Rifkin e l’economia dell’idrogeno

Ne parla Domenico Coiante, con poche parole ma molta competenza, facendo luce sul deserto lasciato dall’incompetenza irresponsabile di pseudo-scienziati e esperti del nulla.

Non è passato molto tempo da quando l’argomento occupava i mezzi di comunicazione ed il personaggio [Rifkin, ndFZ] era presente sugli schermi televisivi, ospite centrale dei vari programmi di attualità. Eppure oggi nessuno parla più di idrogeno e delle meravigliose prospettive socio-economiche-ambientali che il suo uso diffuso nel settore della produzione e del consumo energetico avrebbe dovuto portare. Purtroppo la meteora Rifkin ha prodotto l’effetto contrario a quello che sarebbe stato necessario per avere un’accelerazione nello sviluppo di quell’importante settore. Infatti, prima dell’intervento di Rifkin, la ricerca su questo argomento era in corso da molto tempo e procedeva con i tempi propri di un tema molto serio, che aveva visto in passato numerosi ricercatori spendere la loro carriera scientifica ed altri al presente continuare ad impegnarsi sul programma di sviluppo. L’azione divulgatrice dello scrittore, invece di aiutare, ha prodotto l’effetto contrario, facendo scomparire dai mezzi d’informazione l’argomento. Il danno è derivato principalmente dal voler dare per attuale quello che invece è solo futuribile, cioè nel descrivere come se fosse immediatamente utilizzabile industrialmente una tecnologia che, pur presentandosi come accessibile tecnicamente nelle sue varie componenti, richiede ancora molta ricerca e sviluppo per raggiungere la maturità industriale e commerciale. La delusione provocata nell’opinione pubblica nel constatare che alle promesse non seguivano fatti immediati ha prodotto il disinteresse totale e addirittura una reazione di rigetto che è giunta fino alla “damnatio memoriae” dell’intero tema. Al contrario, oggi appare opportuno più che mai riprendere l’argomento idrogeno e approfondire questo tema cercando di accertare se e in che misura questo elemento chimico può prestarsi all’accumulo dell’energia solare, ciò soprattutto in relazione allo stallo che si sta profilando nello sviluppo delle fonti rinnovabili elettriche a causa della loro intermittenza.

[continua su iMille-magazine]

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