Terremoti generati dall’uomo

Oggi la letteratura in materia è molto più completa [che in passato] e la casistica è ben più ampia. Le attività minerarie normali e lo sfruttamento di risorse idriche e di giacimenti di idrocarburi liquidi o gassosi sono state riconosciute come cause antropiche di terremoti: il fracking stesso ne produce, ma in generale di lieve intensità; invece la fonte principale di sismicità indotta è un’altra pratica molto discutibile dal punto di vista ambientale e cioè lo stoccaggio profondo dei liquidi usati per il fracking. Il caso classico è l’Oklahoma, dove la sismicità, oltre ad aumentare sensibilmente come numero di eventi, da micro è diventata macro.

[Geologia, di Aldo Piombino]

Tutto quello che avete voluto sapere. In due parti, qui e qui.

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5 Responses to Terremoti generati dall’uomo

  1. Defcon70 says:

    Interessante, ma dai commenti (non dall’articolo) intuisco che che tale Aldo Piombino è un filino biased….

    Cito: “Certo, l’indipendenza energetica è molto importante ma oggi le nazioni esportatrici di petrolio e di gas sono molte di più di quelle che erano negli anni 70. Qualcuno glielo vuol raccontare che le sfide energetiche di questo inizio millennio sono altre rispetto agli anni ’70?

    • Vabbe’, ma che centra con il fracking e i terremoti antropici?

      • Defcon70 says:

        C’entra che, in quanto biased, potrebbe privilegiare nella sua analisi alcuni fatti al posto di altri. O meglio, potrebbe essere tentato di ingigantire questo aspetto geologico nel panorama complessivo del fenomeno shale-gas americano.

        Per me è palese e anche alcuni talebani del green lo hanno ben capito: stiamo entrando nell’era d’oro del gas naturale ed è oggettivo che la disponibilità di tanto metano a buon prezzo sia il peggior nemico delle rinnovabili lungo la strada difficile della decarbonizzazione delle nostre economie.

        Ad esempio, nelle Golden Rules della IEA non c’è traccia di questioni di sismicità indotta dovuta allo storage in pressione dei reflui in profondità e pone invece molta attenzione alla riduzione a monte delle quantità dei reflui e del contenimento della tossicità: forse perché è una pratica del passato? forse perché delle centinaia di migliaia di pozzi solo una percentuale modesta stanno in corrispondenza di vecchie faglie inattive?

        Guardando dall’esterno la questione (lo sappiamo, in Italia non esistono degli shale-gas produttivi) il fatto che gli americani soffrano di un numero maggiore di microsismi (che poi hanno pure le case in legno…) è imparagonabile col vantaggio che sarà assai improbabile che un futuro Presidente USA invaderà ancora uno stato produttore di greggio con la scusa delle armi chimiche e batteriologiche.

      • Piombino non dice nulla sulla pratica di stoccaggio standard dei liquidi reflui. Insomma, se la loro dispersione puo’ generare terremoti e’ possibile evitarla con casing piu’ robusti o altre pratiche? Hai ragione che questo e’ il grosso punto mancante dell’articolo di Piombino, ma la logica conclusione e’ appunto che quel punto manca. Eviterei di fare il processo alle intenzioni con accuse di essere biased per favorire soluzioni concorrenti.

  2. scusate, leggo ora per caso. Ringrazio per la citazione. Non nascondo di nutrire “poca simpatia” per il fracking. Ma qui almeno nei miei due post ho semplicemente parlato di cause di questi sismi. E se non erro ho anche spesso detto, anche in conferenze o convegni, che non è il fracking a produrre sismi forti. Questo perchè ciascuno può pensare come gli pare quando i dati sono contraddittori ma quando i dati ci sono non può andarci contro a meno di spiegare perchè non tornano (il termine spiegazioni non comprende motivazioni esposte da complottisti, fanatici e visionari, a qualsiasi fazione appartengano). E se i dati dicono che il fracking non produce un’alta sismicità il sottoscritto si sente obbligato a evidenziarlo semplicemente perchè vorrebbe essere una persona seria ed obbiettiva.
    alcune risposte: 1. casing: non non ne ho parlato perchè i liquidi vengono dispersi nell’acquifero.
    2. gas-shales in Italia: non ce ne sono… polemiche evitate…
    3. nella IEA non vi è traccia del problem perchè si tratta di studi molto recenti. È però stato tirato fuori proprio in questi giorni dall’USGS

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