Dare un senso ai numeri

Puntuale, con l’anno nuovo è uscito il Energy Outlook 2035 di BP. Gli studi strategici di BP sono studi da conservatori, Business-As-Usual in pratica, che vanno presi con tutte le limitazioni del caso – l’imprevidibile, ovviamente, non è prevedibile da nessuno. Ciononostante sono molte le informazioni interessanti che se ne possono trarre. Per ora ci limitiamo al mix energetico mondiale delle prossime due decadi, che trovate sotto.
Gli ambientalisti lamentano che i combustibili fossili manterranno la quota maggiore del mix energetico primario (circa l’80%) lasciando alle rinnovabili solamente il 20%. Altrimenti detto, le rinnovabili raggiungeranno il 20% del mix energetico mondiale in un periodo di 30-35 anni. Orbene, recuperate i numeri delle transizioni energetiche che hanno accompagnato il mondo moderno dalla rivoluzione industriale in poi. Le abbiamo discusse su questo blog pochi giorni fa:

Il carbone impiegò 35 anni per contribuire per un 25% al mix energetico mondiale (il resto era legno) e 60 anni per crescere al 50%. Il petrolio impiegò 40 anni per raggiungere il 25% del mix mondiale e 60 anni per arrivare al 40%. Il traguardo del 50% non fu mai raggiunto dal petrolio, nemmeno negli anni d’oro, quando l’estrazione era davvero facile e un barile di oro nero costava 20 dollari. Il gas naturale, l’ultimo grande attore dei combustibili fossili, ha impiegato 45 anni per raggiungere quota 25% solamente.

A ben guardare, dunque, la transizione alle rinnovabili si sta dispiegando molto più velocemente di quella del gas naturale e alla stessa velocità di quella del petrolio a cavallo degli anni ’60, quando era facile estrarlo e le dimensioni delle infrastrutture energetiche erano assai più ridotte di oggi. Il che non è poco.

Certo, il risultato è migliorabile, soprattutto per quel che riguarda le emissioni globali di CO2, come ricordano su QualEnergia:

La crescita concessa alle rinnovabili non è tuttavia di proporzioni tali da scongiurare un pesante incremento della CO2, che l’Outlook BP prospetta con un tasso dell’1,1% annuo. La decarbonizzazione graduale del mix energetico mondiale, pur garantendo il rallentamento della crescita delle emissioni rispetto all’aumento dei consumi energetici, non sarebbe sufficiente a invertire la tendenza e nel 2035 verrebbero immessi in atmosfera circa 40 Gt di CO2, pari al 29% in più della quantità del 2012.

Come se ne esce? Facile, basta convincere Xi Jinping ad abbandonare i benefici economici dell’energia a basso costo prodotta col carbone in favore di Carbon Tax e rinnovabili per l’economia cinese. Basta. Hai detto niente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...