Il picco del letame

Alla fine del 1800 [..] la crescita del numero di cavalli presenti nei centri abitati superava perfino quella delle persone, e le città americane erano letteralmente sommerse dal loro letame, dalle loro urine, dalle loro carcasse e dalle mosche. Nel 1894, il Times stimò che entro il 1950 le strade di Londra sarebbero state sepolte sotto nove metri di letame di cavallo, e previsioni simili venivano riportate dai giornali di New York e di tutte le altre grandi città occidentali dell’epoca. Tra il 1900 e il 1920, tuttavia, tutti questi problemi, gradualmente, sparirono. [..] Per quanto difficile possa essere crederlo oggi, l’introduzione delle automobili fu acclamata come una vera e propria salvezza per l’ambiente. [..] Comparando la singola automobile con la singola carrozza, i problemi ambientali generati dai cavalli sono decisamente maggiori. Anche per quanto riguarda il riscaldamento globale: il letame rilascia metano, un gas serra otto volte più potente dell’anidride carbonica.

[su Chicago-blog, ieri]

2 Responses to Il picco del letame

  1. sesto rasi scrive:

    che le città di un tempo non fossero il posto ideale per star tranquilli, nè come rumore nè come odore, lo sappiamo da parecchie testimonianze e ricostruzioni (non oso immaginare le ruote di legno cerchiate di ferro sul ciotolato, nè il canale di scolmo in mezzo alla strada che correva al fiume), certo però si trattava di scenari con una globalità e una reversibilità un po’ diversi (anche Piombino e l’Elba al tempo degli etruschi con le attività siderurgiche e minerarie pare assomigliassero ad un polo industriale degli anni Settanta anche come aria, ma poi si sono rimessi).
    Considero comunque il post come una valida provocazione e, in questo senso, complimenti per il titolo, che trovo geniale!

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