 25-30 euro a tonnellata, l’obiettivo iniziale dell’ETS”. In pratica, propone di sostituire gli ETS con una carbon tax rigida, in barba a tutti gli accordi europei e ai piani degli ETS per il 2020. Difficile che la proposta si realizzi.

      PS non credo. Piuttosto non credo che i bacini siano modulati in funzione delle rinnovabili, se non altro perche’ i produttori da idroelettrico vorranno anche fare un po’ come conviene a loro sul mercato.

      PPS il codice lo devi digitare a mano. Cosa ti interessava?

  2. Defcon70 says:

    G.B. Zorzoli pure ci va giù duro ed è – a tratti – convincente-

    • Mah, ho letto l’articolo ma la trovo molto sottotono, per due ragioni.

      Primo perche’ fa piacere che le manciatone di FV italiane abbiano contributo a lanciare il settore che potrebbe divenire sostenibile senza incentivi nel prossimo futuro in tutto il mondo. Quel che non si capisce e’ perche’ il fardello se lo sia dovuto caricare sulle spalle l’Italia con incentivi e overcapacity e agli altri paesi i benefici di una tecnologia ora matura, alla meta’ del prezzo. Insomma, viste le nostre disastrate finanze pubbliche, non valeva la pena aspettare e lasciare l’onere del fardello (anche solo parzialmente) ad altri?

      Secondo perche’ Zorzoli critica che il FV non ha causato l’overcapacity italiana, che gia’ c’era, ma dimentica che l’ha peggiorata. Certo, avevamo troppe centrali a gas che non potevano fatturare abbastanza per sopravvivere ma con le rinnovabili intermittenti abbiamo fornito loro la ragione per il capacity payment.

      Poi, sulle stime di sostenibilita’ degli impianti FV, le figure indicano tutte lo SSP, che gode cmq di una parziale incentivazione. Con gia’ una botta di incentivi sulla testa e un capacity payment che pesa come un macigno, io sarei meno ottimista di Zorzoli sui benefici delle rinnovabili per il sistema italia e sul costo dell’energia nel nostro paese.

      Infine: stilisticamente il testo e’ zeppo di frasette precotte (cambio di paradigma, ugh) e affermazioni apodittiche (la transizione del sistema energetico non sarebbe avvenuto senza il contributo italiano al FV, ri-ugh). Roba da itterizia che mi aspetterei di leggere dalla Billi, non da uno con la preparazione di Zorzoli.

      • Defcon70 says:

        Sono d’accordo.

        Il fatto è che si respira un’atmosfera da resa dei conti preannunciata per l’autunno, con un taglio retroattivo delle feed-in analogo a quello fatto dalla Spagna di recente. Quindi gran dosi di retorica si possono anche tollerare in una certa misura.

        Resta però che i numeri di coordinamento FREE – così come riportati da Zorzoli – sono parzialmente nuovi anche per me (e dire che leggo tanto sul tema…) e mettono l’industria delle rinnovabili in una luce un po’ diversa.

        Riporto anche un significativo commento di alsarago58 sull’articolo di Artizzu di qualche giorno fa sulla scarsa unità di rappresentanza dei compositi interessi dell’industria delle rinnovabili:

        … ma visto chi abbiamo al governo e visto che una decisione in merito agli incentivi arriverà probabilmente in autunno, se non in agosto, quando tutti sono distratti, inviterei gli operatori del settore delle rinnovabili a non limitarsi a esorcizzare l’ipotesi di un taglio retroattivo, perchè altrimenti finirà come con le continue modifiche ai vari conti energia e l’emanazione di provvedimenti ammazza rinnovabili del recente passato, con gli operatori delle rinnovabili che protestavano e protestavano a decisioni prese, senza riuscire a smuovere di un millimetro i politici ispirati dalle lobby dell’energia fossile

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