Gas naturale: carburante per il futuro?

il mio articolo per iMille-magazine

La svolta più importante del settore energetico degli ultimi decenni è certamente la tecnica della fratturazione idraulica combinata con la perforazione orizzontale. Tale tecnica va oggi sotto il nome di “fracking” e ha reso possibile lo sfruttamento di larghissime quantità di gas dai giacimenti di scisti (shale gas). Come conseguenza, il prezzo spot del gas naturale di produzione nazionale è calato da un massimo di oltre 12 dollari per milione di British Thermal Units (mBTU, circa un gigajoule di energia) nel 2008 a meno di 2 dollari nel 2012, prima di stabilizzarsi oggi a circa 4 dollari.

Una volta depurato dalle impurità, il gas naturale produce il 30% in meno di anidride carbonica rispetto alla benzina e il 45% in meno rispetto al carbone. Altrimenti detto, il gas naturale è il più pulito dei combustibili fossili oggi esistenti. In tempi di global warming e caro-petrolio, è palese che stiamo entrando nell’era d’oro del gas naturale. La disponibilità di tanto metano a buon prezzo rende tuttavia necessaria la messa in posa di una rete di distribuzione robusta e moderna e di impianti di stoccaggio. Ne consegue che tale infrastruttura servirà anche ad un secondo cambiamento, per certi versi più radicale, nel modo di usare l’energia. Il gas naturale può infatti essere utilizzato per il trasporto su strada.

In termini di unità d’energia consumata, il metano costa circa la metà della benzina. I veicoli commerciali italiani utilizzano già il gas naturale. Furgoni, autobus e un po’ tutti i veicoli che operano principalmente all’interno delle città sono alimentati a gas naturale compresso (CNG) con conseguente abbattimento dei costi del carburante e delle emissioni. Nel 2013 il trend è di +75% rispetto all’anno precedente. Sul GPL i numeri sono più grandi ma solo per ragioni di rete di distribuzione, visto che il risparmio rispetto ai carburanti liquidi è inferiore rispetto al metano. La maggiore attenzione alle spese, il petrolio stabile sui 100$/barile e le zero accise statali che pesano sul gas naturale per autotrazione (finché dura) sono ovviamente le motivazioni principali. Col trend attuale, si stima che l’Italia arriverà nel 2016 a consumare 1mld di mc/anno per autotrazione, 1/4 della produzione annuale del nuovo rigassificatore di Livorno.

La sensazione però è che il mercato italiano potrebbe fare di più. La scarsità di distributori è certamente il deterrente più grande allo sviluppo del gas naturale per autotrazione, data la modesta autonomia dei veicoli alimentati a CNG. Confrontando il numero di distributori si ha un reality check della situazione. I distributori di benzina/diesel in USA sono 120mila circa, in Italia 22mila, in Cina 100mila e in UK 10mila. I distributori di gas invece in USA sono 1300, in Italia 730, in Cina 870 e in UK 31 (trenta-uno). Siccome che l’autonomia di un’auto a gas è assai inferiore a benzina/diesel, è evidente come il problema non sia di poco conto.

Va però notato come in Italia vi sia Il blocco normativo da 5 anni del self service di CNG. Tale limitazione del self-service di metano e GPL è una prerogativa italiana, puramente normativa, senza eguali in Europa, con l’aggravante che moltissimi degli impianti installati in tutto il mondo sono proprio di tecnologia italiana. L’impossibilità di fare rifornimento in modalità self-service è un freno micidiale allo sviluppo del gas naturale per autotrazione in Italia. Il blocco italiano è molto probabilmente dovuto ad azione di lobby al tavolo tecnico del Ministero. I nuovi attori hanno installato erogatori che sono già predisposti per il self service, mentre i vecchi attori già presenti sul mercato dovrebbero rifare l’impianto e non vogliono concedere questo vantaggio competitivo ai nuovi. Il risultato è la paralisi normativa che non avvantaggia nessuno. Che al momento ci sia scarsa concorrenza lo dicono tanti aspetti:
• prezzi per area geografica che si allineano verso l’alto con straordinaria velocità
• niente bancomat o tanto meno CC per i pagamenti (vai a giro pieno di monetine, io mi tengo la scorta direttamente in macchina!)
• stazioni di servizio poco curate
• personale poco cortese (con sempre più piacevoli eccezioni)
Sul self-service le cose sebra che stiano per cambiare. E’ dal 2008 che si è in attesa della circolare ministeriale, come da dichiarazioni del Ministro Zanonato: “E’ allo studio del ministero degli Interni una nuova norma di sicurezza per consentire la distribuzione di metano e gpl accanto a carburanti tradizionali nella stessa piazzola anche in modalità self”. Certamente un paese già fortemente utilizzatore di gas come l’Italia avrebbe tutto da guadagnare dallo sblocco della normativa.

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