Cosa è successo nel 2013

Un anno di scienza, in pillole su Wired, prima che cominci l’anno nuovo.

per la prima volta una reazione di fusione controllata ha prodotto più energia di quanta ne abbia assorbita. Non siamo ancora alla cosiddetta ignition, dove la reazione si mantiene da sola e quindi possiamo gridare vittoria completa: le perdite del sistema, infatti, riportano il bilancio in rosso. Ma il traguardo ora è in vista.

Questione di millimetri

Dicono che le coste italiane sono minacciate dal riscaldamento globale.

I limiti delle rinnovabili

La Roadmap della Commissione Europea prevede un -80% delle emissioni per il 2050, a fronte di vaghissime linee guida e elementi fattuali praticamante inesistenti. Non passa giorno senza che questo o quel gruppo di esperti se ne esca con studi di fattibilità dell’ambizioso programma europeo. L’ultimo studio in tal senso è della ENEA e si intitola “verso un’Italia low carbon”, ovviamente con conclusioni positive. I volani del cambiamento sarebbero essenzialmente due: efficienza energetica e rinnovabili, principalmente su motori e trasporti – auto elettrica su tutti. Il binomio efficienza e rinnovabili viene spesso usato nelle promesse di rivoluzioni energetiche e crescite economiche associate. Anche il Ministro dello Sviluppo Economico Zanonato parla di trasformazione radicale delle economie avanzate grazie alle rinnovabili e opportunità di crescita dietro l’angolo. Ma quanto sono realistiche queste promesse?

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Sette anni

A tanto ammonta il prolungamento della rata per pagare i 12 miliardi di euro l’anno di incentivi (ventennali) alle rinnovabili attraverso i già famigerati rinnovabili-bond. Mica bubbole.

Al Signor Forconi non far sapere

Che la bolletta dell’elettricità è diventata via via più cara per il costo degli oneri generali (rinnovabili e tutto il resto).

In pratica, ai prezzi di dicembre 2013, le bollette annue [del Signor Forconi] assommerebbero a circa 8200 €, a partire da 6700 € circa senza il 22% di IVA. Questi 6700 € sono formati grosso modo da:

  • 49.2%              di costi variabili associati all’energia elettrica
  • 3.3%                di costi variabili associati ai servizi di rete
  • 31.4%              di costi variabili associati agli oneri generali
  • 6.2%                di accisa (anch’essa variabile). Poi ci sono:
  • 7.5%                di quota legata alla potenza impegnata
  • 3.5%                di costi fissi, anch’essi ripartiti tra energia (1.1%), rete (0.4%) e oneri generali (di nuovo, 2.1%).

Di queste voci, la più fumosa da comprendere per il sig. Forconi riguarda sicuramente gli oneri generali, peraltro mica leggeri. Cosa sono? Sapere che servono ad incentivare le rinnovabili potrebbe anche dargli qualche soddisfazione civica, (magari non spiegandogli che questa quota vale 12 miliardi di euro all’anno e non inizierà a calare prima del 2031, perché non sono stati stanziati proprio nel modo più efficiente…). Invece probabilmente diventerà più guardingo sapendo che il restante serve più o meno a mantenere la baracca pubblica che tiene in piedi il sistema (insomma: legislazione, funzionari, piattaforme di mercato, incentivi, studi e indagini, sperimentazione pubblica, tutela del consumatore, ma anche smantsmantellamenti degli impianti nucleari e aiuti vari. Bello, ci vuole; tanta burocrazia però, intuisce il sig. Forconi).

Ma, una volta rizzate le orecchie, potrebbe saltare sulla sedia vedendo questo grafico, che riporta gli andamenti delle quote variabili negli ultimi due anni:
prezzi-componenti-variabili-en-el

[Eros Tassi, su iMille-magazine]

Una roadmap ambiziosa (ma non fantascientifica)

Quelli di Greenpeace (stra)parlano della transizione energetica più veloce che la storia umana ricordi. In Italia.

Lo scenario Energy [R]evolution prevede poi che l’elettricità fornirà il 9% dell’energia necessaria al settore dei trasporti già nel 2030. La percentuale salirà al 44% nel 2050 .

[il che fa +35% in 20 anni, due o tre volte più rapida del petrolio degli anni d’oro, ndFZ]

Ipocrisie e ipocriti

La grid parity delle rinnvoabili è dietro l’angolo, anzi no è già raggiunta, anzi no non ci siamo ancora.

Energia e crisi industriale

Il mio articolo per Il Post, scritto a quattro mani con l’Energisauro

Il progresso tecnologico ha reso possibile l’estrazione di gas e petrolio da rocce precedentemente improduttive, gli shale, dando inizio alla golden age del gas naturale nella quale ci troviamo ora. Fiumi di parole sono stati scritti sullo shale gas, cambiamenti geopolitici e sfide energetiche e ambientali nell’utilizzo della nuova fonte d’energia già discussa a suo tempo su Il Post. Sono invece meno noti gli effetti della rivoluzione dello shale gas sull’economia.

Il World Energy Outlook (WEO) è un documento pubblicato annualmente dalla International Energy Agency (IEA) contenente proiezioni del consumo di energia a livello mondiale per i prossimi 25 anni. Il WEO 2013 pubblicato pochi giorni fa ha gettato ombre molto lunghe non solo sul futuro energetico europeo ma anche sul mercato del lavoro da esso dipendente. In breve: siccome un lavoratore su quattro dell’industria mondiale è occupato in settori energivori, il WEO 2013 stima che gli elevati costi dell’energia in Europa si rifletteranno in una perdita di competitività del settore industriale europeo sul mercato globale, quantificando un calo delle export di circa il 30 per cento. Altrimenti detto, il WEO 2013 prevede per l’Europa una bomba occupazionale innescata dagli alti costi dell’energia.

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Ops

Pare che il successo commerciale dello shale gas in USA non sia facilmente esportabile.

Economisti delle materie prime

Qualcuno spieghi a Ugo Bardi, ex-presidente di ASPO-Italia e blogger su Il Fatto Quotidiano, gli effetti dell’export sulla bilancia commerciale. Ché Germania e Svizzera pagano il petrolio quanto noi.

addendum: per chi non se n’è accorto, il sistema energetico italiano soffre di overcapacity conclamata. La proposta di installare altre rinnovabili a manciatone come soluzione alla crisi economica, quando per pagare quelle esistenti abbiamo già dovuto far ricorso ai rinnovabili-bond, non so davvero come commentarla.

[Hat tip: Gianluca B. per la segnalazione]