I cambiamenti climatici e la percezione del futuro

Il mio articolo per Il Post, scritto a quattro mani con l’energisauro

Le risorse naturali sono un elemento centrale per la nostra società. Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) ha recentemente reso disponibile il quinto rapporto sul clima mondiale. In breve, l’IPCC ritiene che l’inazione sulle politiche contro i cambiamenti climatici stia conducendo verso un futuro a rischio di eventi disastrosi e probabilmente irreversibili. Ma andiamo per gradi.

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Come ridurre la bolletta energetica delle PMI

Il Ministero dello Sviluppo ha reso noto come intende ridurre del 10% le bollette delle piccole e medie imprese (PMI) e arrivare (nel 2015) ad una bolletta più equa e leggera: “togliere a chi ha avuto troppo, restituire a chi ha pagato di più, [..] eliminare le rendite, eliminare i sussidi incrociati ingiustificati, far funzionare la concorrenza e promuovere la legalità”.

La misura più corposa e interessante è certamente quella sul solare fotovoltaico, che ne rinegozia retroattivamente i generosissimi incentivi accumulati fin qui tramite cinque Conti Energia (oggi stiamo a 6.6 miliardi di euro all’anno).

Spalmatura obbligatoria degli incentivi per gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 200 kWp. Si propone di allungare obbligatoriamente il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni senza riconoscere alcun tasso di interesse, gettito previsto (700-900 M€)

Non è difficile prevedere le contenute ire dei sostenitori delle rinnovabili loro malgrado per una misura che, va detto, fa a pezzi lo stato di diritto, sacrificato sull’altare dell’insostenibilità economica di incentivi dissennatamente allocati e concessi per anni.

Il resto delle misure lo trovate sul blog di Assoelettrica.

Se l’Europa non comprasse più gas russo

La Russia venderà gas in Cina.

Sostituire il PIL

L’Onu si riunisce.

Dematerializzazione dell’economia: fondamentali (e una chiosa)

Riprendiamo il discorso sulla dematerializzazione, proseguendo l’analisi sui limiti della crescita economica dati dai limiti fisici del pianeta lasciato in sospeso qualche giorno fa.

Se ai tempi di Marx l’economia capitalistica poteva essere definita come un’immane raccolta di merci, l’aumento della complessità della società (e della filiera economica) moderna e l’introduzione di nuove tecnologie hanno cambiato le cose. Una conseguenza dell’industrializzazione del ventesimo secolo è che gli oggetti materiali non sono più una risorsa scarsa e nuova ricchezza è stata creata con l’immateriale. Nell’economia moderna, almeno per quanto riguarda i paesi a più elevata industrializzazione, ricchezza e crescita economica dipendono tanto dalle risorse fisiche quanto da quelle immateriali. Con immateriale solitamente si intendono due cose: 1) il miglioramento dell’efficienza dei processi produttivi e 2) la loro sostituzione con processi equivalenti o con servizi intermedi. Dematerializzazione dell’economia significa conseguire una riduzione dell’uso di materie prime nell’economia e/o dell’impatto ambientale, aumentando la produttività delle risorse naturali per unità di valore.

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Elezioni europee e scienza

Mi si permetta una aggiunta alle ottime domande poste da Le Scienze ai candidati per le prossime elezioni europee. Sai mai che qualcuno risponde.

Si prevede – con quasi lapidaria certezza – che la crescita futura delle emissioni di CO2 verrà alimentata da Cina e USA, vanificando gli obbiettivi europei per la limitazione delle emissioni globali di CO2. I piani europei rischiano invece di trasformarsi in una zavorra anti-competitiva per l’economia europea. Lei come affronterà la questione?

Il senso di Report per il fracking

La parola ai geologi di mestiere.