Come ridurre la bolletta energetica delle PMI

Il Ministero dello Sviluppo ha reso noto come intende ridurre del 10% le bollette delle piccole e medie imprese (PMI) e arrivare (nel 2015) ad una bolletta più equa e leggera: “togliere a chi ha avuto troppo, restituire a chi ha pagato di più, [..] eliminare le rendite, eliminare i sussidi incrociati ingiustificati, far funzionare la concorrenza e promuovere la legalità”.

La misura più corposa e interessante è certamente quella sul solare fotovoltaico, che ne rinegozia retroattivamente i generosissimi incentivi accumulati fin qui tramite cinque Conti Energia (oggi stiamo a 6.6 miliardi di euro all’anno).

Spalmatura obbligatoria degli incentivi per gli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 200 kWp. Si propone di allungare obbligatoriamente il periodo di incentivazione da 20 a 25 anni senza riconoscere alcun tasso di interesse, gettito previsto (700-900 M€)

Non è difficile prevedere le contenute ire dei sostenitori delle rinnovabili loro malgrado per una misura che, va detto, fa a pezzi lo stato di diritto, sacrificato sull’altare dell’insostenibilità economica di incentivi dissennatamente allocati e concessi per anni.

Il resto delle misure lo trovate sul blog di Assoelettrica.

3 Responses to Come ridurre la bolletta energetica delle PMI

  1. eros tassi scrive:

    e d’altronde, Spagna e Polonia non è passato molto che si sono date un taglio agli incentivi sulle rinnovabili, mentre la Germania non l’ha fatto non solo perché poteva permetterselo un po’ meglio, ma perché, noblesse oblige, sceglie tradizionalmente di dare enorme valore all’affidabilità delle sue promesse. Sostenibilità vs. Credibilità, dove il compromesso? Può darsi che l’Italia non abbia più gran valore da mantenere circa la sua credibilità, né che sia ora il momento di cominciare a risalire la china, operazione faticosa da intraprendere quando sei ben allenato e riposato, non prossimo al collasso….

    invece circa l’aiuto alle PMI dato così, a botta: probabile l’attuativo sia molto più sfumato e pieno di casistiche ed eccezioni della slide di Renzi. Perché il principio è assolutamente folle: vero, sono il settore che oggi sta peggio però è anche vero, prima di fare gli egualitari a tutti i costi, che lo storico nanismo delle imprese italiane puoi sanarlo anche levando il formaggio dove ci sono topi. Non aggiungendone. Ripeto: follia.

  2. Augusto Salzani scrive:

    sarà ma c’è anche un problema di sostenibilità: spendere 6,6 mld l’anno per “sostenere” gli investitori amanti della natura… è troppo gravoso per le nostre casse per noi consumatori e per il sistema.
    Se ne facciano una ragione questi capitalisti “verdi” …

    … vogliamo mettere on line qualche business plan con le tariffe del terzo e 4° conto e vedere quanto stiamo ingrassando lor signori tedeschi, spagnoli, cinesi e (pochissimi) italiani?

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